Cassazione Penale, Sentenza n. 5168/2024 del 06/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugna la sentenza che aveva condannato Damiano Reale per occupazione abusiva di area demaniale marittima (artt. 54 e 1161 cod. nav.) e aveva dichiarato estinto per prescrizione altro reato ex art. 44, comma 1, lett. c), D.P.R. n. 380/2001. I motivi principali: (1) errata applicazione della legge penale perché il Tribunale avrebbe ritenuto integrata la contravvenzione per colpa mentre la norma parla di occupazione "arbitraria", richiedendo il dolo; (2) carenza e apparente contraddittorietà della motivazione circa la sussistenza del dolo, essendosi il Tribunale basato solo sulla qualifica di concessionario e su mancata vigilanza; (3) omissione di considerare circostanze che escluderebbero il dolo (concessione suppletiva, errore di calcolo della porzione di spiaggia, carattere del servizio offerto come benefit); (4) contrasto tra la ricostruzione dell'area occupata e le concessioni suppletive che avrebbero ridotto l'area abusiva; (5) errata determinazione della pena, avendo il Tribunale inflitto ammenda superiore al massimo edittale ricavabile dall'art. 1161 cod. nav. dopo conversione.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo (errata qualificazione della fattispecie come colposa anziché dolosa) e il quinto motivo (pena inflitta superiore al massimo edittale risultante dalla conversione). La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Lecce, in diversa composizione, per un nuovo giudizio specificamente sulla sussistenza o meno del dolo richiesto per il reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima ex art. 1161 cod. nav. La Corte ha inoltre osservato che l'ammenda inflitta di EUR 600 eccede il limite legale (EUR 516). Gli altri motivi sono stati assorbiti dall'accoglimento del primo, ma la Corte ha comunque rilevato l'illegalità della pena.
Norme richiamate
art. 1161 codice della navigazione
richiamato nel provvedimento ma non riportato integralmente
La contravvenzione di occupazione arbitraria di area demaniale marittima contiene l'avverbio "arbitrariamente" e, secondo la giurisprudenza richiamata dalla Corte, richiede la sussistenza del dolo (consapevolezza e volontà di violare il divieto), non può essere ricondotta a mera colpa/negligenza
art. 54 codice della navigazione
richiamato nel provvedimento ma non riportato integralmente
Richiamato insieme all'art. 1161 nel capo di imputazione; usato dal Tribunale per qualificare l'illecito ma la Corte ha ritenuto errata l'applicazione in termini di elemento soggettivo
art. 44, comma 1, lett. c), D.P.R. n. 380/2001
richiamato nel dispositivo della sentenza impugnata
La violazione ascritta sotto tale articolo è stata dichiarata estinta per prescrizione dal Tribunale; la sentenza di cassazione si limita a registrare tale esito senza rimettere in discussione la prescrizione
art. 606, comma 1, codice di procedura penale
richiamato nel ricorso per indicare i motivi di cassazione
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha esaminato i motivi dedotti ai sensi di tale articolo (errata applicazione di legge e carenza di motivazione)
art. 51, commi 2 e 3, d.lgs. n. 213/1998
richiamato in relazione alla conversione delle pene pecuniarie da lire a euro
Regola la conversione delle sanzioni pecuniarie in euro; applicata dalla Corte per stabilire che il massimo edittale dell'ammenda ex art. 1161 cod. nav. è oggi pari a EUR 516,00, per cui l'ammenda di EUR 600 inflitta dal Tribunale è illegale
richiamato nella motivazione del Tribunale impugnata
Richiamato dal Tribunale per asserire l'obbligo del rappresentante sociale di vigilare sulle attività dell'impresa; la Corte però ha ritenuto che l'affermazione non fosse sufficiente a provare il dolo personale dell'imputato
Massime di principio
- La contravvenzione di occupazione "arbitraria" di area demaniale richiede il dolo: occorre provare la consapevolezza e la volontà di occupare arbitrariamente l'area, non basta la mera negligenza o omissione di vigilanza.
- Quando la norma penale contiene la parola "arbitrariamente" bisogna valutare la fattispecie come illecito a struttura dolosa (illiceità speciale): il giudice di merito deve motivare specificamente sulla prova del dolo.
- La sola qualità di concessionario o titolare di impresa non prova automaticamente il dolo: il giudice deve accertare fatti, atti o omissioni volontarie e consapevoli che integrino la volontà di occupare abusivamente.
- Errori di calcolo dell'area occupata, modifiche della linea di battigia nel tempo o concessioni suppletive possono costituire circostanze rilevanti a favore dell'imputato e devono essere valutate nella motivazione sulla sussistenza del dolo.
- Le pene pecuniarie di norme antecedenti l'introduzione dell'euro vanno convertite secondo le norme di legge (d.lgs. n. 213/1998); il giudice non può infliggere ammende superiori al limite così convertito.
- In caso di motivazione generica o contraddittoria circa l'elemento soggettivo, la Corte di cassazione annulla e rinvia per nuovo giudizio specificamente sul dolo; per la difesa è strategico evidenziare elementi fattuali e documentali che escludano la volontà di occupare arbitrariamente.
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