Cassazione Penale, Sentenza n. 07727/2026 del 27/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso è stato proposto per violazione dell'art. 120 cod. pen.; il Tribunale di Brescia aveva ritenuto che, nonostante la sopravvenuta procedibilità a querela, il "verbale di ricezione di querela orale" firmato dalla persona offesa non fosse idoneo a fondare la procedibilità del reato di furto aggravato dalla violenza sulle cose, rilevando quindi un difetto della condizione di procedibilità
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha verificato negli atti la presenza di una valida querela (la persona offesa si è recata dai Carabinieri, ha denunciato il furto mediante verbale di ricezione di querela orale, ha manifestato esplicitamente la volontà di procedere e ha sottoscritto gli avvisi di legge). Ha affermato che la querela non richiede forme sacramentali e va interpretata secondo il principio del "favor querelae". Il Tribunale ha quindi errato nel ritenere assente la condizione di procedibilità. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Brescia in diversa composizione per l'ulteriore corso
Norme richiamate
art. 120 cod. pen.
Il motivo del ricorso era fondato sulla presunta violazione di questa norma; la Corte ha appurato che il Tribunale ha erroneamente escluso la procedibilità nonostante la presenza di una querela valida
art. 408 cod. proc. pen.
La persona offesa aveva dichiarato di non voler essere informata, ai sensi dell'art. 408 c.p.p., di una eventuale richiesta di archiviazione: la Corte rileva che tale volontà di non essere informato non esclude la validità della querela e la condizione di procedibilità
Principio del "favor querelae" e giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 10462 del 21/01/2025; Sez. 5, n. 2665 del 12/10/2021)
La Corte richiama il principio per cui la manifestazione della volontà di punizione da parte della persona offesa non richiede forme particolari e, in caso di incertezza, gli atti vanno interpretati a favore della querela; pertanto atti come il verbale orale sottoscritto possono integrare una querela valida
Massime di principio
- La querela per i reati perseguibili a querela non richiede formalità speciali: anche una denuncia/querela orale verbalizzata e sottoscritta può costituire valida querela
- La sottoscrizione del verbale in cui è espressa la volontà di procedere è elemento decisivo per la procedibilità; la mera mancanza di formule rituali non annulla la querela
- In caso di dubbio sull'esistenza della querela, il giudice deve applicare il principio del "favor querelae" interpretando gli atti in modo favorevole alla procedibilità
- La dichiarazione della persona offesa di non voler essere informata dell'eventuale richiesta di archiviazione (art. 408 c.p.p.) non incide sulla validità della querela e sulla condizione di procedibilità
- Se il giudice di merito esclude erroneamente la procedibilità per assenza di querela, la Cassazione può annullare la sentenza e disporre la trasmissione degli atti per il prosieguo del procedimento
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