Cassazione Civile, Sentenza n. 29991/2022 del 13/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Avviso d'accertamento relativo al 2010 con rideterminazione di IRES e IRAP e contestazione di indebita detrazione IVA per euro 354.490,00 per emissione di fatture riferite a operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione ha basato l'accertamento su processi verbali di constatazione relativi ai fornitori della contribuente. La società ha impugnato l'atto sostenendo l'insufficienza e l'irrilevanza delle prove, la violazione delle regole sul riparto dell'onere della prova e il fatto che i verbali richiamati si riferivano a soggetti terzi "mai entrati" nel procedimento. In appello e poi in Cassazione la ricorrente ha lamentato il malgoverno delle prove presuntive e l'omesso esame di elementi decisivi.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che l'atto d'accertamento avesse integralmente riportato i passaggi significativi dei processi verbali dei fornitori, soddisfacendo i requisiti degli artt. 42, comma 2, DPR 600/1973 e 56, comma 5, DPR 633/1972, e che il giudice di merito avesse valutato correttamente le prove presuntive secondo i criteri di gravità, precisione e concordanza. La sentenza ha escluso che vi fosse una lesione del diritto di difesa o una situazione riconducibile al caso Glencore (C-189/2018), poiché non vi è stata esclusione della conoscenza degli atti. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per genericità e per le regole di ammissibilità dell'art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c. Esito processuale: rigetto del ricorso, condanna della ricorrente alle spese a favore dell'Agenzia delle Entrate quantificate in euro 6.000,00 per competenze, oltre spese prenotate a debito; indicazione dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, DPR 115/2002.
Norme richiamate
art. 42, comma 2, DPR 29 settembre 1973, n. 600
L'atto d'accertamento è valido se riproduce i passaggi significativi dei processi verbali ai quali si richiama; la Corte ha ritenuto che la riproduzione effettuata nell'avviso soddisfacesse tale requisito e quindi fosse lecito richiamare verbali relativi a fornitori
art. 56, comma 5, DPR 26 ottobre 1972, n. 633
Analogo principio riferito all'IVA: la riproduzione degli elementi essenziali dei verbali dei fornitore può costituire base dell'accertamento senza violare il limite formale previsto dalla normativa
Principi sulla prova presuntiva: le presunzioni devono essere valutate globalmente secondo gravità, precisione e concordanza; la Corte ha confermato che il giudice di merito ha correttamente applicato tali criteri nella valutazione degli indizi
art. 360, primo comma, nn. 3 e 5, cod. proc. civ.
Norme di legittimità: il primo motivo (n.3) relativo a violazione di norme sulla prova è in parte infondato; il secondo motivo (n.5) rilevante per omesso esame di fatto decisivo è stato dichiarato inammissibile per genericità e per l'interpretazione restrittiva post-riforma (d.l. 83/2012, conv. L. 134/2012)
Direttiva 2006/112/CE e sentenza CGUE C-189/2018 (Glencore)
La CGUE ha affermato che, in linea di principio, l'amministrazione può essere vincolata da constatazioni già acquisite in procedimenti contro fornitori se il contribuente ha conoscenza degli elementi e può esercitare pienamente il diritto di difesa; la Corte ha ritenuto la sentenza non applicabile al caso concreto perché qui la contribuente ha avuto conoscenza degli atti e non è stata privata della possibilità di difesa
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 176/2020)
Riferimento procedurale all'udienza pubblica celebrata ai sensi della normativa emergenziale; menzionata nel rito ma non incidente sulla decisione di merito
art. 13, comma 1-quater, DPR 30 maggio 2002, n. 115
Norma sul contributo unificato: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo da parte del ricorrente
Massime di principio
- L'Amministrazione finanziaria può fondare un accertamento su processi verbali relativi a fornitori se nell'atto di contestazione sono riprodotti i passaggi significativi e il contribuente ha avuto effettiva conoscenza degli elementi di prova
- La regolarità formale della documentazione contabile non è sufficiente a escludere l'accertamento se, nel complesso, gli indizi raccolti appaiono gravi, precisi e concordanti
- Il giudice di merito deve valutare le prove presuntive con un esame complessivo (sintesi degli indizi); la Cassazione controlla la correttezza giuridica di tale procedimento logico, non la rivalutazione critica dei fatti
- La giurisprudenza comunitaria (es. Glencore) limita l'uso delle risultanze di procedimenti su terzi quando il diritto di difesa del contribuente sia stato pregiudicato; laddove la conoscenza degli atti e la possibilità di difesa siano garantite, il richiamo a tali atti può essere legittimo
- I motivi di cassazione vaghi o generici, e le doglianze che non indicano il fatto storico omesso o la violazione specifica, sono inammissibili soprattutto alla luce della riforma dell'art. 360 c.p.c.
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