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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9697/2022 del 22/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di secondo grado che aveva confermato la responsabilità per plurime violazioni del comma 5 dell'art. 73 d.P.R. 309/1990 (spaccio di stupefacenti) per fatti avvenuti tra il 2017 e il 2019. Il ricorrente deduceva: insufficienza e contraddittorietà della prova (assenza di sequestro di droga o proventi, osservazione senza rilevazioni di cessioni, testi a carico ritenuti inattendibili e testimoni a discarico non valutati), violazione dellart. 192 c.p.p. riguardo alla valutazione degli indizi, errata esclusione delle attenuanti generiche per essersi avvalso del diritto al silenzio e per buona condotta processuale, eccessività della pena e motivazione degli aumenti per continuazione, e illegittimità dell'ordine di espulsione nonostante il matrimonio con cittadina italiana e i diritti familiari invocati ai sensi della Costituzione e della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi in gran parte generici o meramente avversativi e ha confermato che le decisioni dei giudici di merito erano adeguatamente motivate: la responsabilità è fondata sulle dichiarazioni di numerosi acquirenti corroborate da tracce telefoniche e sms e dalla durata temporale dellattivita; la censura sullart. 192 c.p.p. non è idonea in cassazione quando linadempimento non è sanzionato secondo lart. 606 c.p.p.; la Corte di appello ha legittimamente escluso le attenuanti generiche valorizzando la gravità, la durata e il profitto dellattività di spaccio; la graduazione della pena e gli aumenti per continuazione sono stati motivati con riferimento ai quantitativi, alla periodicità e alla molteplicità dei reati; l'ordine di espulsione è stato ritenuto legittimo perché la pericolosità sociale è stata adeguatamente accertata e la difesa non ha allegato elementi concreti sulla stabilità del nucleo familiare tali da imporre il bilanciamento obbligatorio con i diritti familiari. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria per l'inammissibilità.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    La Corte ha ritenuto che le plurime violazioni del comma 5, riferite a un'attività di spaccio protratta nel tempo con ampia clientela e profitti, giustificassero la condanna anche in assenza di sequestro diretto, ove vi siano riscontri testimoniali e tracce telefoniche

  • codice di procedura penale, art. 192

    comma 2 (richiamato nel ricorso)

    La Cassazione ha osservato che la mera deduzione di inosservanza dellart. 192 non è apprezzabile in sede di legittimità quando la violazione non sia sanzionata da norme che la rendano impugnabile ai sensi dellart. 606 c.p.p.; inoltre i giudici di merito hanno motivato la valutazione degli indizi

  • codice penale, art. 62-bis

    Richiamato in relazione alla valutazione delle circostanze attenuanti generiche: la Corte di merito può escluderle se la gravità e le modalità della condotta ne rendono incompatibile lapplicazione

  • codice penale, art. 133

    Articolo impiegato per valutare la pericolosità sociale ai fini della misura dellespulsione e per il bilanciamento dei criteri di pena

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 86

    Consente l'espulsione dello straniero condannato per reati in materia di stupefacenti; la Corte richiede accertamento concreto della pericolosità sociale e bilanciamento con i legami familiari ai sensi dellart. 8 CEDU

  • Costituzione, art. 111, comma 6

    Richiamato in relazione al giusto processo e alla proporzionalità della pena; la Corte ha ritenuto che la motivazione della pena fosse congrua

  • Conv. europea diritti dell'uomo, art. 8

    Invocato dalla difesa sul rispetto della vita privata e familiare in contrasto con l'espulsione; la Corte ha ricordato lobbligo di valutare la compatibilità dell'espulsione con lart. 8, ma ha ritenuto che la difesa non avesse allegato elementi concreti per prevalere sul giudizio di pericolosità

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 19, comma 2, lett. c

    Richiamato dalla difesa per ostare allespulsione dei coniugati con cittadini italiani; la Corte ha confermato che il vincolo matrimoniale non è di per sé idoneo a impedire lespulsione ove non provata la stabile convivenza e le conseguenze concrete

  • legge 22 aprile 2005, n. 69, art. 18-bis

    Richiamata nella distinzione fra espulsione nazionale e rifiuto facoltativo di consegna nel mandato di arresto europeo; la pericolosità sociale ha rilievo diverso in tali contesti

  • codice di procedura penale, art. 616

    Richiamato in relazione allassorbimento della responsabilità per lammissibilità del ricorso e alla condanna per spese e sanzione in caso di inammissibilità

  • Corte Costituzionale

    sentenza n. 186 del 13 giugno 2000

    Menzi onata in rapporto allart. 616 c.p.p. e all'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • In materia di reati di spaccio, la valutazione della responsabilità può reggersi su dichiarazioni di numerosi acquirenti e riscontri telefonici anche in assenza di sequestro diretto: ciò richiede motivazione adeguata da parte del giudice di merito
  • In cassazione non è possibile insinuare in modo generico la violazione dellart. 192 c.p.p. se la violazione non è sanzionata dalle norme che rendono il motivo apprezzabile ai sensi dellart. 606 c.p.p.
  • L'esercizio del diritto al silenzio e il rispetto delle misure cautelari non impediscono automaticamente lesclusione delle attenuanti generiche quando la gravità, la durata e l'entità del profitto del reato risultano prevalenti
  • Per contrastare un provvedimento di espulsione basato sulla pericolosità sociale, la difesa deve allegare e documentare concretamente la stabilità e le conseguenze del nucleo familiare (convivenza, prole, elementi di integrazione), in modo da consentire il bilanciamento con i diritti familiari ai sensi dellart. 8 CEDU
  • Le censure sulla determinazione della pena richiedono contestazioni specifiche e non generiche: il giudice deve motivare il discostamento dalla pena minima con riferimento a gravità, durata, tipologia della condotta e profitti illeciti

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