Cassazione Civile, Ordinanza n. 20890/2023 del 18/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (condominio)
La controversia
La controversia riguarda un decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali relativi a lavori di adeguamento dell'autorimessa comune, fondati su un riparto approvato dall'assemblea. Il condomino aveva proposto opposizione, sostenendo, tra l'altro, che: la procura conferita dall'amministratore al difensore del condominio fosse divenuta inefficace dopo la sostituzione dell'amministratore; che, a seguito della declaratoria di incompetenza del giudice di pace, il condominio avrebbe dovuto riassumere il giudizio e non appellare; che le delibere di approvazione dei lavori e di riparto delle spese fossero nulle per difetti nella composizione assembleare e perché riferite a un complesso edilizio asseritamente diverso; che l'azione e la difesa del condominio fossero temerarie e svolte senza valida rappresentanza o procura. Con la memoria, il ricorrente ha anche dedotto una questione nuova sulla normativa antisismica, non inserita nei motivi originari. La Corte ha esaminato i quattro motivi e li ha ritenuti, in larga parte, generici e privi di specifica riferibilità alla sentenza impugnata.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo carente di specificità e comunque infondato nel merito, affermando che la procura rilasciata dall'amministratore del condominio al difensore per il monitorio vale anche per l'opposizione e che la successiva revoca/sostituzione dell'amministratore non travolge gli atti già compiuti. Ha respinto il secondo motivo, osservando che il condominio aveva scelto di appellare la decisione del giudice di pace, e che il tribunale, ritenuta erronea la declinatoria di competenza, poteva decidere nel merito come giudice d'appello. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo, perché le doglianze sulla composizione dell'assemblea e sul calcolo delle maggioranze attingevano, al più, un vizio di annullabilità delle delibere non deducibile in opposizione al decreto ingiuntivo in assenza di domanda riconvenzionale di annullamento ex art. 1137 c.c.; ha inoltre ribadito che il supercondominio sorge ipso iure quando vi siano beni o servizi comuni a più condomìni autonomi. Ha dichiarato inammissibile anche il quarto motivo, perché fondato su una pretesa responsabilità processuale del rappresentante e dei difensori che presupponeva la soccombenza del condominio, qui invece vittorioso. La questione introdotta solo in memoria è stata ritenuta inammissibile perché non può introdurre motivi nuovi. Spese di legittimità poste a carico del ricorrente, con distrazione in favore dei difensori del controricorrente, e raddoppio del contributo unificato se dovuto.
Norme richiamate
Il ricorso per cassazione deve contenere motivi specifici e autosufficienti; la verifica va compiuta per ciascun motivo, e l'inammissibilità totale non discende automaticamente da carenze di uno solo dei motivi.
Indica il rito camerale applicato al ricorso secondo la disciplina temporale vigente.
La memoria ex art. 380-bis.1 ha funzione illustrativa delle censure già proposte e non può introdurre motivi nuovi.
art. 35 d.lgs. n. 149 del 2022
Rileva per la disciplina processuale applicabile ratione temporis.
Invocato dal ricorrente in tema di capacità processuale/representanza, ma ritenuto non decisivo nei termini dedotti.
Invocato dal ricorrente, senza specifica correlazione con la ratio decidendi.
Invocato dal ricorrente, senza specifica correlazione con la ratio decidendi.
Invocato dal ricorrente, senza specifica correlazione con la ratio decidendi.
Invocato dal ricorrente, senza specifica correlazione con la ratio decidendi.
Invocato dal ricorrente, senza specifica correlazione con la ratio decidendi.
Invocato dal ricorrente, ma il motivo è stato reputato generico e non autosufficiente.
La sentenza impugnata non è nulla se contiene una motivazione idonea a far comprendere le ragioni della decisione.
Invocato dal ricorrente, senza specifica correlazione con la ratio decidendi.
Invocato dal ricorrente, senza specifica correlazione con la ratio decidendi.
Richiamato dal ricorrente in relazione al procedimento monitorio e alla procura.
La motivazione è sufficiente se espone le ragioni in fatto e in diritto della decisione.
art. 111 Cost.
Invocato dal ricorrente; la Corte esclude la nullità della sentenza per difetto di motivazione.
art. 24 Cost.
Invocato dal ricorrente in tema di difesa e rappresentanza processuale.
Richiamato nel motivo sulla rappresentanza dell'amministratore di condominio.
Richiamato per delimitare i poteri dell'amministratore rispetto ai beni comuni del singolo edificio.
L'amministratore può stare in giudizio per i beni comuni del condominio; per il supercondominio occorre riferirsi agli organi del complesso comune.
Richiamato in tema di onere probatorio sulla rappresentanza e sui fatti dedotti.
Se la sentenza impugnata non si limita a declinare la competenza, ma decide anche su altre questioni, l'impugnazione può essere proposta con appello e non con riassunzione.
Richiamato nel motivo sulla riassunzione del processo.
Richiamato per contestare la validità delle deliberazioni assembleari condominiali.
Il vizio di annullabilità delle delibere non è deducibile in opposizione a decreto ingiuntivo per contributi, in assenza di apposita domanda riconvenzionale di annullamento.
Richiamato per contestare la disciplina assembleare e regolamentare del condominio.
Richiamato dal ricorrente, senza specifica incidenza sulla decisione di inammissibilità.
Richiamato per sostenere la rilevabilità d'ufficio della nullità della delibera.
Richiamato nel motivo volto a far valere l'invalidità della delibera.
Richiamato nel motivo sulla temerarietà della condotta processuale.
Richiamato nel motivo sulla condanna alle spese.
Disciplina la responsabilità processuale dei rappresentanti; nel caso concreto non opera in favore del ricorrente soccombente.
Richiamato per la pretesa lite temeraria.
Richiamato nel motivo sulla pretesa invalidità della rappresentanza.
Richiamato nel motivo sulla pretesa invalidità della rappresentanza.
Richiamato nel motivo sulla responsabilità per asserite false informazioni e condotta processuale.
Richiamato nel motivo sulla responsabilità del preponente per fatto degli ausiliari.
Le spese sono state distratte in favore dei difensori del controricorrente.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002
Sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
La questione antisismica è stata dedotta solo in memoria e quindi non è esaminabile come motivo nuovo.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione deve contenere censure specifiche e autosufficienti: non basta un elenco di norme asseritamente violate se manca il raffronto tra il contenuto precettivo delle disposizioni e la decisione impugnata.
- La procura rilasciata dall'amministratore del condominio per il ricorso monitorio abilita il difensore anche nel successivo giudizio di opposizione; il cambio dell'amministratore non incide di per sé sul rapporto processuale già instaurato.
- La revoca o sostituzione dell'amministratore non travolge automaticamente gli atti processuali compiuti in precedenza, che restano efficaci e vincolanti per il condominio.
- Se la sentenza di primo grado non si limita a dichiarare la incompetenza ma decide anche su ulteriori questioni, l'impugnazione della parte soccombente può avvenire con appello e non mediante mera riassunzione.
- In materia condominiale, il supercondominio sorge ipso iure in presenza di beni o servizi comuni a più condomìni autonomi, e la legittimazione processuale va riferita al complesso unitario per quanto riguarda i beni comuni dell'intero aggregato.
- Le contestazioni sulla regolare costituzione dell'assemblea o sul calcolo delle maggioranze, quando integrano al più vizi di annullabilità della delibera, non possono essere fatte valere in opposizione a decreto ingiuntivo per contributi senza una specifica domanda riconvenzionale di annullamento.
- La memoria depositata nel giudizio di cassazione non può introdurre nuovi motivi di ricorso, ma solo illustrare quelli già tempestivamente formulati.
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