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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10658/2026 del 22/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da tre avvisi di accertamento notificati nel 2005 a una società poi incorporata in altra società. In primo grado gli avvisi erano stati annullati; in appello, su gravame dell'Ufficio, la decisione era stata riformata e le sanzioni erano state rideterminate al minimo edittale. Le sanzioni così fissate erano state pagate. In sede di legittimità, la Corte aveva già cassato le precedenti sentenze solo per consentire l'applicazione della lex mitior in tema di sanzioni, alla luce del d.lgs. n. 158 del 2015, rinviando al giudice di merito. Nel giudizio di rinvio la C.T.R. ha però determinato le sanzioni nella misura delle maggiori imposte accertate, aumentata del 100%. Con il ricorso per cassazione la società ha censurato tale decisione: con il primo motivo ha dedotto nullità della sentenza per violazione del giudicato interno e divieto di reformatio in peius; con il terzo motivo ha denunciato violazione del favor rei e dell'art. 3, comma 3, d.lgs. n. 472/1997 e dell'art. 15 d.lgs. n. 158/2015, sostenendo che il giudice del rinvio avrebbe dovuto comparare la sanzione al minimo edittale già cristallizzata con quella prevista dalla disciplina sopravvenuta e applicare la misura più favorevole. Il secondo motivo, fondato su violazione degli artt. 2909 c.c. e 324 c.p.c., è rimasto assorbito.

La decisione

La Corte ha confermato l'estinzione parziale del giudizio per due degli avvisi di accertamento, in quanto definito agevolmente ai sensi della legge n. 197 del 2022. Per il terzo avviso, non oggetto di definizione agevolata, ha accolto il primo e il terzo motivo di ricorso, dichiarando assorbito il secondo. Ha quindi cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Liguria, in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese. La ratio è che il giudice di rinvio avrebbe dovuto effettuare la comparazione tra il minimo edittale previgente e quello risultante dal d.lgs. n. 158 del 2015, applicando la sanzione più favorevole alla contribuente; avendo omesso tale verifica e avendo determinato la sanzione in modo non conforme alla lex mitior, la decisione è stata cassata.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di rinvio conseguente a cassazione, il giudice di merito è tenuto a conformarsi ai limiti tracciati dalla decisione rescindente e, quando la cassazione è stata disposta per l'applicazione dello ius superveniens più favorevole, deve effettuare la comparazione tra la disciplina previgente e quella sopravvenuta, applicando la sanzione meno onerosa.
  • In materia di sanzioni tributarie, il principio del favor rei impone l'applicazione della lex mitior sopravvenuta anche quando occorra confrontarla con una misura sanzionatoria già cristallizzata nel precedente assetto del giudizio.
  • L'omessa comparazione tra il regime sanzionatorio previgente e quello sopravvenuto integra violazione di legge e determina la cassazione della sentenza del giudice di rinvio.
  • La definizione agevolata sopravvenuta può determinare l'estinzione del processo solo nei limiti dei singoli atti o avvisi effettivamente ricompresi nell'istanza presentata dal contribuente.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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