Sentenza del 27/01/2021 n. 34 - Comm. Trib. Reg. per l'Umbria
ICI - TARI - Termine prescrizione - Atti interruttivi - Valenza - Iscrizione d'ipoteca - Preavviso di fermo - Idoneità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato l'intimazione di pagamento notificata il 15 ottobre 2018 relativa a sette cartelle esattoriali (ICI/TARI) notificate tra il 4 febbraio 2008 e il 31 ottobre 2016, deducendo la prescrizione quinquennale delle pretese per la maggior parte delle cartelle. L'Agenzia ha eccepito l'esistenza di atti interruttivi della prescrizione (iscrizione ipotecaria 18/07/2012, preavviso di fermo 11/07/2014 e intimazione del 07/09/2017) e invocato l'applicabilità, in via alternativa, della prescrizione decennale ex art. 2946 c.c. a causa della natura esecutiva del ruolo e della cartella.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha accolto in parte l'appello dell'Agenzia e quindi riformato parzialmente la sentenza di primo grado: ha ritenuto che per le cartelle notificate tra marzo 2011 e ottobre 2016 la prescrizione quinquennale è stata interrotta dagli atti notificati (iscrizione ipotecaria del 18/07/2012 e preavviso di fermo del 11/07/2014), e pertanto tali crediti non sono prescritti; ha invece dichiarato prescritto il credito relativo alla cartella notificata il 31/10/2016 (ICI 2008). Ha inoltre escluso la conversione del termine breve in prescrizione decennale per effetto del ruolo/cartella e ha ritenuto irrilevante, ai fini della prescrizione, la disciplina di discarico amministrativo. Compensazione delle spese tra le parti.
Norme richiamate
L'iscrizione di ipoteca prevista da tale norma è considerata atto funzionale alla riscossione coattiva e manifesta la volontà del creditore di far valere il credito, con efficacia interruttiva della prescrizione (richiamata la giurisprudenza: Cass. 3346/2017).
Norma sul divieto di plurima imposizione; la Corte rileva che tale disciplina ha diversa funzione e non esclude, di per sé, l'efficacia interruttiva degli atti cautelari, sebbene possa rilevare in termini di abuso e di nullità parziale degli atti.
Richiamato come principio secondo cui gli atti con manifestazione di volontà di far valere il diritto sono idonei ad interrompere la prescrizione.
Riferimento alla prescrizione ordinaria (decennale) evocata dall'Agenzia ma contestata dal giudice per i tributi locali che conservano il termine quinquennale.
Richiamato quale disposizione che colloca i tributi locali tra le obbligazioni soggette a prescrizione quinquennale.
La Corte esclude che il mancato o tardivo ricorso avverso la cartella determini la conversione automatica della prescrizione quinquennale in quella ordinaria decennale ai sensi di tale norma; è necessario un titolo giudiziale definitivo per la conversione.
art. 19 e art. 20, comma 6, d.lgs. n. 112/1999
La disciplina del discarico per inesigibilità è di natura amministrativa e riguarda il rapporto tra concessionario e ente creditore; non incide sul regime della prescrizione dei tributi locali.
Richiamato in relazione alla cessazione della materia del contendere per ruoli anteriori al 2010 con importo inferiore a 1.000 euro; applicabilità valutata con riferimento alle cartelle specifiche.
Cass. civ., sez. trib., 8 febbraio 2017, n. 3346
Giurisprudenza richiamata per affermare che l'iscrizione di ipoteca interrompe la prescrizione in quanto atto idoneo a manifestare la volontà del creditore di far valere il diritto.
Cass. sez. VI, 25 febbraio 2019, n. 5469
Giurisprudenza richiamata per affermare che il preavviso di fermo amministrativo è atto idoneo ad interrompere la prescrizione in quanto informativo della pretesa e gravato da funzione sollecitatoria/garantistica.
Cass., SS.UU., 17 novembre 2016, n. 23397
Giurisprudenza richiamata per sostenere che, in presenza di tributo soggetto a prescrizione quinquennale, la mancata opposizione alla cartella non converte il termine in prescrizione decennale.
Massime di principio
- L'iscrizione di ipoteca ex art. 77 d.P.R. 602/1973 costituisce atto interruttivo della prescrizione perché manifesta la volontà del creditore di agire per la riscossione coattiva.
- Il preavviso di fermo amministrativo è idoneo a interrompere la prescrizione: ha natura informativa e sollecitatoria della pretesa e vale come atto che interrompe i termini prescrizionali.
- I tributi locali (es. ICI/IMU/TARI) seguono il regime della prescrizione quinquennale; la mera emissione del ruolo o della cartella non converte automaticamente tale termine in prescrizione decennale, a meno che non intervenga un titolo giudiziale definitivo.
- La disciplina del discarico per inesigibilità (d.lgs. 112/1999) ha carattere amministrativo e non modifica il termine prescrizionale dei tributi locali.
- Il possibile vizio di pluralità di imposizione o altri profili di abuso (art. 67 DPR 600/1973) possono incidere sulla validità parziale dell'atto cautelare, ma non tolgono automaticamente l'efficacia interruttiva degli atti stessi salvo accertamento di nullità.
- Prima di considerare un credito prescritto è necessario verificare la presenza di atti interruttivi (iscrizione ipotecaria, preavviso di fermo, intimazioni) notificati nel periodo rilevante; la data di notifica di tali atti è cruciale per il calcolo del termine prescrizionale.
- Per debiti con ruoli antecedenti e importi inferiori a soglie legislative di cancellazione (es. d.l. 119/2018) va verificata la cessazione della materia del contendere per quelle posizioni.
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