Cassazione Penale, Sentenza n. 03241/2026 del 26/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano in Cassazione, con plurimi motivi specifici per ciascuno: la riqualificazione dall'associazione a delinquere "semplice" ad associazione di stampo mafioso (art. 416-bis c.p.), l'applicazione di circostanze aggravanti (art. 416-bis.1 c.p.), la responsabilità per specifici reati-reato fine (estorsioni, rapine, traffico di stupefacenti, detenzione e porto d'armi, reati fiscali, intestazione fittizia), vizi di motivazione (anche in relazione all'obbligo di motivazione rafforzata in caso di overturning sfavorevole), violazioni del divieto di reformatio in peius (a proposito di misure di sicurezza e della libertà vigilata e della determinazione della pena), l'erronea applicazione/quantificazione delle pene e delle pene accessorie (anche in presenza di concordato ex art. 599-bis c.p.p.), contestazioni sulle risultanze captative e sulle prove dichiarative e censure sulle statuizioni civili quali la provvisionale.
La decisione
La Cassazione ha in parte rigettato i ricorsi e in parte accolto interventi di annullamento: - Rigetto dei ricorsi e conferma delle condanne per Ivan Giantin, Antonio Guerrieri, Marco Padovani, Fabio Pintonello Seliciato, Flora Stecca e Riccardo Zago (con condanna alle spese processuali). - Annullamento senza rinvio della sentenza limitatamente alla pena accessoria irrogata a favore di Riccardo Cargnelli (pena accessoria eliminata). - Annullamento con rinvio per nuovo esame, nei punti indicati, per Festim Shemollari (limitatamente all'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata; manca adeguata motivazione sulla pericolosità sociale) e per Pamela Trabujo (annullata la condanna per intestazione fittizia e per il reato fiscale con conseguente annullamento degli atti collegati alla confisca, rinvio per nuovo esame). - Annullamento con rinvio per Loris Trabujo limitatamente ai capi 32) e 89) (quindi parziale accoglimento del motivo che contesta la riforma in pejus per alcune imputazioni), con il resto della sentenza confermato. - Condanne per rifusione spese di rappresentanza e difesa liquidate a carico di determinati imputati in favore delle parti civili (importi e solidarietà indicati nella decisione). - In conclusione: la maggior parte delle impugnazioni è stata respinta (conferma delle pronunce di merito), ma la Corte di cassazione ha censurato specifiche statuizioni ritenute carenti di motivazione (accessori penali applicati illegittimamente, misure di sicurezza applicate senza accertamento della pericolosità sociale, alcune riqualificazioni e contestazioni di fatto per le quali è stato disposto rinvio).
Norme richiamate
La norma definisce il delitto di associazione di tipo mafioso: la Corte ricorda che l'elemento distintivo è la forza di intimidazione/uso del metodo mafioso; può essere applicata anche a "nuove" o "piccole" mafie se è dimostrata la concreta esteriorizzazione della capacità intimidatoria o, nel caso di locali collegati a mafie storiche, la forza può desumersi dal legame con la casa-madre.
Circostanza aggravante per reati commessi con il metodo mafioso: la Corte valuta se le modalità esecutive evocano il metodo mafioso e se il fatto è funzionale all'attività dell'associazione.
Prevede la misura di sicurezza della libertà vigilata; la Corte segnala che la sua applicazione richiede un espresso e motivato accertamento della pericolosità sociale del condannato, basato su elementi di cui all'art. 133 c.p., non surrogabili da mere presunzioni.
Norma che regola il concordato nel rito abbreviato: la Corte evidenzia che, quando il giudice interviene solo per determinare l'aumento di pena in continuazione rispetto a fatti già giudicati, non può travolgere questioni già decise con giudicato; quindi non è consentito introdurre nuove pene accessorie rispetto a un precedente giudicato.
Regola l'obbligo motivazionale del giudice in caso di sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento; qui richiamata in relazione all'onere motivazionale in generale e alla correttezza argomentativa.
Regola il divieto di reformatio in peius e i limiti delle modifiche peggiorative; la Corte si è pronunciata sull'applicabilità della misura di sicurezza e sulla determinazione della pena in seguito a riforma in pejus operata dopo appello del Pubblico Ministero.
Reato di intestazione fittizia di beni: la Cassazione ricorda che, se il bene è intestato a un prossimo congiunto, opera una presunzione relativa di interposizione ma è comunque necessario provare la capacità elusiva dell'operazione e la consapevolezza dell'intestatario fittizio.
art. 26 d.lgs. 159/2011 (Codice antimafia)
Prevede la presunzione relativa di fittizietà nelle intestazioni ai prossimi congiunti: va comunque dimostrata l'effettiva capacità elusiva mediante elementi fattuali aggiuntivi.
art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norma fiscale relativa a reati tributari; richiamata in relazione a contestazioni per utilizzo/fatture per operazioni inesistenti e alla necessità del dolo specifico per la configurazione del reato.
Criteri di determinazione della pena e parametri per valutare la pericolosità sociale: richiamato come riferimento necessario per l'applicazione di misure di sicurezza e per la valutazione del trattamento sanzionatorio.
Concorso di persone nel reato: utilizzato per configurare responsabilità degli intestatari fittizi e dei concorrenti nei vari reati.
Circostanza attenuante per il risarcimento parziale del danno o per comportamento successivo riparatorio; la Corte valuta la rilevanza del risarcimento e del percorso di riparazione nella determinazione della pena.
Circostanza attenuante dell'avvenuto risarcimento: la Corte richiama la necessità che il riconoscimento sia provato e adeguatamente valutato nel trattamento sanzionatorio.
Legge 2 ottobre 1967, n. 895 art. 5
Prevista attenuante per reati d'armi; la Corte ricorda che tale attenuante può essere negata anche per componenti soggettive e oggettive del fatto diverse dalla sola qualità/quantità delle armi, secondo la valutazione del giudice.
Norma sulla confisca: la Corte richiama che la confisca patrimoniale presuppone prova della provenienza del bene da attività illecite e può essere annullata se viene meno il presupposto oggettivo della condanna.
Regola la qualificazione giuridica del fatto rispetto all'imputazione; la Corte ricorda che non è ammissibile una decisione che diverge sostanzialmente dall'imputazione senza rispettare i limiti del contraddittorio.
Massime di principio
- Riqualificazione in peius (associazione semplice → mafiosa): il giudice d'appello può operarla, ma deve fornire motivazione rafforzata; per le "nuove" o "piccole" mafie occorre dimostrare la concreta esteriorizzazione della capacità intimidatoria o il legame con una "casa madre" che trasferisca la fama criminale.
- Misure di sicurezza (es. libertà vigilata): possono essere applicate in sede di merito anche dopo riforma, ma solo previa valutazione esplicita e motivata della pericolosità sociale del condannato; l'assenza di tale accertamento comporta annullamento e rinvio.
- Pene accessorie e concordato/giudicato: quando la sentenza di modifica concerne soltanto l'aumento per continuazione rispetto a reati già giudicati con sentenza irrevocabile, il giudice non può rimettere in discussione l'applicabilità di pene accessorie già escluse dal giudicato.
- Reformatio in peius e motivazione: l'annullamento o la riforma in pejus a seguito dell'appello del PM richiede argomentazioni forti e specifiche; l'accoglimento dell'appello pubblico non elimina l'obbligo di motivazione rafforzata in caso di ribaltamento di assoluzioni.
- Provvisionali e questioni civili: le decisioni sulla provvisionale in sede penale sono in gran parte discrezionali e difficilmente sindacabili in Cassazione; la quantificazione spesso non è riesaminabile in sede di legittimità.
- Intestazione fittizia e presunzione per i prossimi congiunti: la presunzione di interposizione richiede comunque elementi probatori aggiuntivi per dimostrare la capacità elusiva dell'operazione e la consapevolezza dell'intestatario fittizio.
- Valutazione delle prove captative e dichiarative: la Corte di legittimità conferma che le valutazioni probatorie di merito (intercettazioni, sommarie informazioni, osservazioni) sono sindacabili limitatamente a vizi di motivazione o errori logico-giuridici gravi; censure generiche o non confrontate con la motivazione sono inammissibili.
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