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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22109/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

NON DETERMINABILE

Favorevole al resistente (cliente)

La controversia

La controversia nasce dalla stipula di contratti di Interest Rate Swap tra una banca e una società cliente. In primo grado il Tribunale aveva dichiarato la nullità del contratto quadro per difetto di sottoscrizione della banca, la nullità dei due swap e condannato la banca alla restituzione di oltre 524 mila euro. In appello la banca aveva impugnato la decisione; la Corte d’appello aveva invece ritenuto che i contratti fossero stati conclusi fuori sede, con conseguente applicabilità dell’art. 30 TUF e della disciplina sul diritto di recesso, e aveva confermato la nullità per mancanza dell’informazione sul recesso ex comma 6, ritenendo irrilevante la successiva produzione di una delibera autorizzativa e sostenendo l’applicabilità della nullità anche ai servizi di investimento stipulati prima del 1° settembre 2013. Con il ricorso per cassazione la banca deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 1418 c.c. e 30 TUF, sostenendo: i) che i contratti si erano perfezionati presso la filiale della banca e non in una offerta fuori sede; ii) che, comunque, il diritto di recesso non sarebbe stato applicabile perché privo di ratio nel caso concreto; iii) che la modifica dell’art. 30, comma 6, TUF introdotta nel 2013 avrebbe carattere retroattivo e avrebbe limitato l’obbligo informativo ai soli servizi di collocamento e gestione di portafogli, non agli altri servizi di investimento.

La decisione

La Corte di cassazione non decide il merito del ricorso: rileva che le censure investono questioni sull’istituto del recesso ex art. 30, comma 6, TUF sulle quali non risultano precedenti specifici nella giurisprudenza di legittimità e dispone pertanto la rimessione del ricorso alla pubblica udienza, con rinvio a nuovo ruolo per la trattazione, alla presenza anche del Procuratore Generale. Si tratta dunque di un provvedimento interlocutorio, senza definizione dell’impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Viene evocato quale parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 1418 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione alla dedotta nullità dei contratti derivati.

  • art. 30 TUF

    La Corte d’appello aveva ritenuto necessaria l’informazione sul diritto di recesso per i contratti di investimento conclusi fuori sede; il ricorso contesta estensione, ratio e applicabilità temporale della disciplina, anche dopo la modifica del 2013.

  • art. 56-quater d.l. n. 69/2013

    Richiamato dalla ricorrente come norma modificativa che avrebbe carattere retroattivo e chiarificatore rispetto all’ambito applicativo dell’art. 30, comma 6, TUF.

Massime di principio

  • Quando la censura investe questioni interpretative nuove o prive di precedenti di legittimità su una disciplina speciale, la Corte può rimettere la causa alla pubblica udienza per un approfondimento con il contraddittorio del Procuratore Generale.
  • Nel contenzioso sui servizi di investimento, la qualificazione della conclusione del contratto come stipulazione fuori sede o presso la filiale può incidere sull’applicabilità della disciplina del recesso e sulla validità del contratto.
  • L’omessa informazione sul diritto di recesso nei contratti di investimento può assumere rilievo ai fini della nullità solo se ricorrono i presupposti applicativi della norma speciale invocata; tali presupposti devono essere verificati con attenzione in base alla concreta modalità di perfezionamento del contratto.
  • La portata temporale delle modifiche legislative che incidono sulla disciplina di protezione dell’investitore richiede un accertamento espresso, specialmente quando si sostiene che la novella abbia effetto retroattivo o meramente interpretativo.

Come è indicizzato

MaterieIntermediazione finanziariaImpugnazioni
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
SottomaterieObblighi informativi MIFIDRicorso per cassazione
IstitutiNullitàOnere della prova

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