Cassazione Penale, Sentenza n. 07963/2026 del 27/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Roma per diversi profili. Motivi comuni: contestazione della competenza per territorio (sostenendo che il Tribunale di Velletri fosse competente e denunciando un errato riferimento all'art. 51, comma 3-bis c.p.p. e alla perpetuatio iurisdictionis) e contestazione dell'esistenza e della durata dell'associazione finalizzata al narcotraffico (art. 74 d.P.R. n. 309/1990), con censure sulla valutazione delle intercettazioni, sull'utilizzabilità di talune prove (es. dichiarazioni/testimonianza del colonnello Flocker, sentenza GIP acquisita) e sulla riconducibilità di luoghi e beni (negozio compro-oro, garage, appartamento) all'attività associativa. Motivi specifici: per Scardella e Di Stazio si contestava l'appartenenza stabile al sodalizio, la qualificazione di taluni reati e la responsabilità per uno specifico trasporto (capo A5); per Schiavi si contestavano la mancata specificazione di condotte personali, la qualificazione di favoreggiamento vs. partecipazione e la gravità dell'aggravante dell'associazione armata; per Bledar si contestava l'insufficienza delle intercettazioni e l'assenza di contributo concreto; per Doda si impugnava esclusivamente la determinazione della pena (mancata massima estensione delle attenuanti e mancata sostituzione con lavoro di pubblica utilità).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato tutti i ricorsi. In particolare: la censura sulla competenza territoriale è stata ritenuta infondata: la competenza si è definitivamente radicata con il decreto di giudizio immediato per i capi connessi e va valutata al momento del rinvio a giudizio; la doglianza circa l'interpretazione dell'art. 51, comma 3-bis c.p.p. è risultata non avere conseguenze utili per i ricorrenti. Le doglianze sull'esistenza e durata dell'associazione (capo A) sono state dichiarate inammissibili o infondate, con richiamo al principio per cui la valutazione delle intercettazioni e delle risultanze probatorie è rimessa al giudice di merito salvo manifesta illogicità. La Corte ha richiamato i criteri necessari per la configurabilità dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (gruppo stabile, organizzazione di mezzi e apporto non episodico di più partecipi) e ha ritenuto provata la struttura e l'operatività del sodalizio, la riorganizzazione dopo l'arresto del corriere Boscolo e l'uso di basi logistiche e corrieri (Scardella e Di Stazio). Per Schiavi è stata confermata la partecipazione e la detenzione consapevole dell'arma, nonché la sussistenza dell'aggravante dell'associazione armata. Per Bledar sono state ritenute fondate le valutazioni dei giudici di merito sulla sua partecipazione (anche alla luce di intercettazioni e del rinvenimento di stupefacente/arma). Per Doda la Corte ha ritenuto infondati i motivi sulla quantificazione della pena e ha confermato la valutazione di merito che ha escluso la sostituzione con lavoro di pubblica utilità. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali.
Norme richiamate
Norma centrale per l'accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ricorda che per la sua configurabilità occorrono gruppo stabile, organizzazione di mezzi e apporto non episodico. Va distinta la fattispecie aggravata (comma 4, 'associazione armata') e la fattispecie attenuata (comma 6, per reati di lieve entità), applicate secondo i requisiti probatori specifici.
Codice di procedura penale, art. 51, comma 3-bis
Regola le funzioni del pubblico ministero e del GIP in procedimenti per taluni reati; la Corte chiarisce che la modifica delle funzioni in fase di indagini non altera la determinazione della competenza dibattimentale stabilita con il rinvio a giudizio.
Codice di procedura penale, art. 12
Il criterio della connessione è criterio autonomo di attribuzione della competenza: se i reati risultano connessi al momento del rinvio a giudizio la competenza va determinata con riferimento al reato più grave.
Codice di procedura penale, art. 16
Principio che la competenza è determinata dal reato più grave tra quelli connessi; applicato per stabilire la competenza a Roma.
Codice di procedura penale, art. 187, comma 2
Il fatto processuale (quale la competenza) deve essere provato da chi lo deduce: onere dell'allegazione di elementi per dimostrare l'insussistenza della competenza territoriale.
Codice di procedura penale, art. 491, comma 1
Termini per eccepire l'incompetenza: la Corte discute la rilevanza temporale dello stralcio rispetto a tali termini nel quadro della perpetuatio iurisdictionis.
Codice di procedura penale, art. 234
Regole sulla produzione di documenti non definitivi in dibattimento; la Corte segnala che la sentenza del GIP non è stata elemento decisivo per datare l'operatività dell'associazione nel 2017.
Codice di procedura penale, art. 238-bis
Norma richiamata dalla difesa con riferimento all'acquisizione in dibattimento di sentenze non irrevocabili; la Corte distingue l'utilizzo probatorio effettivo dalle mere produzioni documentali.
Regola del concorso di persone nel reato; la Corte distingue il concorso semplice dall'associazione di cui all'art. 74 DPR 309/1990 per la necessità di un quid pluris organizzativo.
Legge n. 895/1967, artt. 2 e 7
Norme in materia di armi richiamate per valutare la disponibilità e la provenienza dell'arma; la Corte applica principi sulla disponibilità materiale e sulla prevedibilità della presenza di armi nell'organizzazione.
Norma sulla ricettazione: la Corte valuta l'eventuale responsabilità per ricettazione in relazione al possesso di armi e alla condotta della ricorrente Schiavi.
Codice penale, art. 59, comma 2
Principio che il coefficiente di colpevolezza va valutato per ogni circostanza (es. aggravante arma); occorre prevedibilità concreta della presenza di armi per l'attribuzione dell'aggravante al singolo partecipante.
Criteri di determinazione della pena: richiamati in relazione alla valutazione delle attenuanti/agggravanti e alla scelta di eventuali pene sostitutive.
Disciplina le pene sostitutive (lavoro di pubblica utilità); la Corte ricorda il potere discrezionale del giudice e le condizioni per l'applicabilità.
Reato di incendio doloso: richiamato nel ricorso di Doda; la Corte conferma la gravità e l'elevato rischio per l'incolumità pubblica come motivo per non estendere le attenuanti.
Codice di procedura penale, art. 606, comma 3
Limite alla novità di censure in Cassazione: la Corte ha dichiarato inammissibili questioni non dedotte in appello o proposte per la prima volta in sede di legittimità.
Massime di principio
- La competenza territoriale determinata al momento del rinvio a giudizio (anche in presenza di giudizio immediato) prevale su eventi successivi: la connessione tra reati stabilita al rinvio fissa la competenza e la perpetuatio iurisdictionis tutela tale stabilità.
- Il criterio della connessione (art. 12 c.p.p.) è autonomo e può radicare la competenza del giudice rispetto al reato più grave tra quelli connessi, anche se posizioni di coimputati vengono successivamente stralciate o separate.
- In Cassazione non è possibile una nuova valutazione libera delle prove di merito: l'apprezzamento delle intercettazioni, delle prove testimoniali e dei servizi di osservazione è riservato ai giudici di merito e sindacabile solo per manifesta illogicità o insufficienza motivazionale.
- Per configurare l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 DPR 309/1990) occorrono tre elementi fondamentali: gruppo consapevole, organizzazione di mezzi e apporto individuale non episodico di almeno tre partecipi; la mera cooperazione occasionale o il piccolo spaccio non bastano.
- La circostanza aggravante 'associazione armata' richiede prova che le armi non siano destinate esclusivamente all'uso personale e che la presenza di armi fosse prevedibile dal singolo partecipante (coefficiente di colpevolezza specifico).
- L'eventuale qualificazione della fattispecie ai sensi dell'art. 74, comma 6 (associazione per reati di lieve entità) richiede prova che l'organizzazione avesse programmato esclusivamente reati di lieve entità e modalità operative incompatibili con reati più gravi; va valutata sulle concrete quantità e modalità di traffico.
- Le censure sulla producibilità o utilizzabilità di singoli atti/documenti (es. sentenze non irrevocabili, dichiarazioni non acquisite) devono essere specificamente dedotte e valutate: la loro mera menzione non assicura l'ammissione del vizio in sede di legittimità.
- La richiesta di sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive (lavoro di pubblica utilità) è rimessa alla discrezionalità del giudice e può essere negata per precedenti penali, rischio di inadempimento o pericolosità concreta emersa dalla gravità del fatto.
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