Cassazione Penale, Sentenza n. 07720/2026 del 27/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva assolto Anna Salerno dal reato di cui all'art. 590-bis c.p., denunciando un vizio di motivazione sul piano della prevedibilità ed evitabilità dell'evento. Ha censurato la valutazione della Corte territoriale secondo cui la presenza dell'uomo sulla carreggiata sarebbe stata imprevedibile per "eccezionalità"; ha richiamato elementi probatori che indicano invece prevedibilità ed evitabilità: la bicicletta riversa al centro della carreggiata, le dichiarazioni della passeggera di aver visto "un secondo oggetto", la consulenza del P.M. che stimava la percepibilità dell'ostacolo a 50-60 metri e la possibilità della frenata non ostacolata da altri veicoli, nonché le condizioni meteo/visibilità favorevoli
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ritenendo la motivazione della Corte d'appello carente e contraddittoria: la prevedibilità della presenza dell'uomo non poteva essere esclusa con argomentazione astratta basata su "anormalità" della situazione, soprattutto alla luce della bicicletta in carreggiata e delle dichiarazioni della passeggera; inoltre la Corte territoriale ha omesso di valutare adeguatamente l'evitabilità dell'evento (tempo di reazione, velocità, distanza di visibilità e possibilità di frenata). Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata nella parte motivazionale e la decisione cassazionale dispone l'annullamento con rinvio per nuovo esame (ovvero ordinaria conseguente rimessione ad altra sezione della Corte d'appello per un giudizio che valuti espressamente prevedibilità ed evitabilità).
Norme richiamate
art. 141, comma 2, Codice della strada (legge n. 285/1992)
Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.
La Corte interpreta la norma nel senso che il conducente ha l'obbligo di moderare la marcia e, in presenza di incertezza sulla natura di oggetti sulla carreggiata, deve adottare maggiore cautela (frenare o arrestare la marcia) se la presenza di un ostacolo è prevedibile entro il limite di visibilità
art. 590-bis c.p.
Norma relativa al reato contestato (attentato alla sicurezza della circolazione stradale con conseguenti lesioni). Nella decisione la questione sostanziale della responsabilità penale è riaperta in quanto la Corte di cassazione ha censurato la motivazione sull'imprevedibilità/evitabilità; la valutazione della colpevolezza deve tener conto delle precisazioni richieste dalla Suprema Corte
Massime di principio
- La presenza di un veicolo o di una bicicletta abbandonata sulla carreggiata rende prevedibile, entro i limiti della normale esperienza, la possibile presenza del conducente o di terzi: l'incertezza sulla natura dell'ostacolo aumenta l'obbligo di cautela del conducente
- Il comportamento imprudente di terzi non esonera automaticamente il conducente dalla responsabilità quando tale comportamento rientra nella sfera della prevedibilità; l'affidamento ha un limite nel dovere di prevedere e gestire anche il rischio derivante da condotte altrui
- In casi di sinistro per manovra di emergenza il giudice deve motivare specificamente sulla prevedibilità e sull'evitabilità dell'evento valutando tempo di reazione, velocità effettiva, condizioni di visibilità e possibilità concreta di frenata o arresto
- Dichiarazioni rese da passeggeri o consulenze tecniche che indicano percepibilità dell'ostacolo a distanza rilevante (es. 50-60 m) sono elementi decisivi e la loro valutazione non può essere omessa o trattata in modo contraddittorio
- In circostanze di scarsa illuminazione l'uso di anabbaglianti/abbaglianti e la loro effettiva azione sulla visibilità devono essere considerati nel giudizio di prevedibilità ed evitabilità
- Se la motivazione di un giudice di merito è lacunosa o contraddittoria rispetto a richieste di annullamento della Cassazione, la Suprema Corte annulla e rinvia per un nuovo esame; pertanto le valutazioni tecnico-probatorie rilevanti devono essere affrontate esplicitamente dal giudice che riesamina il caso
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