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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26240/2026 del 14/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

La decisione riguarda un sequestro preventivo disposto in relazione alla realizzazione, ritenuta abusiva, di un complesso edilizio in costruzione a Matera e ai correlati falsi contestati ad alcuni indagati. La società ricorrente deduceva, in sintesi: 1) violazione di legge sull’interpretazione della locuzione "volumetrie esistenti" nell’art. 3, comma 5-septies, l. reg. Basilicata n. 25/2009, sostenendo che dovessero rilevare le volumetrie effettive e non un valore convenzionale ricavato dal regolamento urbanistico comunale; 2) violazione di legge sulla ritenuta vigenza, al momento del permesso di costruire, del regolamento urbanistico del Comune di Matera approvato l’11/03/2021, assumendo che mancassero gli adempimenti necessari per la sua efficacia e che, in ogni caso, dovessero applicarsi le norme di salvaguardia del previgente PRG; 3) violazione di legge sull’impossibilità di cumulare all’intervento di delocalizzazione un ampliamento ai sensi dell’art. 2 della legge regionale; 4) violazione di legge e motivazione apparente in ordine alla SCIA alternativa al permesso di costruire per una media struttura di vendita; 5) violazione di legge sulla sussistenza del periculum in mora. Il ricorso dell’altra società era sostanzialmente sovrapponibile.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della SPAZIO IMMOBILIARE s.r.l. per difetto di procura speciale. Ha invece accolto il ricorso della TINVEST s.r.l., ritenendo fondato il motivo preliminare sulla non ancora intervenuta efficacia del regolamento urbanistico comunale al momento del rilascio del permesso di costruire, e ha quindi annullato l’ordinanza impugnata limitatamente a TINVEST con rinvio al Tribunale di Matera per nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che il Tribunale non aveva effettivamente confrontato la difesa sulla distinzione tra esecutività della delibera di approvazione e concreta efficacia del regolamento, né aveva adeguatamente confutato il tema delle norme di salvaguardia invocate.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel procedimento cautelare reale, il ricorso per cassazione deve provenire dal soggetto che ha partecipato al precedente grado di riesame; il soggetto nuovo non è legittimato a introdursi nel giudizio di legittimità.
  • La procura speciale è necessaria per l’ammissibilità del ricorso per cassazione proposto contro il provvedimento in materia di sequestro preventivo da parte di una persona giuridica.
  • Quando la validità del sequestro dipende dalla pretesa abusività di un titolo edilizio, il giudice deve verificare con precisione il regime di efficacia degli strumenti urbanistici invocati come parametro di legittimità del titolo.
  • La distinzione tra esecutività della delibera di approvazione di uno strumento urbanistico ed effettiva efficacia dello stesso non può essere elusa con formule apodittiche, ma va affrontata confrontandosi con gli adempimenti pubblicitari e di trasmissione previsti dalla normativa applicabile.
  • Se il giudice fonda l’illegittimità del titolo edilizio su un regolamento urbanistico ritenuto vigente, deve motivare specificamente sulle deduzioni difensive relative agli adempimenti che condizionano l’efficacia del regolamento e alle eventuali norme di salvaguardia del previgente strumento urbanistico.
  • L’assorbimento delle ulteriori censure è corretto quando viene accolto un motivo preliminare che incide sulla base stessa dell’impostazione accusatoria e della legittimità del sequestro.

Come è indicizzato

MaterieSequestroImpugnazioniAbuso edilizio
RamiProcesso penaleReati edilizi
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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