Cassazione Civile, Ordinanza n. 31145/2022 del 21/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, senza provvedere sulle spese per mancata difesa degli intimati, e ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Esito
Favorevole al resistente (assicurazione)
La controversia
La controversia trae origine da un sinistro stradale tra due veicoli, a seguito del quale il proprietario di uno dei mezzi domandava il risarcimento dei danni materiali subiti dall'auto. In primo grado il giudice di pace riconosceva una concorrente responsabilità dei conducenti, ma rigettava la domanda ritenendo che il pagamento eseguito in via stragiudiziale dall'assicurazione fosse sufficiente a coprire il danno e compensava le spese. In appello il Tribunale confermava il rigetto e negava il rimborso delle spese stragiudiziali, ritenendo che l'attività del difensore prima del giudizio non fosse autonoma rispetto a quella svolta nel processo e quindi rientrasse nelle spese giudiziali già liquidate. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione il soccombente denunciava violazione degli artt. 1223, 2056 e 2697 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c., sostenendo che il rimborso delle spese legali stragiudiziali fosse stato chiesto sin dall'atto introduttivo, che la loro esistenza non fosse stata contestata, che l'offerta risarcitoria dell'assicurazione fosse intervenuta tardivamente rispetto allo spatium deliberandi e che l'attività del difensore in fase precontenziosa fosse autonoma, connessa alla tutela del diritto al risarcimento e quindi rimborsabile. La Corte di cassazione ha però rilevato che il ricorso era privo dell'esposizione sommaria dei fatti, conteneva un errore testuale sull'identità dell'attore, presentava contraddizioni interne e non indicava adeguatamente gli atti richiamati; inoltre non si confrontava con la ratio decidendi della sentenza impugnata e non dimostrava che ricorressero le condizioni, individuate dalla giurisprudenza, per riconoscere le spese legali stragiudiziali nel risarcimento diretto, ossia particolari problemi giuridici del sinistro oppure carenza di assistenza tecnica e informativa da parte dell'assicuratore.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
È il parametro formale invocato per denunciare la violazione di legge, ma il motivo è stato ritenuto inammissibile.
art. 366, primo comma, n. 3, c.p.c.
Il ricorso deve contenere l'esposizione sommaria dei fatti; la sua mancanza comporta inammissibilità.
art. 366, primo comma, n. 6, c.p.c.
Il ricorso deve indicare specificamente gli atti e documenti richiamati e dove siano rinvenibili; la mancata indicazione determina inammissibilità.
Sono richiamati dal ricorrente per sostenere il diritto al rimborso delle spese stragiudiziali e la ripartizione dell'onere probatorio, ma la Corte non ne accoglie l'applicazione per difetto di autosufficienza e di confronto con la sentenza impugnata.
Sono invocati dal ricorrente in tema di valutazione della prova, ma il motivo non supera il vaglio di ammissibilità.
art. 9, comma 2, d.P.R. 18 luglio 2006, n. 254
Nel risarcimento diretto, la norma è interpretata nel senso che, pur escludendo compensi di assistenza professionale diversi da quelli medico-legali per i danni alla persona in caso di accettazione dell'offerta, restano dovute le spese di assistenza legale se il sinistro presenta particolari problemi giuridici o se il danneggiato non ha ricevuto adeguata assistenza tecnica e informativa dal proprio assicuratore.
art. 150, comma 1, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209
È la base attuativa richiamata per la disciplina del risarcimento diretto.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione è indispensabile una compiuta esposizione sommaria dei fatti di causa e la specifica indicazione degli atti e documenti su cui il motivo si fonda; la loro omissione o insufficiente localizzazione comporta inammissibilità.
- Il motivo di ricorso deve confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata: non è sufficiente richiamare principi astratti o norme generali se non si spiegano gli elementi fattuali che rendono erronea la decisione censurata.
- Nel regime di risarcimento diretto dei danni da circolazione stradale, le spese di assistenza legale stragiudiziale possono essere riconosciute solo se il sinistro presenti particolari complessità giuridiche oppure se il danneggiato non abbia ricevuto adeguata assistenza tecnica e informativa dal proprio assicuratore.
- La pretesa di rimborso delle spese stragiudiziali non può essere accolta in modo automatico: è necessario allegare e dimostrare circostanze concrete che giustifichino un ulteriore esborso rispetto alle spese già liquidate nel processo.
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