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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22243/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (utente)

La controversia

La società, soccombente nei precedenti gradi di merito, aveva agito per ottenere l'accertamento dell'inadempimento di un utente del servizio di somministrazione idrica, in relazione a forniture riferite agli anni 2010-2012 e a fatture per complessivi euro 6.026,88, oltre interessi e risarcimento. In appello era stata confermata la decisione di rigetto della domanda. In cassazione la società ha dedotto un unico motivo, denunciando violazione o falsa applicazione degli artt. 147 e 148 del d.lgs. 152/2006 e lamentando l'erronea interpretazione del principio delle Sezioni Unite sulla necessità della forma scritta ad substantiam per i contratti tra gestore del servizio idrico e utente. Secondo la ricorrente, il gestore del servizio idrico integrato, pur organizzato in forma di s.p.a. a partecipazione mista pubblico-privata, non potrebbe essere equiparato alla pubblica amministrazione quanto alla forma dei contratti; la conclusione del rapporto di somministrazione potrebbe quindi avvenire anche senza scritto, specie per gli utenti già trasferiti dalle precedenti gestioni e già inseriti nelle banche dati del nuovo gestore.

La decisione

La Corte di cassazione non è entrata nel merito della censura sulla forma del contratto, perché ha rilevato d'ufficio che il ricorso era tardivo: la sentenza d'appello, depositata il 10 aprile 2019 e non notificata, doveva essere impugnata nel termine semestrale, comprensivo della sospensione feriale, scaduto l'11 novembre 2019; il ricorso è stato notificato il 14 novembre 2019. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Nulla è stato disposto sulle spese, perché la parte intimata non ha svolto difese. È stato inoltre dato atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • artt. 147 e 148 d.lgs. 152/2006

    Richiamati dalla ricorrente per sostenere che gli enti pubblici partecipano all'ente di governo dell'ambito, ma non impongono che il gestore del servizio sia assimilato alla pubblica amministrazione ai fini della forma del contratto.

  • art. 149-bis d.lgs. 152/2006

    l'ente di governo dell'ambito, nel rispetto del piano d'ambito di cui all'art. 149 e del principio di unicità della gestione per ciascun ambito territoriale ottimale delibera la forma di gestione fra quelle previste dall'ordinamento europeo provvedendo conseguentemente all'affidamento del servizio nel rispetto della normativa nazionale in materia di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica

    Cita la disciplina dell'affidamento del servizio idrico integrato, invocata per affermare la natura imprenditoriale/organizzativa del gestore.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Indica la trattazione in adunanza camerale del ricorso.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Fondamento per dare atto dell'obbligo dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato con riferimento al contributo unificato aggiuntivo.

  • artt. 16 e 17 r.d. 18 novembre 1923, n. 2440

    Richiamati nel motivo di ricorso per sostenere l'assenza di un vincolo di forma scritta ad substantiam nei contratti dell'azienda/gestore non qualificabile come pubblica amministrazione in senso stretto.

  • art. 1327 c.c.

    Invocato per sostenere la possibilità di conclusione del contratto mediante esecuzione della prestazione.

  • art. 24 l. 142/1990

    Richiamato dalla ricorrente come una delle modalità di costituzione/gestione del servizio idrico nel sistema regionale richiamato.

  • art. 25 l. 142/1990

    Richiamato dalla ricorrente come possibile forma di gestione mediante consorzio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il rispetto del termine per impugnare è condizione preliminare e assorbente: se il ricorso è proposto oltre il termine applicabile, la Corte deve dichiararlo inammissibile senza esaminare i motivi di merito.
  • Quando la sentenza d'appello non è stata notificata, il termine lungo per il ricorso per cassazione decorre dal deposito della decisione e va calcolato tenendo conto anche della sospensione feriale dei termini.
  • L'inammissibilità per tardività preclude ogni scrutinio della censura sostanziale, anche se il motivo prospetta questioni di diritto potenzialmente rilevanti sulla qualificazione del gestore del servizio e sulla forma del contratto.
  • Nelle controversie sul servizio idrico integrato, la deduzione della necessità o meno della forma scritta del contratto può fondarsi sulla natura del gestore e sul regime normativo dei servizi pubblici locali, ma tale questione resta irrilevante se l'impugnazione è tardiva.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSomministrazione
RamiProcesso civileContrattiBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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