Cassazione Penale, Sentenza n. 43233/2023 del 24/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la condanna per contravvenzione ex art. 9 d.lgs. n. 202/2007 (riqualificazione dall'originaria contestazione per delitto ex art. 452-bis c.p.): principali censure: 1) violazione del diritto di difesa e nullità per mancata correlazione tra imputazione e sentenza (artt. 521, 522 c.p.p.), sicché la riqualificazione in contravvenzione sarebbe avvenuta "a sorpresa" e avrebbe impedito la possibilità di definire il processo con oblazione; 2) erronea applicazione dell'art. 9 d.lgs. 202/2007 a soggetto non previsto dalla fattispecie (presidente dell'AdSP) e natura propria del reato (soggetti attivi tassativi e limite alla cooperazione); 3) erronea applicazione delle norme sulla definizione di "nave" vs "relitto" (art. 2 d.lgs. 202/2007) e conseguente difetto di tipicità; 4) violazione della ripartizione di competenze fra Autorità Marittima (Capitaneria/AM) e Autorità di Sistema Portuale (AdSP) e omessa considerazione delle argomentazioni difensive su competenze e poteri; 5) assenza di adeguata motivazione in punto di sussistenza dell'evento (sversamento di idrocarburi: momento, natura e rilevanza penale dello sversamento non adeguatamente accertati); 6) censura sulla determinazione del trattamento sanzionatorio e applicazione errata della diminuente per il rito abbreviato (art. 442 c.p.p.); 7) nullità o vizio delle statuizioni civili per carenza di motivazione sulla sussistenza di un danno risarcibile specifico dalle parti civili.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Ha dichiarato che la riqualificazione del fatto in contravvenzione non integra immutatio libelli perché il "nucleo del fatto" contestato non è mutato; tuttavia la sentenza impugnata presenta vizi motivazionali rilevanti: in particolare deficit nella verifica degli elementi costitutivi della contravvenzione (identificazione puntuale delle sostanze sversate, momento e concretezza dello sversamento) e omissione di adeguata disamina della questione se il bene giuridico e la fattispecie siano compatibili con l'essere il natante qualificabile come "relitto" anziché "nave" rispetto alla norma applicata. Alcuni motivi (es. doglianza sulla impossibilità di oblazione) sono stati ritenuti infondati: la Corte richiama l'onere dell'imputato di sollecitare la riqualificazione e l'istanza di oblazione quando appropriato. Altri profili (riconducibilità soggettiva della norma ex art. 9 al Presidente dell'AdSP, ripartizione di competenze fra AdSP e Autorità Marittima, valutazione della colpa e causalità) sono stati esaminati ma non tutti accolti integralmente dal Collegio. Esito operativo: ricorso accolto nei termini indicati (vizi di motivazione e di accertamento degli elementi della contravvenzione) con annullamento della sentenza impugnata nei punti affetti da vizi e rinvio per nuovo esame sul punto, salvo quanto già non ritenuto valido dalla Corte.
Norme richiamate
rubricato "inquinamento colposo"; prevede quale specifico soggetto attivo "il Comandante di una nave, battente qualsiasi bandiera" e, "nel caso in cui la violazione sia avvenuta con la loro cooperazione", punibili anche "i membri dell'equipaggio, il proprietario e l'armatore della nave"
La Corte ricorda la natura di norma "propria" ma ammette che la responsabilità può essere accertata anche in capo a soggetti non espressamente elencati se essi hanno una posizione di garanzia e hanno fornito contributo causale alla realizzazione del fatto (cooperazione colposa), purché siano provati tutti gli elementi costitutivi dell'illecito.
art. 4 e art. 2, d.lgs. n. 202/2007
art. 4 vieta di versare in mare sostanze inquinanti; art. 2, comma 1, lett. b) definisce le "sostanze inquinanti" richiamando gli allegati della Convenzione Marpol
Per integrare la contravvenzione è necessario provare la presenza delle sostanze elencate (idocarbu ri ecc.) e lo sversamento in termini concreti; la sentenza impugnata non ha sufficientemente tipizzato la natura delle sostanze né il momento concreto dello sversamento.
art. 452-bis e art. 452-quinquies c.p.
originaria contestazione (reato di danno e reato più grave rispetto alla successiva contravvenzione)
La Corte valuta la correttezza della riqualificazione in termini sostanziali: la trasformazione non è vietata se il "fatto storico" resta lo stesso e non viene sorpresa la difesa, ma il giudice di merito deve comunque accertare gli elementi della nuova fattispecie.
Norma sulla cooperazione tra persone nel reato colposo; il Tribunale aveva ritenuto applicabile la cooperazione colposa fra il proprietario del relitto e il presidente dell'AdSP quando entrambi hanno contribuito causalmente all'evento.
Regole procedurali che impongono obblighi di comunicazione circa la riqualificazione dell'imputazione; la Corte richiede che la riqualificazione non avvenga "a sorpresa" e che il fatto storico sia identico.
riferimento all'oblazione
La Corte ricorda che, se l'imputato intende beneficiare dell'oblazione in caso di possibile riqualificazione favorevole, ha l'onere di sollecitare la riqualificazione e l'ammissione all'oblazione; in mancanza di richiesta espressa il diritto può essere precluso.
Norma che disciplina la riduzione di pena per il rito abbreviato; la sentenza di merito ha applicato la diminuzione in misura diversa da quella dedotta dal ricorrente e ciò è stato censurato come possibile errore di quantificazione del trattamento sanzionatorio.
L. 84/1994 (norme su Autorità di Sistema Portuale)
La valutazione della posizione di garanzia e dei poteri del Presidente dell'AdSP è stata oggetto di contestazione: la Corte richiede che il giudice motivi adeguatamente l'esistenza di un obbligo di intervento derivante dalle norme amministrative richiamate.
Norme che disciplinano i poteri della Capitaneria/Autorità Marittima in materia di tutela ambientale e diffida; la Corte ricorda che queste norme costituiscono lex specialis in tema di interventi per inquinamento marino e la loro corretta interpretazione è centrale per definire competenze e posizioni di garanzia.
Attribuisce all'Autorità Marittima competenze anche in materia di rimozione dei relitti se costituiscono intralcio alla navigazione; rilevante nella ripartizione di competenze nel caso concreto.
art. 135 comma 2, d.lgs. n. 66/2010 (Codice ordinamento militare)
Richiama i compiti del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera in materia di prevenzione e repressione dell'inquinamento marino; usata per delineare competenze esclusive in materia ambientale marittima.
Direttiva 2005/35/CE, considerando 2
si rivolge agli scarichi di sostanze inquinanti "senza che alcuna azione correttiva sia intrapresa"
Richiama che lo sversamento deve manifestarsi nella concreta lesione o nella mancanza di azione correttiva; la Corte evidenzia che la sentenza di merito non ha chiarito se vi sia stato uno sversamento non fronteggiato da azione correttiva.
Norme di cassazione inerenti ai motivi di impugnazione (lett. b), c), e) ecc.). La Corte utilizza tali criteri per valutare questioni di violazione di legge, nullità e carenze motivazionali sollevate dal ricorrente.
Massime di principio
- Riqualificazione dell'imputazione: il giudice può cambiare la qualificazione giuridica del fatto purché il "nucleo del fatto" storico rimanga lo stesso e la difesa non sia sorpresa; in caso di modifiche rilevanti il giudice deve assicurare il contraddittorio e motivare compiutamente ogni elemento della nuova fattispecie.
- Reati "propri" e responsabilità di terzi: una norma che individua soggetti "propri" non esclude in assoluto la responsabilità di altri soggetti se è dimostrato un ruolo di garanzia o un contributo causale consapevole (cooperazione colposa), ma il giudice deve accertare espressamente i presupposti soggettivi e oggettivi necessari.
- Nave vs relitto: applicare la definizione normativa (art. 2 d.lgs. 202/2007) e non estendere automaticamente obblighi a soggetti o situazioni per le quali la fattispecie non è stata comprovata; occorre una ricostruzione fattuale precisa e motivata della natura del natante e delle conseguenze penali connesse.
- Elemento materiale dello sversamento: per condannare è necessario provare la natura delle sostanze, il momento e la modalità dello sversamento nonché l'assenza di adeguata azione correttiva; genericità nella descrizione degli "idrocarburi" o assenza di indicazione temporale indeboliscono la tipicità.
- Posizioni di garanzia e ripartizione di competenze amministrative: l'attribuzione di obblighi penali a soggetti pubblici richiede un rigoroso ancoraggio normativo alle competenze e ai poteri previsti dalla legge; la mera disponibilità di poteri amministrativi di spesa non basta a fondare una posizione di garanzia penale senza specifica norma che imponga l'obbligo.
- Tutela del diritto di difesa e oblazione: se la riqualificazione favorisce l'imputato, l'interessato deve attivarsi tempestivamente per ottenere la definizione con oblazione; il giudice che riqualifica d'ufficio deve valutare e provvedere sulle eventuali conseguenze procedurali.
- Motivazione della sentenza di merito: quando la decisione muta la qualificazione giuridica o coinvolge profili tecnici (ambientali, nautici), il giudice deve motivare adeguatamente su ogni elemento costitutivo del reato; carenze motivazionali possono determinare l'annullamento e il rinvio.
- Riduzione per rito abbreviato e calcolo della pena: applicare con rigore le norme che disciplinano le diminuzioni processuali (art. 442 c.p.p.) e motivare chiaramente la determinazione della pena soprattutto in casi con attenuanti e circostanze particolari.
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