Cassazione Civile, Sentenza n. 23488/2021 del 26/08/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
impugnazione della sentenza d'appello che aveva dichiarato la nullità di contratti IRS (swap) perché privi della clausola di recesso prevista per le offerte fuori sede e perché conclusi tramite un promotore non abilitato; il ricorso censurava, fra l'altro, la mancata efficacia probatoria delle dichiarazioni di autoresponsabilità ex art.31, comma 2, Reg. 11522/1998 e deduceva violazioni in tema di formazione e validità contrattuale
La decisione
la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale e, in larga parte, il ricorso incidentale degli Anedda-Mainardi per difetti di specificità, per mancata impugnazione di tutte le "rationes decidendi" (la Corte d'appello aveva fondato la nullità su due autonome ragioni: assenza della clausola di recesso e conclusione tramite promotore non abilitato) e perché molte censure richiedevano la rivalutazione del quadro fattuale, non sindacabile in sede di legittimità. Conseguenze pratiche: confermata la decisione di merito che aveva annullato il decreto ingiuntivo e dichiarato la nullità dei contratti; spese compensate tra banca e Anedda-Mainardi; la banca condannata al pagamento delle spese di giudizio in favore di Paolo Tedeschi (Euro 6.200,00) e dichiarata la sussistenza dei presupposti per l'eventuale raddoppio del contributo unificato
Norme richiamate
Regolamento Consob n. 11522/1998, art. 31, comma 2
la dichiarazione di autoresponsabilità non è automaticamente idonea ad affrancare la stipulazione dall'applicazione delle norme sulle offerte fuori sede; essa costituisce una prova presuntiva semplice della qualità di investitore qualificato e grava sull'interessato l'onere di allegare e provare circostanze specifiche che smentiscano la presunzione
TUF (D.Lgs. 58/1998), art. 30, comma 2
norma che disciplina le offerte fuori sede e la relativa facoltà di recesso; l'assenza della previsione della facoltà di recesso nei contratti impugnati è una delle ragioni della loro nullità
Codice civile, artt. 1362 e seguenti
richiamati in rubriche ma non sviluppati dalla decisione; attinenti alla formazione del consenso e validità del negozio, la loro violazione è stata invocata ma non argomentata nella motivazione della cassazione
Disciplina dei contratti di swap (normativa e prassi di settore)
richiamata come materia rilevante ma non analizzata dettagliatamente nella decisione di legittimità
Codice di procedura civile, art. 642
richiamato come riferimento procedurale collegato al decreto ingiuntivo originario; la sua rilevanza è ritenuta dubbia nel contesto delle censure
Codice di procedura civile, art. 366, comma 1, n. 4
norma che impone la specificità del motivo di ricorso per cassazione; molte censure sono state dichiarate inammissibili o non esaminate per difetto di specificità
Codice di procedura civile, art. 96, comma 2
riguarda la domanda risarcitoria per responsabilità dell'intermediario; la Corte di cassazione ha ritenuto che la censura su questo punto spettasse ad una valutazione di merito, non sindacabile in cassazione
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
norma sul contributo unificato: la Corte ha dichiarato sussistenti i presupposti per l'eventuale raddoppio del contributo unificato a carico dei soccombenti
Cass., Sez. I, 18/09/2006, n. 20118 (giurisprudenza citata)
principio secondo cui l'omessa impugnazione di tutte le "rationes decidendi" rende inammissibili le censure relative soltanto ad alcune ragioni, perché le ragioni non impugnate rimangono definitive e sorreggono la decisione
Cass. (varie pronunce richiamate in motivazione sul tema dell'interesse all'impugnazione)
giurisprudenza che stabilisce che l'interesse a impugnare è collegato alla soccombenza e all'utilità concreta della pronuncia impugnatoria; ciò porta all'inammissibilità del ricorso incidentale della parte vittoriosa in secondo grado per questioni non decise
Massime di principio
- La dichiarazione di autoresponsabilità dell'investitore è una prova presuntiva semplice: spetta all'investitore dimostrare elementi specifici che ne smentiscano l'efficacia probatoria
- La conclusione di contratti finanziari tramite promotore non abilitato può comportare la nullità del negozio, anche alla luce dell'interesse pubblico alla tutela dei risparmiatori
- Se la decisione di merito si fonda su più ragioni autonome e non tutte vengono impugnate, il ricorso per cassazione può risultare inammissibile o inefficace: è obbligatorio contestare tutte le "rationes decidendi" rilevanti
- La Corte di Cassazione non è sede per riesaminare valutazioni fattuali o per rimettere in discussione la valutazione della prova compiuta dal giudice di merito
- Chi ha prevalso in appello può trovarsi privo di interesse a proporre un ricorso incidentale per questioni che non sono state decise e che non possono modificarne la situazione sostanziale
- La regolazione delle spese segue il principio della soccombenza; in situazioni di esiti parziali è possibile compensazione tra alcune parti e condanna al pagamento verso altre
- Le censure generiche o prive di specificità formale (ai sensi dell'art. 366 c.p.c.) rischiano di essere dichiarate inammissibili in Cassazione
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