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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23506/2024 del 02/09/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia riguarda il Fondo di Garanzia dell'INPS chiamato a erogare, per insolvenza del datore di lavoro, somme a titolo di trattamento di fine rapporto. Il lavoratore aveva ottenuto nei confronti del datore un decreto ingiuntivo per un importo indicato come netto. L'INPS, nel liquidare la prestazione, aveva considerato quel titolo come riferito a somme lorde e aveva quindi operato le ritenute fiscali. La corte territoriale aveva invece ritenuto dovuta la prestazione nel senso richiesto dal lavoratore e aveva condannato l'INPS a pagare la differenza tra quanto riconosciuto nel decreto ingiuntivo e quanto effettivamente versato dal Fondo, con trattenuta d'imposta. Con il ricorso per cassazione l'INPS deduceva: 1) violazione dell'art. 2120 c.c., della L. n. 297 del 1982, art. 2, commi 5 e 7, degli artt. 633 e 474 c.p.c. e dell'art. 2697 c.c., sostenendo che l'obbligo del Fondo dovesse essere parametrato al TFR lordo anche se in sede monitoria ed esecutiva era stato richiesto come netto; 2) violazione della L. n. 297 del 1982, art. 2, dell'art. 23 del D.P.R. n. 600 del 1973 e dell'art. 11 del D.Lgs. n. 47 del 2000, in relazione all'art. 2697 c.c., sostenendo che, quale sostituto d'imposta, l'INPS era tenuto ad applicare le ritenute erariali di legge.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati entrambi i motivi, affermando che, anche quando la richiesta di intervento del Fondo di Garanzia si fondi su un titolo giudiziale che indica somme nette, l'INPS deve comunque riferirsi alle somme lorde dovute al lavoratore, procedere alla conversione al lordo e determinare la trattenuta fiscale, salvo che le ritenute siano già state operate e versate all'Erario. Nel caso concreto, tuttavia, l'Istituto non poteva nuovamente trattenere imposte su una somma che, secondo l'accertamento giudiziale, costituiva già il netto dell'emolumento maturato e non corrisposto dal datore. Le spese sono state integralmente compensate per la novità/recente precisazione del principio applicato. È stato inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel caso di intervento del Fondo di Garanzia INPS per il pagamento del TFR in caso di insolvenza del datore di lavoro, la prestazione va parametrata alle somme lorde dovute al lavoratore, anche se il titolo giudiziale o la richiesta monitoria indichino importi netti.
  • Se il titolo o la richiesta riguarda somme nette, l'INPS deve effettuare la conversione al lordo e determinare l'importo da trattenere per l'adempimento dell'obbligo fiscale, salvo che le ritenute siano già state eseguite e versate all'Erario.
  • L'INPS, quale sostituto d'imposta, deve applicare le ritenute di legge, ma non può assoggettare due volte alla medesima trattenuta fiscale la stessa componente economica quando ciò comporterebbe una duplicazione dell'incidenza tributaria sul lavoratore.
  • La natura previdenziale della prestazione del Fondo di Garanzia è autonoma rispetto al credito vantato dal lavoratore verso il datore di lavoro, ma tale autonomia non consente di alterare il criterio di calcolo dovuto al lordo né di incidere duplicemente sulle ritenute.

Come è indicizzato

MaterieContributi previdenziali
RamiPrevidenza
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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