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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4621/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Lecce del 30/11/2020 che, riformando la sentenza di primo grado, aveva ritenuto unitario il fatto (art. 44 lett. b) d.P.R. 309/1990) e li aveva condannati per contravvenzioni edilizie a mesi 2 di arresto e Euro 10.000,00 di ammenda. Indirli ha dedotto in Cassazione, tra l'altro, omissione di valutazione di documenti e della sua qualità di nudo proprietario (con conseguente esclusione della qualità di committente), errori nella valutazione della preesistenza del vano cucina, errata applicazione della normativa urbanistica (art. 10 d.P.R. 380/2001) con riferimento a canna fumaria, infissi e soppalco, e richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. Ostuni ha dedotto maturazione della prescrizione, limitazione della responsabilità temporale per essere subentrato nella direzione lavori in data successiva e vizi motivazionali analoghi sull'applicazione dell'art. 131-bis.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato che le contravvenzioni contestate, consumatesi il 1/3/2016, si sono estinte per prescrizione il 1/3/2021 ai sensi degli artt. 157, 160 e 161 c.p. Ha inoltre ritenuto che alcune doglianze (primo e secondo motivo di Indirli e secondo motivo di Ostuni) non siano manifestamente infondate e che la Corte territoriale abbia omesso di rispondere a specifiche censure sollevate in appello, limitandosi a richiamare la decisione di primo grado. Poiché il gravame era idoneo a instaurare un valido rapporto di impugnazione e non emergono elementi per applicare l'art. 129, comma 2, c.p.p., la Cassazione ha dichiarato, ai sensi dell'art. 129, comma 1, c.p.p., l'estinzione dei reati per prescrizione e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 44 lett. b)

    La Corte territoriale aveva qualificato il fatto come unitario ai sensi di questa norma; la Cassazione non si è pronunciata nel merito sulla qualificazione perché ha disposto l'estinzione per prescrizione.

  • cod. proc. pen., art. 192

    Riferita alla corretta motivazione e alla valutazione delle prove: la Cassazione censura la Corte d'appello per non aver esaminato e risposto alle specifiche censure di appello, violando il dovere di motivazione previsto implicitamente da questa norma e dalla giurisprudenza sul doppio grado.

  • d.P.R. n. 380/2001, art. 10

    Rilevata nella contestazione relativa alla rilevanza urbanistica di canna fumaria, infissi e soppalco; la Corte d'appello è stata ritenuta carente nella motivazione sulla valutazione di tali elementi.

  • cod. pen., art. 131-bis

    I ricorrenti avevano chiesto l'applicazione della speciale causa di non punibilità; la Corte d'appello l'aveva negata con motivazione ritenuta insufficiente dalla Cassazione, che ha osservato la necessità di valutare compiutamente i requisiti e gli elementi dell'art. 133 c.p. quando si decide su tale causa.

  • cod. pen., art. 157

    Norma richiamata nel calcolo della prescrizione; contribuisce a determinare la scadenza del termine prescrizionale delle contravvenzioni.

  • cod. pen., art. 160

    Norma richiamata nel calcolo della prescrizione con riferimento alla durata della pena ed effettività del termine prescrizionale.

  • cod. pen., art. 161

    Norma richiamata nel calcolo della prescrizione con riferimento agli effetti della condanna sulla prescrizione.

  • cod. proc. pen., art. 129

    Stabilisce la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione: la Corte ha applicato il comma 1 (annullamento senza rinvio) dato che il gravame era idoneo e non vi erano condizioni per applicare il comma 2.

  • cod. proc. pen., art. 609, comma 2

    Richiamato per il principio che la dichiarazione di prescrizione anche d'ufficio al giudice di legittimità è ammessa solo se il ricorso instaura un valido rapporto di impugnazione (cioè non è manifestamente inammissibile).

  • cod. pen., art. 133

    Richiamato con riferimento alla valutazione degli elementi per l'applicazione dell'art. 131-bis: la Corte sottolinea che l'analisi completa dei criteri di cui all'art. 133 è necessaria prima di negare la causa di non punibilità.

Massime di principio

  • La prescrizione può essere dichiarata anche in sede di Cassazione se il ricorso è idoneo a instaurare un valido rapporto di impugnazione e le condizioni di legge sono soddisfatte; il giudice di legittimità può pronunciare l'estinzione ex art. 129 c.p.p. quando non vi siano ragioni per il rinvio.
  • Il giudice d'appello è obbligato a rispondere specificamente alle doglianze sollevate in appello: limitarsi a richiamare la motivazione del primo giudice integra carenza motivazionale e può portare alla cassazione per défaut di controllo del secondo grado.
  • La qualità giuridica (es. nudo proprietario vs. committente) e la documentazione che la prova sono elementi decisivi per l'attribuzione della responsabilità; tali questioni devono essere valutate espressamente dal giudice d'appello.
  • La prova della preesistenza di opere edilizie è idonea a escludere la rilevanza penale delle opere contestate; dichiarazioni di testi e elaborati tecnici vanno valutati nel merito e non possono essere semplicemente ignorati o superficialmente disattesi.
  • Prima di negare l'applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. il giudice deve compiere una valutazione completa dei presupposti e dei criteri di cui all'art. 133 c.p.; una motivazione generica basata sulla 'pluralità delle violazioni' è insufficiente.
  • Nel calcolo della prescrizione è necessario applicare scrupolosamente le norme del codice penale (artt. 157, 160, 161) e considerare la data di consumazione del reato e gli eventi processuali intervenuti; un errore nella valutazione del dies a quo o dei termini può determinare l'estinzione del reato.

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