Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14269/2023 del 23/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa al possesso e alla qualificazione di un immobile (ex casa cantoniera in Roma, Via Crescenzio n.74 / specificata nella fase di merito) e delle aree adiacenti: l'ente ferroviario aveva revocato una precedente concessione (1975, revoca 1983) e convenne in giudizio Serafino chiedendo il rilascio dell'immobile ritenuto detenuto senza titolo; il resistente contestava che il rapporto fosse di natura locativa/subconcessoria e che vi fosse sdemanializzazione tacita dell'immobile; inoltre questione accessoria sulle migliorie eseguite dall'occupante (importo accertato €7.186,51) e sulla presenza di ampliamenti/strutture non autorizzate (area adiacente con struttura adibita a ristorante). In primo grado il Tribunale aveva dichiarato Serafino detentore sine titolo, condannandolo al pagamento di canoni per il periodo e all'eliminazione dell'ampliamento non autorizzato, ma a favore del convenuto riconoscendo il rimborso delle migliorie ex art.936 c.c.; la Corte d'appello ha confermato la decisione di primo grado; innanzi alla Corte di Cassazione il ricorrente ha dedotto vizi di giurisdizione (ritenendo la materia di competenza del giudice amministrativo), vizio di motivazione circa l'esclusione della sdemanializzazione tacita e errata qualificazione giuridica del rapporto, mentre le resistenti hanno proposto ricorso incidentale su interpretazione e applicazione dell'art.936 c.c. e su esercizio dello ius tollendi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale proposto da Rosa Serafino sia il ricorso incidentale proposto da Ferrovie dello Stato e RFI. In particolare la Corte ha ritenuto: (i) inammissibile e, comunque, infondato il motivo di giurisdizione sollevato dal ricorrente perché il giudicato implicito formato sul punto impedisce una sollevazione tardiva; inoltre, a prescindere dal giudicato, la giurisprudenza consente al giudice ordinario di conoscere delle controversie di questo tipo quando la P.A. agisca tramite rimedi privatistici (es. domanda di rilascio e pagamento di canoni); (ii) infondate le censure sulla sdemanializzazione tacita, con richiamo all'orientamento costante secondo cui la sdemanializzazione tacita richiede atti univoci e concludenti che dimostrino la rinuncia definitiva alla destinazione pubblica; (iii) inammissibili i motivi incidentali che sollevano questioni di fatto non dedotte in grado di appello. Per queste ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e le spese compensate; è stato inoltre dato atto dell'applicabilità dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa citata.

Norme richiamate

  • art. 936 cod. civ.

    Norma che disciplina il diritto del proprietario sulle migliorie apportate dal possessore o detentore: il proprietario può ritenere le migliorie o obbligare chi le ha fatte a levarle; la norma non è imperativa e può derogarsi per patto; la Corte territoriale ha ritenuto applicabile l'art.936 alle migliorie ma ha escluso che clausole pattizie anteriori potessero prevalere quando le opere siano state realizzate dopo la revoca della concessione (cioè in epoca di detenzione sine titulo)

  • art. 15 co.1 legge 17 maggio 1985, n. 210

    La norma attribuisce agli immobili e mobili trasferiti all'Ente Ferrovie dello Stato un regime di piena disponibilità negoziale. La Corte ha richiamato che tale regime riguarda i beni aventi autonoma destinazione economica (patrimonio disponibile) e non le pertinenze delle linee ferroviarie (es. caselli), che restano beni demaniali salvo prova di sdemanializzazione

  • art. 5 co.1 legge 6 dicembre 1971, n. 1034

    Richiamata dal ricorrente nella censura di giurisdizione; la Corte ha esaminato la questione di giurisdizione alla luce della giurisprudenza e del giudicato implicito, ritenendo non fondata la preclusione alla cognizione del giudice ordinario nella vicenda concreta

  • art. 374 cod. proc. civ.

    Norma procedurale richiamata per le competenze delle Sezioni semplici in materia di questioni di giurisdizione; la Corte ha ritenuto di poter decidere in composizione semplice in presenza di precedenti di Sezioni Unite o di ragioni di inammissibilità

  • art. 360 cod. proc. civ.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; i vizi dedotti in ricorso sono stati valutati alla luce dei limiti di ammissibilità previsti da tale articolo (es. vizio di motivazione, errori di diritto)

  • art. 360-bis cod. proc. civ.

    Richiamato implicitamente per la prevedibile non rilevanza del motivo quando la decisione del giudice di merito sia conforme a giurisprudenza consolidata

  • art. 13 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (comma 1-quater)

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte di ricorrente e ricorrenti incidentali, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato

Massime di principio

  • I caselli e le pertinenze delle linee ferroviarie sono, di regola, beni del demanio ferroviario; la sdemanializzazione tacita richiede atti e comportamenti univoci e concludenti che dimostrino la rinuncia definitiva della P.A. alla destinazione pubblica, non il mero disuso o la rimozione temporanea di infrastrutture.
  • Se una concessione o autorizzazione viene revocata, l'occupante che resta in possesso dell'immobile è considerato detentore sine titulo e il proprietario può agire avanti il giudice ordinario per ottenere il rilascio, il pagamento di canoni e la rimozione di opere abusive.
  • Le migliorie apportate dal detentore possono dar luogo a rimborso ex art.936 c.c. o all'obbligo di rimozione a scelta del proprietario; tuttavia l'applicabilità di pattuizioni contrattuali che attribuiscano oneri è valutata rispetto al momento in cui le opere sono state eseguite (opere successive alla revoca non risultano coperte da obblighi pattizi anteriori).
  • La competenza giurisdizionale si valuta in base al petitum e alla natura dell'azione: quando la P.A. agisce secondo rimedi riconducibili al diritto privato (es. domanda di rilascio, indennità o canoni), la giurisdizione del giudice ordinario è normalmente adeguata; questioni inerenti alla validità di atti amministrativi restano invece di competenza del giudice amministrativo.
  • In sede di cassazione non possono essere introdotte nuove questioni di fatto o diritto che non siano state dedotte e trattate in grado di merito; la mancata impugnazione di questioni rilevanti (es. giurisdizione) può formare giudicato implicito preclusivo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.