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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11344/2024 del 29/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sulla rivendicazione e sull'acquisto per accessione dell'impianto di lavorazione inerti installato da Beton su terreni di proprietà di Inerti concessi in comodato; questioni processuali sull'ammissibilità della domanda tardiva di rivendica e sull'identificazione della norma applicabile (art. 934 c.c. vs art. 935 c.c.), nonché sull'interpretazione delle clausole del contratto di comodato del 10/10/2006 che potrebbero derogare al principio dell'accessione; critica alla pronuncia del Tribunale che aveva dichiarato l'acquisto per accessione in favore di Inerti e, contemporaneamente, aveva attribuito la proprietà dell'impianto al Fallimento e aveva condannato Inerti a pagare un'indennità al Fallimento non richiesta dalla curatela.

La decisione

La Corte ha cassato il decreto del Tribunale di Cuneo e ha rinviato la causa al Tribunale in diversa composizione. Ha accolto il ricorso di Inerti (annullando la statuizione che aveva riconosciuto indebite pretese del Fallimento) e ha accolto due motivi del ricorso del Fallimento (secondo e terzo), rilevando l'erronea evocazione dell'art. 935 c.c. e l'omessa valutazione delle clausole del contratto di comodato. Ha invece rigettato il primo motivo del Fallimento e dichiarato assorbito l'ultimo. Ha censurato inoltre la condanna al pagamento dell'indennità disposta dal Tribunale come ultrapetizione, essendo assente domanda della curatela. La causa è dunque rimessa al Tribunale per un nuovo esame, con istruzioni di valutare correttamente il contratto di comodato, l'applicabilità dell'art. 934 c.c. e gli elementi probatori (perizia definitiva) e per decidere sulle spese.

Norme richiamate

  • Codice civile, art. 934

    Principio generale dell'accessione che determina l'acquisto originario della proprietà quando una costruzione si incorpora stabilmente al suolo altrui; può essere derogato da titolo idoneo (contrattuale) che attribuisca diversa disciplina.

  • Codice civile, art. 935

    Disposizione relativa alla costruzione sul proprio fondo con materiali altrui; la Corte ha ritenuto che il Tribunale l'avesse evocata impropriamente perché il caso riguarda opere realizzate con materiali propri dell'installatore.

  • Codice civile, art. 936

    Regola i casi in cui il terzo ha operato senza alcun rapporto giuridico con il proprietario del fondo; non applicabile se sussiste un rapporto contrattuale (es. comodato) che disciplina la facoltà di edificare o collocare impianti.

  • Legge fallimentare, art. 98

    Norma sulla impugnazione dello stato passivo (opposizione), rilevante per la discussione sull'ammissibilità delle domande formulate in detta sede.

  • Legge fallimentare, art. 99

    Regime delle domande tardive di rivendicazione nel procedimento fallimentare; rilevata l'ammissibilità, nel caso di diritti reali autodeterminati, di estendere la domanda all'accertamento della proprietà.

  • Legge fallimentare, artt. 93-94

    Richiamate in relazione alla procedura e termini per le domande nel fallimento e per criticare l'ammissibilità di talune deduzioni.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Richiamato nei motivi per censure sul mancato esame di fatti decisivi ai fini del giudizio.

  • Codice civile, art. 1350 n. 2

    Forma ad substantiam richiesta per alcuni negozi che incidono sulla proprietà (es. costituzione di diritti reali come la superficie); rilevante nel controllo se la rinuncia all'accessione o titoli derogatori richiedano forma scritta.

  • Codice civile, art. 1376

    Richiamato nell'ambito delle censure di Inerti con riferimento all'errata applicazione delle norme sulla trascrizione/prova dei diritti reali (contesto probatorio).

  • Codice civile, art. 2729 co. 2

    Richiamato in relazione all'efficacia probatoria di determinati documenti (contesto probatorio della proprietà).

Massime di principio

  • Quando un impianto o una costruzione realizzata su suolo altrui è stata eseguita con materiali propri dell'esecutore, la disciplina da considerare è quella dell'accessione (art. 934 c.c.): si acquista la proprietà per accessione salvo che non esista un titolo che deroghi a tale principio.
  • L'art. 935 c.c. disciplina una fattispecie diversa (costruzione sul fondo proprio con materiali altrui) e non va confuso con i casi di costruzioni/impianti installati su fondo altrui con materiali dell'installatore.
  • Se esiste un rapporto contrattuale (reale o personale) che attribuisce al terzo la facoltà di collocare o edificare sul fondo altrui (es. accordi di comodato con pattuizioni specifiche), la disciplina dell'accessione può essere esclusa o modulata: il giudice deve interpretare le clausole contrattuali per verificare se esistano rinunce all'accessione o diritti di rimozione/relocazione.
  • Nel giudizio di opposizione allo stato passivo fallimentare i diritti 'autodeterminati' (es. proprietà) possono legittimamente essere oggetto di domande non necessariamente identiche a quelle inizialmente proposte in sede di verifica, mentre non è ammessa l'introduzione di domande riconvenzionali o di pretese non avanzate dalle parti ammesse nel corso dell'opposizione (ultrapetizione).
  • Il giudice non può pronunciarsi conformemente a richieste non formulate dalle parti: la condanna ad una indennità non richiesta dalla curatela è vizio (ultrapetizione) e va cassata.
  • In caso di contestazione tecnica sulla natura dell'incorporazione o sul valore dell'opera, il giudice deve valutare la perizia definitiva (CTU) e non limitarsi a bozze o valutazioni parziali; eventuali omissioni istruttorie o di valutazione contrattuale determinano l'obbligo di rinvio per nuovo esame.

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