Cassazione Civile, Sentenza n. 24376/2020 del 03/11/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte dei Conti che li aveva ritenuti responsabili e condannati a risarcire il Comune di Cervia (euro 100.000 complessivi) per avere nominato, con contratto a tempo determinato, un direttore generale privo di laurea. Essi censuravano l'accertamento del giudice contabile secondo cui il possesso della laurea era requisito "indefettibile" per l'incarico di direttore generale anche a tempo determinato, sostenendo che la Corte dei Conti aveva travalicato la propria giurisdizione invadendo il merito della scelta amministrativa e che i regolamenti comunali avrebbero invece consentito di valorizzare l'esperienza professionale (diploma+esperienza) come posto dalla procedura di selezione.
La decisione
La Corte suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte dei Conti non abbia invaso il merito amministrativo, ma abbia eseguito un legittimo controllo di legalità verificando la conformità dell'assunzione alle norme: la figura del direttore generale è assimilata al dirigente pubblico e, secondo la normativa e il regolamento comunale citati, richiedeva il titolo di studio universitario. La mancanza del requisito ha giustificato la condanna per danno erariale già disposta in prime cure; non si è pronunciata sulle spese di lite di legittimità e ha rilevato la possibile applicazione di un ulteriore contributo unificato a carico del ricorrente principale.
Norme richiamate
art. 19, comma 6, d.lgs. n. 165/2001
La disposizione di deroga per l'assunzione al di fuori dei concorsi richiede motivazione puntuale e condizioni eccezionali; non legittima automaticamente la deroga al requisito della laurea per incarichi equiparabili alla dirigenza
art. 110 T.U.E.L. (richiamato)
Usato per richiamare l'equiparazione normativa degli incarichi dirigenziali negli enti locali rispetto al regime dei dirigenti pubblici, inclusi i requisiti di accesso
Richiamato per confermare che l'accesso alla dirigenza presuppone il possesso dei requisiti previsti per i dirigenti, tra cui il titolo universitario ove previsto
regolamento comunale (artt. 24, 26 e 34, c.5)
Secondo la Corte, il regolamento dell'ente richiedeva espressamente la laurea per l'accesso alla dirigenza e alla direzione generale; quindi la procedura di selezione non ha potuto validamente sostituire il requisito con il solo diploma ed esperienza
art. 362 c.p.c. e art. 111 Cost.
Norme richiamate in tema di ricorso per cassazione e tutele costituzionali del giusto processo; richiamate in contestazione procedurale del ricorso
art. 13, comma 1-quater d.P.R. 115/2002
Prevede l'eventuale obbligo del versamento di un ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente principale in determinati casi; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti processuali
art. 1, l. n. 20/1994; art. 1, l. n. 241/1990; art. 180 d.lgs. n. 267/2000; artt. 24, 97 Cost.
Richiamate da parte ricorrente nelle censure relative a eccesso di potere giurisdizionale e disciplina degli atti amministrativi; la Corte le ha valutate nel contesto del controllo di legalità sull'azione amministrativa
Massime di principio
- Il giudice contabile può verificare la legittimità dell'assunzione e l'esistenza dei presupposti di legge anche quando la scelta concerne materie discrezionali: il controllo è di legalità, non un'indebita sostituzione del merito.
- La figura del direttore generale, anche se nominato con contratto a tempo determinato, viene spesso ritenuta equiparabile alla dirigenza: se il quadro normativo o regolamentare richiede la laurea, tale requisito è vincolante anche per incarichi a termine.
- La previsione di assunzione al di fuori dei concorsi (art.19 c.6 d.lgs.165/2001) ha natura derogatoria e necessita di una motivazione puntuale che giustifichi il superamento dei requisiti ordinari; tale motivazione deve risultare dagli atti.
- L'esperienza professionale rileva ma non sempre può sostituire il requisito formale della laurea, salvo che il regolamento o la legge lo consentano espressamente.
- Chi amministra deve curare la conformità formale delle procedure di selezione ai regolamenti e alle norme statali: la carenza del requisito formale può determinare responsabilità erariale.
- In contenziosi analoghi conviene documentare compiutamente la motivazione dell'eventuale deroga e verificare preventivamente la compatibilità tra regolamenti comunali e normativa statale sui requisiti di accesso alla dirigenza.
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