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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21050/2024 del 27/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente pubblico)

La controversia

Le ricorrenti, dichiaratesi eredi dell'originaria assegnataria di un alloggio popolare, avevano chiesto una sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. per ottenere il trasferimento in loro favore della proprietà dell'immobile, sostenendo che la procedura di riscatto fosse ormai conclusa prima del decesso della madre, dopo l'accettazione della domanda da parte dell'amministrazione, la comunicazione del prezzo e il successivo pagamento di quanto richiesto. In subordine domandavano la restituzione delle somme versate, con interessi, rivalutazione e risarcimento danni. I motivi di ricorso hanno censurato: 1) la violazione delle norme sull'assegnazione in proprietà degli alloggi popolari, sostenendo che il diritto al trasferimento fosse già sorto in capo alla de cuius e fosse trasmissibile agli eredi senza ulteriori requisiti; 2) la violazione della legge sulla cessione degli alloggi e dell'art. 2932 c.c., assumendo che la procedura amministrativa fosse definitivamente perfezionata; 3) la violazione dell'art. 1337 c.c. e dell'art. 115 c.p.c., per avere escluso la responsabilità precontrattuale degli enti nonostante l'asserita interruzione ingiustificata delle trattative dopo plurimi atti che avrebbero ingenerato affidamento; 4) la violazione dell'art. 91 c.p.c. sulla regolazione delle spese.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha confermato che, in materia di cessione in proprietà degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, il decesso dell'assegnatario prima della stipula impedisce la trasmissione iure hereditatis del diritto alla cessione come già perfezionato, poiché la verifica dei requisiti soggettivi deve sussistere in capo all'effettivo acquirente al momento del trasferimento; la disciplina invocata dagli eredi esonera solo dalla conferma della domanda, ma non elimina la necessità dei requisiti di parentela e convivenza previsti dalla legge. Ha inoltre ritenuto inammissibile il motivo sulla responsabilità precontrattuale, perché l'accertamento sull'esistenza dei presupposti dell'art. 1337 c.c. è di merito e, comunque, non risultava censurata la ratio autonoma della decisione fondata sull'assenza di un danno giuridicamente apprezzabile. Il motivo sulle spese è rimasto assorbito. Le ricorrenti sono state condannate alle spese del giudizio di legittimità e, se dovuto, all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 702-bis c.p.c.

    indica il rito sommario con cui era stata introdotta la domanda originaria

  • art. 2932 c.c.

    la sentenza costitutiva è utilizzabile solo quando il diritto al trasferimento sia effettivamente sorto secondo i requisiti di legge; non opera a favore degli eredi se il decesso dell'assegnatario precede la stipula

  • art. 52 l. 5 agosto 1978, n. 457

    norma invocata per sostenere il diritto alla cessione dell'alloggio

  • art. 2 l. 2 aprile 2001, n. 36

    interpretata come norma che esonera gli eredi dalla conferma della domanda, ma non elimina i requisiti soggettivi richiesti per l'assegnazione e il riscatto

  • art. 27 l. 8 agosto 1977, n. 513

    disciplina del riscatto degli alloggi popolari; non consente la trasmissione automatica del diritto alla cessione agli eredi prima della stipula

  • l. 24 dicembre 1993, n. 560

    norma richiamata per sostenere il perfezionamento della procedura di cessione

  • art. 1337 c.c.

    la responsabilità precontrattuale richiede trattative, affidamento ragionevole e interruzione ingiustificata; la verifica è riservata al giudice di merito

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato per lamentare un errato apprezzamento delle prove, ma la censura non ha colpito la ratio autonoma dell'assenza di danno

  • art. 1224 c.c.

    richiamato in tema di interessi e maggior danno sulla somma da restituire

  • art. 91 c.p.c.

    norma sulle spese di lite, il cui motivo di censura è risultato assorbito

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    richiamato per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Nel procedimento di cessione in proprietà di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, il diritto al trasferimento deve essere verificato in capo al soggetto che diventerà effettivamente proprietario al momento della stipula; se l'assegnatario muore prima del rogito, gli eredi non subentrano automaticamente in un diritto già consolidato, salvo la sola esenzione dalla conferma della domanda quando prevista dalla legge.
  • La disciplina interpretativa che impone all'amministrazione di provvedere nei confronti degli eredi non elimina i requisiti soggettivi richiesti per l'assegnazione e per il riscatto, in particolare quelli di parentela e convivenza, se non espressamente abrogati.
  • La sentenza ex art. 2932 c.c. può essere chiesta solo quando il procedimento di cessione abbia effettivamente maturato un diritto alla stipula in capo al soggetto legittimato; essa non può supplire alla mancanza dei presupposti soggettivi richiesti dalla legge per il trasferimento dell'immobile.
  • La responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c. presuppone la prova di trattative serie, di un affidamento ragionevole e dell'interruzione ingiustificata; l'accertamento di tali presupposti è tipicamente riservato al giudice di merito ed è censurabile in cassazione solo per omesso esame di un fatto decisivo.
  • Per ottenere il risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale non basta denunciare la scorrettezza della controparte: occorre allegare e provare un danno giuridicamente apprezzabile, e la mancata censura di questa autonoma ratio rende inammissibile il motivo.
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Come è indicizzato

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