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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44844/2022 del 24/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di denaro (fino a euro 3.100,00 e 2.500,00) e alla confisca per equivalente di altri beni nella disponibilità di Giovanni Tandurella, indagato per reati connessi all'abuso d'ufficio (artt. 81, 110, 321 c.p.) e per truffa (art. 640 c.p.). Il ricorrente deduceva: a) erronea applicazione della disciplina sugli appalti (d.lgs. n. 50/2016), sostenendo che l'assegnazione riguardava soltanto la locazione di immobili e non la gestione di un servizio pubblico; b) l'Ipab non poteva essere qualificata come persona offesa della truffa (richiamando artt. 1475 c.c. e 78 legge notarile) e, quindi, mancava la querela/condizione di procedibilità aggravata; inoltre con memoria ha aggiunto un motivo relativo alla mancata indicazione di esigenze cautelari concrete (art. 274 c.p.p.).

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato la qualificazione dell'IPAB come ente di natura pubblicistica nel caso concreto (sottoposto a vigilanza regionale e controllo giurisdizionale) e quindi l'applicabilità della disciplina del codice degli appalti: non si era trattato di mera locazione, ma di affidamento della gestione dei servizi della casa di riposo, con lavori di risanamento assunti dalla società "La Fenice", configurando un trasferimento della gestione di un servizio pubblico che avrebbe richiesto procedura di evidenza pubblica. È stato ritenuto sussistente il fumus commissi delicti e configurato l'atto contrario ai doveri d'ufficio, anche se la deliberazione era collegiale, perché diretta dal Tandurella. Il motivo relativo alla qualificazione di persona offesa è stato respinto; il motivo nuovo relativo alle esigenze cautelari è stato dichiarato inammissibile perché nuovo rispetto ai punti originariamente impugnati e attinente alla misura personale non alla misura reale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese (e delle eventuali conseguenti statuizioni).

Norme richiamate

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per il rito di riesame (ordinanza del Tribunale in sede di riesame) e per la procedura di impugnazione del provvedimento cautelare

  • d.lgs. n. 50 del 2016 (codice degli appalti)

    Applicato per ritenere che l'affidamento della gestione di un servizio pubblico da parte dell'IPAB richiedeva procedura di evidenza pubblica; esclusa la natura esclusivamente civilistica dell'operazione

  • art. 321 cod. pen.

    Contestato relativamente all'abuso d'ufficio per l'assegnazione della gestione e dei beni della casa di riposo in violazione dei doveri connessi alla carica

  • art. 640 cod. pen.

    Contestato per la presunta truffa ai danni dell'IPAB (rimborso non dovuto per spese notarili), con esame della posizione dell'ente quale persona offesa

  • art. 358 cod. pen.

    Riferimento interpretativo: organi di enti che svolgono servizio pubblico possono assumere la qualifica soggettiva prevista per gli illeciti concernenti l'ente pubblico

  • artt. 1475 cod. civ. e 78 legge notarile

    Richiamati dalla difesa per sostenere che l'IPAB non avrebbe subito un danno idoneo a qualificarsi persona offesa della truffa; censura respinta dalla Corte

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente nella memoria per contestare la mancata indicazione di esigenze cautelari concrete; motivo ritenuto nuovo e dunque inammissibile in questa sede

  • art. 81, comma 2 e art. 110 cod. pen.

    Richiamati in relazione alla responsabilità per concorso nei reati contestati (afferenti alle dinamiche dell'assegnazione e alle utilità ricevute)

  • Giurisprudenza costituzionale e di legittimità (es. Corte cost., n. 135/2020; Sez. U civ., ord. n. 32727/2018)

    Citate a supporto dell'analisi sulla natura pubblicistica delle IPAB e della necessità di valutare caso per caso la qualificazione degli enti

Massime di principio

  • La natura pubblicistica o privatistica di un ente come un'IPAB va valutata caso per caso: se è sottoposto a vigilanza regionale, svolge attività assistenziali e beneficia di controlli pubblici, può essere qualificato come ente che eroga un pubblico servizio e soggetto alle regole del diritto pubblico.
  • L'affidamento della gestione di un servizio pubblico (anche se formalmente accompagnato da contratti di locazione) che comporti l'assunzione di lavori o la gestione operativa deve generalmente avvenire tramite procedura di evidenza pubblica (applicabilità del codice degli appalti), salvo fattispecie eccezionali adeguatamente motivate.
  • La delibera collegiale non esclude la responsabilità di chi, pur essendo presidente o promotore, abbia diretto la decisione e indotto gli altri organi in errore: l'elemento soggettivo e la condotta diretta possono integrare l'atto contrario ai doveri d'ufficio.
  • In materia di misure cautelari reali, il fumus commissi delicti e gli elementi indiziari seriali (intercettazioni, documentazione, modalità della condotta) possono giustificare il sequestro preventivo anche in presenza di censure sulla qualificazione giuridica dell'ente coinvolto.
  • Motivi nuovi o questioni non indicate nell'atto di gravame originario relative a punti diversi della decisione (es. esigenze cautelari personali vs. misura reale) possono essere dichiarati inammissibili in sede di impugnazione successiva.
  • La qualificazione dell'ente come "persona offesa" e la rilevanza delle aggravanti (es. art. 640, comma 2, n. 1) vanno valutate concretamente: contestazioni formali sulla qualifica dell'ente non escludono automaticamente la procedibilità se sussistono elementi che dimostrano un danno o un inganno subito dall'ente stesso.

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