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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11437/2024 del 29/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto da Sinigaglia avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva: riconosciuto il diritto di abitazione vitalizio a favore della Sinigaglia gravante sulla sua quota, considerato nell'asse ereditario solo la nuda proprietà del villino, e fissato conguagli in denaro a favore delle altre coeredi. In Cassazione la ricorrente aveva due motivi principali: 1) censura relativa alla divisibilità del compendio ereditario per la presunta abusività degli immobili (domandando che fosse dichiarata l'impossibilità della divisione in presenza di abusi edilizi non sanati); 2) censura sulla metodologia di imputazione del diritto di abitazione (contestando l'applicazione che ha detratto preventivamente il valore del diritto di abitazione dalla massa ereditaria anziché far gravare il legato sulla disponibile e, successivamente, sulla quota di riserva, ai sensi dell'art. 540 c.c.). Sul piano processuale, il ricorso era poi rilevante per la tempestività e completezza delle notifiche a mezzo PEC e per il deposito delle copie analogiche con attestazioni di conformità ai sensi della L. n.53/1994 e dell'art. 369 c.p.c.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato preliminarmente l'improcedibilità del ricorso principale di Sinigaglia ex art. 369 c.p.c. per il mancato deposito, entro 20 giorni dall'ultima notificazione a mezzo PEC, delle copie analogiche delle notifiche (in particolare la mancata attestazione di conformità agli originali telematici per la notifica eseguita nei confronti di Sorge Barbara e per la notifica a De Angelis Silvio), salvo che il difetto sia stato sanato o non contestato. Ha invece escluso l'improcedibilità del controricorso e del ricorso incidentale proposto dagli eredi Marchetti (eredi di Sorge Angela), i quali avevano regolarmente depositato le copie analogiche con l'asseverazione di conformità entro il termine previsto. La decisione non si pronuncia definitivamente sul merito della divisibilità del compendio (sul quale la giurisprudenza di legittimità è richiamata: in linea di massima la divisione di fabbricati abusivi è preclusa in assenza di titoli di sanatoria), ma richiama e applica principi consolidati sulla inammissibilità della divisione di immobili abusivi e sulla priorità di valutare la regolarità urbanistico-edilizia prima delle questioni di conguaglio patrimoniale.

Norme richiamate

  • art. 369 c.p.c.

    comma 1 e comma 2 (termine di 20 giorni per il deposito di copie analogiche delle notifiche via PEC)

    Stabilisce il termine per il deposito in cancelleria delle copie analogiche delle notifiche eseguite a mezzo PEC; la mancata osservanza comporta l'improcedibilità del ricorso, salvo casi di sanatoria quando i destinatari non contestano la conformità o abbiano depositato copie analogiche proprie.

  • L. 21.1.1994 n. 53, art. 9 commi 1-bis e 1-ter

    Richiede l'attestazione di conformità delle copie analogiche alle originali notifiche telematiche; l'assenza di tale attestazione può determinare l'improcedibilità se non sanata o non accettata dai destinatari.

  • art. 540 c.c.

    Norma che disciplina l'assegnazione al coniuge superstite del diritto di abitazione e il suo effetto sulle quote ereditarie; nella controversia è al centro del motivo incidentale circa l'imputazione del valore del diritto di abitazione alla massa ereditaria o alla disponibile/quote di riserva.

  • art. 581, art. 582, art. 542, art. 553 c.c.

    Richiamate dalle parti per questioni di quote ereditarie, conguaglio e riduzione dei legittimari; la Corte richiama la giurisprudenza relativa alla necessaria ponderazione tra diritto di abitazione e protezione delle quote dei figli.

  • L. 28.2.1985 n. 47 art. 40 comma 2

    Richiamata unitamente al D.P.R. 380/2001 per affermare che, in tema di divisione, la regolarità urbanistico-edilizia costituisce condizione della possibilità di pronunciare la divisione dell'immobile.

  • D.P.R. 6.6.2001 n. 380, art. 46

    Prevede l'obbligo di indicazione degli estremi della concessione edilizia o degli atti equipollenti; la sua mancanza ostacola la divisione di fabbricati abusivi.

  • Cass. sez. un. n. 25021/2019

    Principio vincolante: il giudice non può disporre divisione che abbia ad oggetto un fabbricato abusivo o parti di esso in assenza dei titoli edilizi/sanatorii; la regolarità urbanistica è condizione della 'possibilità giuridica' dell'azione di divisione.

  • Cass. sez. un. n. 4847/2013

    Pronuncia richiamata in relazione al trattamento del diritto di abitazione del coniuge superstite (attribuzione in aggiunta alla quota legittima), la cui applicazione è stata contestata dagli eredi come lesiva delle quote dei figli.

Massime di principio

  • Quando si notifica un ricorso a mezzo PEC, il ricorrente deve depositare entro 20 giorni copia analogica delle notifiche con la relata, le ricevute di accettazione e consegna e l'attestazione di conformità agli originali telematici; la mancata ottemperanza espone il ricorso a declaratoria di improcedibilità.
  • Il vizio procedurale relativo alla mancata attestazione di conformità può essere sanato se i destinatari non disconoscono la conformità delle copie analogiche o depositano essi stessi copie ritualmente attestare; se invece uno dei destinatari resta intimato senza attestazione, il ricorso può essere improcedibile.
  • In caso di domanda di divisione (ordinaria o ereditaria), il giudice non può disporre la divisione di fabbricati o parti di essi abusivi in assenza dei titoli di regolarizzazione edilizia (sanatoria/concessione in sanatoria); la regolarità urbanistico-edilizia è condizione della 'possibilità giuridica' dell'azione.
  • Prima di affrontare questioni patrimoniali quali conguagli e imputazione del diritto di abitazione, il giudice deve verificare la regolarità urbanistico-edilizia del compendio, perché l'esito (impossibilità di divisione) può determinare l'esito delle altre questioni.
  • Sulle modalità di computo del diritto di abitazione del coniuge superstite esiste contrasto giurisprudenziale: occorre verificare se il diritto va detratto preventivamente dalla massa ereditaria (nuda proprietà) o imputato prioritariamente sulla disponibile e sulla quota del coniuge, in applicazione dell'art. 540 c.c.; la soluzione dipende anche dall'indirizzo delle Sezioni Unite e dalla specifica fattispecie.
  • Se il compendio include pertinenze funzionalmente essenziali all'immobile principale (cantina, box, grotta) e queste sono abusive o prive di sanatoria, anche loro possono impedire la divisione salvo regolarizzazione.

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