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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 539/2023 del 11/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Lecce del 12/07/2021 che aveva confermato la condanna per opere abusive in zona vincolata e per violazione di sigilli. I motivi di impugnazione erano: (i) nullità per omissione, nell'epigrafe della sentenza di primo grado, dell'enunciazione del capo C) d'imputazione (art. 546 c.1 lett. c. c.p.p.); (ii) omessa notifica all'imputata del verbale di contestazione suppletiva presso il domicilio dichiarato (art. 522 c.p.p.); (iii) censura della qualifica di responsabile per violazione di sigilli (sostegno che l'imputata fosse stata spogliata del possesso dei beni); (iv) contestazione della sussistenza del vincolo paesaggistico, denunciando decisione fondata solo sulle dichiarazioni di un teste; (v) contestazione della configurabilità del reato urbanistico per assenza dell'obbligo di permesso di costruire (pavimentazioni in attività edilizia libera ai sensi dell'art. 6 c.1-ter DPR 380/2001; piscina e locali tecnici come pertinenze o opere condonate; muri perimetrali come manutenzione); (vi) censura sulla qualificazione del provvedimento di sanatoria come art. 36 DPR 380/2001 anziché come condono edilizio ex L. 47/1985; (vii) richiesta del riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (artt. 62-bis e 133 c.p.) per incensuratezza e modesta entità delle opere.

La decisione

Il ricorso è stato respinto e in gran parte dichiarato inammissibile. In sintesi: il primo motivo (epigrafe) è inammissibile per manifesta infondatezza: la mancanza del capo di imputazione nell'epigrafe non determina la nullità quando i fatti siano desumibili dal contenuto della decisione e dagli atti; il secondo motivo (notifica) è inammissibile perché la Corte territoriale ha ritenuto che con l'opposizione a decreto penale fosse stata eletta domicilio presso il difensore e quindi la notifica al difensore è risultata valida; le censure sulla configurazione dei reati sono, in parte, inammissibili e, in parte, infondate: la dichiarazione di vincolo paesaggistico è stata ritenuta provata anche tramite dichiarazioni di un testimone qualificato; la violazione di sigilli è stata confermata perché il reato può essere commesso da chiunque con condotte idonee a neutralizzare il vincolo; la qualificazione della piscina, dei muri e delle pavimentazioni come opere non esenti da titolo abilitativo è stata condivisa dai giudici di merito (in particolare l'art. 6 DPR 380/2001 non vale se l'intervento è in contrasto con la normativa paesaggistica). Il motivo relativo alla qualificazione del provvedimento come condono è inammissibile per genericità e difetto di interesse. La richiesta di attenuanti generiche è stata respinta come generica e non motivata; i giudici del merito hanno valutato l'insussistenza di elementi favorevoli. Nessun reato è risultato prescritto; il ricorso è stato rigettato e la ricorrente è stata condannata alle spese.

Norme richiamate

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico dell'edilizia), art. 44, comma 1, lett. c)

    Norma richiamata in relazione alle opere edilizie contestate; i giudici hanno confermato che determinate opere richiedevano titolo abilitativo e non rientravano nell'attività edilizia libera

  • d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 181

    Richiamato per la contravvenzione paesaggistica: la sussistenza del vincolo paesaggistico (es. fascia di rispetto di 300 metri dal mare) legittima il reato paesaggistico se le opere incidono sul paesaggio

  • d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 142, comma 1, lett. a

    La disposizione che giustifica il vincolo paesaggistico riferito alla fascia di rispetto dal mare; la Corte territoriale ha ritenuto applicabile il vincolo ex art. 142

  • codice di procedura penale, art. 349

    La violazione di sigilli è reato che può essere commesso da chiunque: non è necessario che il soggetto sia il custode materiale; rileva ogni condotta idonea a eludere il vincolo di immodificabilità, e non è richiesto che vi sia stata lesione materiale del sigillo

  • codice di procedura penale, art. 546, comma 1, lett. c)

    La Corte ha ritenuto che l'assenza del capo di imputazione nell'epigrafe della sentenza di primo grado non comporti automaticamente nullità se i fatti e le circostanze ascritte possono desumersi dal complessivo contenuto della decisione o dagli atti di contestazione

  • codice di procedura penale, art. 522

    La notifica del verbale al difensore è valida se, per fatti processuali precedenti (es. opposizione a decreto), è stata effettuata una nuova elezione di domicilio presso il difensore; la Corte ha interpretato l'opposizione come nuova elezione

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 6, comma 1-ter

    nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare...delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio

    L'attività edilizia libera prevista dall'art. 6 non è applicabile se l'intervento è in contrasto con la normativa paesaggistica: pavimentazioni in zona vincolata possono richiedere l'autorizzazione paesaggistica

  • d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 36

    Norma sulla sanatoria; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura che confondeva la qualifica del provvedimento (sanatoria ex art. 36 vs condono), non essendo dimostrato un effetto favorevole per la ricorrente

  • codice penale, artt. 62-bis e 133

    Le circostanze attenuanti generiche richiedono motivazione positiva e adeguata indicazione degli elementi che giustificano la mitigazione; la valutazione è di merito e insindacabile in Cassazione se non contraddittoria

Massime di principio

  • La mancata indicazione del capo di imputazione nell'epigrafe della sentenza non comporta automaticamente nullità se i fatti e le accuse sono desumibili dalla motivazione e dagli atti; verificare sempre se l'atto di contestazione è allegabile per integrare la comprensione della decisione
  • La notifica degli atti processuali è valida se effettuata presso il domicilio eletto dall'imputato: un'elezione di domicilio successiva (anche mediante atto di opposizione a decreto) può legittimare la notifica al difensore
  • La violazione di sigilli può essere configurata in capo a chiunque ponga in essere condotte idonee a eludere il vincolo, indipendentemente dal fatto di aver materialmente rotto i sigilli o dall'essere il custode
  • La sussistenza di un vincolo paesaggistico può essere accertata anche attraverso dichiarazioni di testimoni qualificati; non è sempre indispensabile la prova esclusivamente documentale
  • L'attività edilizia libera prevista dall'art. 6 DPR 380/2001 è comunque soggetta al rispetto delle altre normative settoriali (in particolare la normativa paesaggistica): opere che incidono sul paesaggio richiedono l'autorizzazione anche se, in astratto, rientrano tra le tipologie libere
  • La qualificazione di manufatti come pertinenze o la valutazione sulla preesistenza di opere sono questioni di fatto riservate al giudice di merito e difficilmente ribaltabili in Cassazione salvo travisamento palese della prova
  • La richiesta di attenuanti generiche deve essere specifica e motivata con elementi concreti; in loro mancanza, il diniego può essere adeguatamente motivato richiamando l'assenza di elementi positivi nel processo

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