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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21727/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

I contribuenti avevano impugnato un avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione finanziaria recuperava le maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, oltre alla sanzione, in relazione all'acquisto di un'abitazione per la quale era stata revocata l'agevolazione "prima casa". La revoca era fondata sull'assunto che l'immobile avesse caratteristiche di lusso ai sensi dell'art. 6 del d.m. 2 agosto 1969, n. 1072, per superamento del limite di superficie utile complessiva di mq. 240. In cassazione i ricorrenti hanno articolato quattro motivi: (1) nullità della sentenza d'appello per motivazione carente sulle risultanze di una perizia di parte; (2) nullità per mancata adeguata valutazione della verifica d'ufficio dell'Ufficio, basata sulle planimetrie catastali; (3) nullità per mancato espletamento di una consulenza tecnica d'ufficio volta a determinare la superficie utile; (4) violazione di legge per mancato riconoscimento dell'abrogazione/sostituzione delle norme sulla superficie quale requisito delle abitazioni di lusso e conseguente inapplicabilità della sanzione, in ragione della disciplina sopravvenuta più favorevole.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati tutti i motivi. Ha escluso che la sentenza della CTR fosse affetta da motivazione apparente o mancante, osservando che il giudice di merito aveva espresso, sia pure sinteticamente, una ragione non illogica del rigetto dell'appello, valorizzando la documentazione ufficiale dell'Amministrazione e ritenendo superflua la CTU. Ha inoltre affermato che la perizia stragiudiziale è mera allegazione difensiva, priva di autonoma efficacia probatoria, e che la scelta e la valutazione dei mezzi istruttori spettano al giudice di merito. Quanto al quarto motivo, ha rilevato che la questione della disciplina sopravvenuta sulle sanzioni non risultava dedotta e documentata nei gradi di merito, ma ha comunque affrontato il tema, richiamando il principio del favor rei in materia tributaria e il recente orientamento delle Sezioni Unite sulla mancata configurabilità di abolitio criminis quando la modifica normativa incide solo sul parametro di individuazione del bene o del requisito, senza eliminare il presupposto impositivo e la condotta sanzionata. Ha quindi esteso tale logica anche all'imposta di registro, affermando che la mera ridefinizione della dichiarazione mendace non esclude la sanzione se resta invariato il presupposto della revoca dell'agevolazione. Il ricorso è stato pertanto rigettato; nessuna statuizione sulle spese, e dichiarazione dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 132, secondo comma, c.p.c.

    La dedotta violazione rileva solo se la motivazione manchi del tutto o sia meramente apparente, tale da impedire il controllo sulla ratio decidendi.

  • art. 36, comma 2, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    La sentenza tributaria deve essere motivata, ma la motivazione è sufficiente se rende comprensibile il percorso logico decisorio.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro del motivo di ricorso per violazione di legge invocato contro l'omessa considerazione della normativa sopravvenuta.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È il parametro del motivo di ricorso per nullità della sentenza per motivazione apparente o mancante.

  • art. 111, sesto comma, Cost.

    La motivazione deve superare il "minimo costituzionale"; solo la motivazione radicalmente assente o meramente apparente determina nullità.

  • art. 6 d.m. 2 agosto 1969, n. 1072

    È la norma che individua le caratteristiche di lusso dell'immobile, qui rilevante per il superamento del limite di superficie utile complessiva.

  • art. 3 d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472

    In materia di sanzioni tributarie opera il favor rei: la norma sanzionatoria più favorevole sopravvenuta si applica se il provvedimento non è definitivo.

  • art. 10, comma 1, lett. a), d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23

    La modifica del regime "prima casa" ha sostituito il criterio delle caratteristiche di lusso con quello del classamento catastale per gli atti successivi alla sua entrata in vigore.

  • art. 1, comma 2, tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131

    La Corte ne valorizza la successiva riformulazione, ma chiarisce che per gli atti anteriori continua a valere il presupposto impositivo originario, salvo effetti sul piano sanzionatorio nei limiti del favor rei.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • La nullità della sentenza per motivazione ex art. 132 c.p.c. e art. 36 d.lgs. 546/1992 ricorre solo quando la motivazione sia del tutto assente, meramente apparente o intrinsecamente incomprensibile; non basta che la parte la ritenga insufficiente o non condivisibile.
  • Nel processo tributario la perizia stragiudiziale, anche se asseverata, ha valore di mera allegazione difensiva o indizio e non vincola il giudice, che può preferire altri elementi istruttori purché motivi logicamente la propria decisione.
  • La scelta delle prove, la valutazione della loro attendibilità e la decisione sull'opportunità di disporre una consulenza tecnica d'ufficio rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito e sono insindacabili in cassazione se il ragionamento è congruo.
  • Le questioni nuove non trattate nei gradi di merito non sono proponibili per la prima volta in cassazione; chi le deduce deve indicare specificamente dove e quando le abbia prospettate nei precedenti gradi.
  • In materia di sanzioni tributarie, la successione di norme più favorevoli può incidere retroattivamente sulla sanzione in forza del favor rei, ma solo se la modifica normativa elimina o rende non più punibile la violazione, non quando si limiti a riformulare il parametro o l'oggetto della condotta restando invariato il presupposto della violazione.
  • Se la sopravvenienza normativa non elimina il fatto-base che continua a giustificare il recupero del tributo, la mera ridefinizione dei requisiti del beneficio non comporta automaticamente l'abolizione della sanzione, dovendosi verificare se la condotta sanzionata sia davvero divenuta penalmente/illecitamente irrilevante.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioProveImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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