Cassazione Penale, Sentenza n. 31012/2026 del 12/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
Il caso riguarda un incidente di esecuzione instaurato per ottenere il riconoscimento della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra più sentenze di condanna. Il giudice dell'esecuzione aveva riconosciuto la continuazione solo tra alcune sentenze, escludendone un'altra perché non esaminata nell'istanza originaria e, comunque, riteneva non provata la connessione unitaria per eterogeneità dei reati e per l'asserita tossicodipendenza risalente. Il ricorrente ha dedotto tre motivi: 1) omessa valutazione della richiesta di continuazione relativa a un'ulteriore sentenza del 2011; 2) illogicità della rideterminazione della pena, poiché il giudice non aveva indicato pena base e aumenti ex art. 81 c.p.; 3) erroneo rigetto parziale dell'istanza, sostenendo che vi fosse unicità del disegno criminoso per identità dell'arco temporale, collegamento con il sodalizio criminale e tossicodipendenza.
La decisione
La Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla mancata considerazione, ai fini della continuazione, del reato giudicato con sentenza del G.u.p. del Tribunale di Lecce del 30 novembre 2011, con rinvio alla Corte di appello di Lecce, in diversa composizione, per nuovo esame sul punto e per la conseguente rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Ha invece rigettato il ricorso nel resto, ritenendo infondato il terzo motivo, poiché il giudice dell'esecuzione aveva motivato in modo congruo e non illogico l'esclusione della continuazione con riferimento ai reati ritenuti eterogenei e non ha ritenuto provata, al momento dei fatti, la dedotta tossicodipendenza come indice dell'unicità del disegno criminoso. Quanto al secondo motivo, la Corte ha affermato che la rideterminazione della pena per continuazione deve essere motivata con indicazione della pena base e degli aumenti, ma nel caso concreto la motivazione era carente e quindi il punto è stato rimesso al giudice di rinvio.
Norme richiamate
disciplina la richiesta di applicazione della continuazione in sede esecutiva tra reati separatamente giudicati; il giudice deve esaminare tutte le sentenze oggetto dell'istanza.
per la continuazione il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e applicare aumenti per i reati satellite, motivando anche sugli aumenti.
richiamato come parametro discrezionale per la determinazione della pena.
richiamato come parametro discrezionale per la determinazione della pena.
utilizzato per individuare il reato più grave nella rideterminazione della pena per continuazione.
artt. 73 e 80 d.P.R. n. 309 del 1990
norme incriminatrici della condanna del 2011 richiamata nell'incidente di esecuzione.
artt. 74 e 73 d.P.R. n. 309 del 1990
reati oggetto di una delle sentenze di condanna considerate nella continuazione.
richiamato nella sentenza di Bologna per concorso di persone nei reati di rapina e sequestro.
art. 628 co. 3 n. 1, 2 e 3-bis c.p.
reato di rapina aggravata oggetto di una delle condanne considerate.
sequestro di persona oggetto di una delle condanne considerate.
richiamato solo per l'oscuramento dei dati personali nel provvedimento.
Massime di principio
- In sede esecutiva, la richiesta di applicazione della continuazione ex art. 671 c.p.p. deve essere esaminata in modo completo con riferimento a tutte le sentenze e ai titoli di reato specificamente indicati nell'istanza; l'omissione di valutazione di uno dei provvedimenti richiesti determina annullamento sul punto.
- Quando il giudice dell'esecuzione ridetermina la pena per continuazione tra reati separatamente giudicati, deve scorporare le eventuali continuazioni già operanti nelle singole sentenze, individuare il reato più grave ai sensi dell'art. 187 disp. att. c.p.p. e motivare sia sulla scelta della pena base sia sugli aumenti per i singoli reati satellite.
- La motivazione sulla pena per continuazione non può risolversi nel solo rispetto del limite legale del triplo della pena base: è necessario rendere controllabile il percorso logico seguito nella quantificazione degli aumenti ex art. 81 c.p., anche tramite richiamo alla motivazione resa in cognizione se gli aumenti vengono confermati.
- L'unicità del disegno criminoso richiede una verifica rigorosa e complessiva delle circostanze concrete; omogeneità dei reati, contiguità spazio-temporale o appartenenza a un medesimo contesto criminale sono indici utili ma non sufficienti di per sé soli.
- La dedotta tossicodipendenza può rilevare come elemento potenzialmente indicativo di una programmazione unitaria solo se risulta riferibile al momento della commissione dei fatti e se sussistono le ulteriori condizioni richieste per la continuazione.
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