Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 26162/2024 del 07/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso, confermando la sentenza di appello che aveva a sua volta confermato la decisione di primo grado. È stata quindi mantenuta la sanzione amministrativa, con condanna dei ricorrenti in solido alle spese del giudizio di legittimità e all'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La vicenda origina da un'ordinanza-ingiunzione con cui l'ente provinciale aveva sanzionato, ai sensi dell'art. 133, comma 1, d.lgs. 152/2006, il superamento dei limiti di accettabilità per alcuni parametri di scarico in un impianto di depurazione comunale. I ricorrenti avevano proposto opposizione sostenendo: 1) che, trattandosi di acque reflue urbane senza reflui industriali, non fosse applicabile la tabella 3 dell'Allegato 5 e che dunque la sanzione fosse stata fondata su un parametro non pertinente; 2) che la responsabilità non potesse ricadere sulla società che aveva affidato a terzi la gestione materiale dell'impianto, né sul direttore generale che aveva solo una procura speciale per le procedure di autorizzazione allo scarico, con conseguente difetto di legittimazione passiva e violazione del principio di responsabilità personale; 3) che fosse errato porre a carico degli opponenti l'onere di provare l'assenza di colpa o l'esistenza di esimenti, essendo l'Amministrazione tenuta a dimostrare integralmente la responsabilità. La Corte di cassazione ha ritenuto infondati tutti i motivi, affermando che per gli scarichi da sistema fognario misto assistito da depuratore si applicano i limiti della tabella 3; che il gestore/titolare dell'autorizzazione allo scarico risponde della violazione, a nulla rilevando l'affidamento a terzi delle attività materiali; e che in materia di sanzioni amministrative opera una presunzione di colpa, sicché è l'opponente a dover provare le circostanze scriminanti.

Norme richiamate

  • art. 133, comma 1, d.lgs. 152/2006

    chiunque, salvo che il fatto costituisca reato, nell'effettuazione di uno scarico superi i valori limite di emissione fissati nelle tabelle di cui all'Allegato 5 alla parte terza del presente decreto

    La norma sanziona il superamento dei valori limite fissati nelle tabelle dell'Allegato 5; nel caso di scarichi da fognatura mista assistita da depuratore, rileva la tabella 3.

  • art. 74 d.lgs. 152/2006

    Le diverse tipologie di acque reflue sono definite in rapporto reciproco; le acque reflue urbane comprendono anche il miscuglio di reflui domestici, industriali e meteorici convogliati in rete fognaria e provenienti da agglomerato.

  • Allegato 5 alla parte terza del d.lgs. 152/2006

    Per gli scarichi di acque reflue urbane in sistema fognario misto i valori da rispettare sono quelli della tabella 3, anche se riferita precipuamente alle acque reflue industriali.

  • art. 1, comma 2, l. 689/1981

    Il principio di tassatività non è violato quando la sanzione viene ricondotta a una condotta espressamente tipizzata dalla norma sanzionatoria e ai limiti tabellari applicabili.

  • art. 124, comma 2, d.lgs. 152/2006

    La responsabilità grava sul titolare dell'autorizzazione allo scarico.

  • art. 3 l. 689/1981

    In materia di sanzioni amministrative opera una presunzione di colpevolezza; il trasgressore deve provare l'assenza di colpa o la sussistenza di esimenti.

  • art. 6 l. 689/1981

    In presenza di illecito amministrativo commesso da rappresentante della persona giuridica, la responsabilità grava sull'autore dell'illecito e l'ente è solidalmente obbligato al pagamento.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere il principio di personalità della responsabilità, ma ritenuto non violato alla luce della disciplina delle sanzioni amministrative e della titolarità dell'autorizzazione.

  • artt. 1704 e 1387 ss. c.c.

    Le norme sul mandato e sulla rappresentanza non escludono la responsabilità del soggetto formalmente intestatario dell'autorizzazione e del rappresentante delegato, quando la posizione sanzionata deriva dalla titolarità dell'autorizzazione allo scarico.

  • art. 41 c.p.

    Richiamato insieme all'art. 42 c.p. dai ricorrenti per escludere la responsabilità, ma non ritenuto dirimente nel regime delle sanzioni amministrative.

  • art. 42 c.p.

    Richiamato insieme all'art. 41 c.p. dai ricorrenti, senza esito favorevole.

  • art. 2697 c.c.

    La Corte conferma che l'onere di provare le esimenti e il difetto di colpa grava sull'opponente, una volta provata la fattispecie tipica dall'Amministrazione.

  • d.P.R. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    Viene dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Negli scarichi provenienti da sistemi fognari misti assistiti da depuratore, i limiti di emissione da applicare sono quelli della tabella 3 dell'Allegato 5 al d.lgs. 152/2006, quando nella rete confluiscano anche reflui industriali provenienti da agglomerato.
  • Ai fini della responsabilità per violazioni della disciplina degli scarichi, è decisiva la qualità sostanziale del refluo trattato e la titolarità dell'autorizzazione allo scarico, non la sola qualificazione formale del soggetto o l'affidamento a terzi delle attività materiali di gestione.
  • Il gestore dell'impianto di depurazione e il titolare dell'autorizzazione allo scarico rispondono della violazione dei limiti normativi, salvo prova che l'evento sia dipeso da fatto del terzo imprevedibile e inevitabile o da altra causa esimente.
  • In materia di sanzioni amministrative vige una presunzione di colpa a carico dell'autore dell'illecito: una volta accertata dall'autorità la fattispecie tipica, spetta all'opponente provare l'assenza di colpevolezza o le circostanze scriminanti.
  • Il principio di tassatività delle sanzioni amministrative non è violato quando la condotta e il parametro violato sono ricostruiti mediante il corretto richiamo alle norme sostanziali e alle tabelle tecniche espressamente richiamate dalla disciplina di settore.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso civileTributiBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.