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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40864/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che aveva confermato la loro responsabilità per reati di bancarotta (patrimoniale e documentale). Le censure principali riguardano: (i) la declaratoria di prescrizione resa per la bancarotta documentale ma omessa per la bancarotta patrimoniale; (ii) la qualificazione della scissione societaria come atto di distrazione (bancarotta patrimoniale), contestando la valutazione del dolo e la presunta natura trasferitoria dell'atto alla luce dell'art. 2506 c.c.; (iii) il rigetto della qualificazione ai sensi dell'art. 217 l.f.; (iv) il diniego dell'attenuante ex art. 219, comma terzo, l.f. (tenuità del danno patrimoniale) e delle attenuanti generiche; (v) l'omessa motivazione sul beneficio della non menzione. Viene inoltre denunciata la scorrettezza nell'applicazione delle sospensioni dei termini di prescrizione in relazione a separazione e ricongiungimento delle posizioni processuali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo (assorbente) motivo relativo alla prescrizione: ha ritenuto che la sentenza impugnata abbia dichiarato la prescrizione per la bancarotta documentale ma non per la bancarotta patrimoniale consumata nella stessa data, e che, per effetto delle sospensioni e della separazione/ricongiungimento delle posizioni processuali, la prescrizione si era comunque già realizzata. Per questo motivo la sentenza d'appello è stata annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione. La Corte ha inoltre rilevato, sul punto delle censure sostanziali sulla scissione societaria, che la giurisprudenza ammette che una scissione possa integrare il reato di bancarotta per distrazione se, nella valutazione concreta, risulti depauperativa e pregiudizievole per i creditori; su tale tema le censure sono state in parte ritenute infondate. Infine, la Corte ha constatato l'omessa motivazione circa il diniego del beneficio della non menzione, considerandola fondata, ma tale profilo è sovrastato dall'annullamento per prescrizione. In sintesi: annullamento senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione; rilievi critici anche su omissioni di motivazione (non menzione) e sul corretto esame degli indici di fraudolenza in caso di scissione societaria.

Norme richiamate

  • art. 161 cod. pen.

    Individua il termine di prescrizione applicabile; la Corte ha calcolato che, tenendo conto delle sospensioni (anche quelle per il d.l. Covid), il termine massimo era già decorso e quindi il reato è estinto per prescrizione.

  • art. 83 d.l. 17/3/2020, n. 18

    art. 83 d.l. 17/3/2020, n. 18

    Ha determinato la sospensione dei termini processuali per la pandemia (calcolo di 64 giorni) e la Corte ne ha tenuto conto nel computo della prescrizione.

  • art. 2506 cod. civ.

    Regola aspetti della scissione societaria; la Corte osserva che le tutele civilistiche previste non escludono automaticamente la pericolosità dell'operazione ai fini penali: la scissione può integrare bancarotta per distrazione se, valutata concretamente, risulta depauperativa e dannosa per i creditori.

  • art. 217 l.f.

    art. 217 legge fallimentare

    Riguarda la qualificazione del fatto in ambito fallimentare; la Corte ha rilevato l'assenza di motivazione adeguata rispetto alla richiesta di qualificazione ai sensi di tale norma, dovendo però valutare in concreto la fondatezza delle deduzioni difensive.

  • art. 219, comma terzo, l.f.

    art. 219, comma terzo, legge fallimentare

    Prevede l'attenuante per il danno di speciale tenuità nella bancarotta; la Corte ha richiesto una motivazione puntuale sul diniego di tale attenuante, non ritenendo sufficiente la mera affermazione difensiva.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Principio di garanzia relativo ai rapporti processuali e alla modalità di costituzione del rapporto processuale; la Corte ha richiamato la regola in ordine all'ammissibilità delle censure e alla necessità che il rapporto processuale sia formato correttamente per la valutazione dei motivi.

Massime di principio

  • La prescrizione deve essere valutata con attenzione quando più reati sono consumati nella stessa data: se la posizione di un imputato è stata separata e la sospensione di udienza non lo ha riguardato, la sospensione non opera a suo favore e la prescrizione può maturare indipendentemente per ciascuno.
  • Se la Corte d'appello dichiara la prescrizione per una fattispecie coeva, deve verificare e motivare anche la posizione relativa ad altri reati consumati nello stesso momento, evitando trattamenti incoerenti.
  • Una scissione societaria, pur essendo atto civilisticamente lecito, può integrare bancarotta per distrazione se, nella valutazione concreta, emergono 'indici di fraudolenza' (condizione patrimoniale, timing rispetto al fallimento, trasferimento di attivi rilevanti senza corrispondente trasferimento di passività, cointeressi degli amministratori, ecc.). È necessaria una motivazione puntuale e basata su elementi concreti.
  • La declaratoria di estinzione del reato per prescrizione impedisce la valutazione nel merito di eventuali assoluzioni; perciò, quando ricorre la prescrizione, la declaratoria tempestiva è obbligatoria e può portare all'annullamento senza rinvio.
  • Le richieste di applicazione di attenuanti (es. tenuità del danno) o di non menzione richiedono motivazioni specifiche: il loro semplice richiamo è insufficiente e la mancata motivazione può costituire motivo di cassazione.
  • In presenza di questioni tecniche (es. qualificazione dell'atto di scissione), il giudice penale deve sviluppare un'analisi comparata delle risultanze civilistiche e contabili e spiegare perché tali elementi giustifichino o escludano il dolo o l'indice di pericolosità per i creditori.

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