Cassazione Civile, Sentenza n. 24061/2022 del 03/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Genova che aveva dichiarato che il bene contestato (terreno con sovrastante manufatto ad uso abitativo, originariamente appartenente alla Badia Benedettina) è di proprietà dello Stato e li aveva condannati al pagamento di un'indennità per occupazione sine titulo. Essi sostenevano di aver acquistato il bene per usucapione (anche con riferimento all'istituto dell'usucapione abbreviata di cui all'art.1159-bis c.c.), contestavano la persistenza della confisca disposta in sede penale (art.240 c.p.) e deducevano errori di valutazione del giudice di merito circa la qualificazione della loro relazione con la res (possesso vs detenzione), la rilevanza di un pagamento effettuato nel 1987, la ricomprensione del cespite nel vincolo storico-artistico e la qualificazione demaniale dei beni; chiedevano la cassazione per violazioni di norme processuali e sostanziali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che i ricorrenti avrebbero dovuto, prima di adire il giudice civile, proporre incidente di esecuzione avanti al giudice dell'esecuzione penale per ottenere la revoca o la restituzione del bene oggetto di confisca; ha ritenuto inammissibili o infondate le censure relative all'usucapione poiché la Corte d'Appello ha accertato (in fatto) che l'Alboreo era in posizione di mera detenzione rispetto ai monaci benedettini e non ha dimostrato un atto di interversio possessionis idoneo a trasformare la detenzione in possesso utile ad usucapione; ha inoltre escluso la rilevanza di eventuali imprecisioni terminologiche nella motivazione e ha confermato la condanna dei ricorrenti al pagamento dell'indennità di occupazione e delle spese di giudizio. Le spese di cassazione sono state poste a carico dei ricorrenti.
Norme richiamate
La confisca penale è una misura reale (non qualificata come pena) e la sua applicazione produce effetti che devono essere contestati tramite il giudice dell'esecuzione penale; la confisca dispone l'acquisto a titolo originario e, se resa irrevocabile, fa stato nei confronti delle parti del processo penale.
Rinvocata dai ricorrenti per l'usucapione abbreviata, la norma è stata valutata dalla Corte come non applicabile in mancanza di prova del possesso utile (interversio) e in presenza di detenzione riconosciuta nei rapporti originari con i monaci.
Richiamato come possibile base normativa per l'usucapione ordinaria; la corte ha comunque ritenuto insussistente il possesso usucapionevole per i motivi di fatto indicati.
Indica le forme dell'incidente di esecuzione e la competenza del giudice penale per le questioni connesse alla restituzione di beni sequestrati o confiscati; la Corte ha ribadito l'obbligo di esperire tale rimedio prima di agire civilmente.
Se nel giudice dell'esecuzione penale sorge una controversia sulla proprietà della cosa, la questione va rimessa al giudice civile competente; principio richiamato per spiegare la ripartizione di competenze tra giudice penale ed civile.
Richiamati nella giurisprudenza citata quale strumento procedurale per le pretese restitutive nei confronti di beni sottoposti a misure reali disposte in sede penale.
Norma di cassazione richiamata nei motivi; la Corte ha usato le relative possibilità di sindacato (vizi di motivazione e violazioni di legge) per respingere le censure, ritenendo molte questioni come valutazioni di fatto insindacabili in sede di legittimità.
Il principio della motivazione: la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello sufficientemente comprensibile e a prova del 'minimo costituzionale' richiesto, nonostante alcune imprecisioni terminologiche.
Richiamato in relazione alla domanda risarcitoria: la Corte ha confermato che l'occupazione senza titolo di un bene altrui integra danno suscettibile di indennizzo a favore del proprietario (qui il demanio).
Norme sul demanio: la Corte ha ritenuto che questioni circa la natura demaniale o l'inclusione nel vincolo storico-artistico siano irrilevanti ove manchi il possesso idoneo ad usucapione; la qualificazione del bene non muta l'obbligo procedurale di impugnare la confisca in sede penale.
Richiamato da ricorrenti in ordine al possesso e all'acquisto, la Corte ha ritenuto che l'assenza di prova dell'interversio possessionis renda inapplicabile la sua tutela ai fini usucapionari.
Richiamati nelle doglianze sui profili di legittimazione e prova; la Corte ha ritenuto le censure generiche e in parte contraddittorie rispetto alla condotta processuale dei ricorrenti (che avevano evocato in giudizio le amministrazioni statali).
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n.115/2002
Richiamato in ordine all'obbligo di versamento di un ulteriore contributo unificato in relazione al tenore della pronuncia; la Corte ne dà atto nella sentenza.
Massime di principio
- Se un bene è stato sequestrato o confiscato in sede penale, il terzo che ne contesta la legittimità deve proporre incidente di esecuzione avanti al giudice dell'esecuzione penale prima di esperire una controversia piena davanti al giudice civile; il giudice penale decide sulla restituzione o rimette la questione di proprietà al giudice civile.
- La confisca divenuta irrevocabile costituisce acquisto a titolo originario dello Stato e fa stato nei confronti delle parti del processo penale; i terzi non partecipanti devono usare gli strumenti dell'esecuzione penale per ottenere la revoca.
- Per ottenere l'usucapione è necessario provare il possesso, non la mera detenzione: serve l'interversio possessionis; l'accertamento della natura del rapporto (detenzione vs possesso) è valutazione fattuale che difficilmente è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.
- La sopravvenuta abolizione della norma incriminatrice non elimina automaticamente gli effetti di una confisca: l'eventuale impugnazione della misura reale resta in sede esecutiva e non rende automaticamente proponibile una domanda civile bypassando il giudice penale.
- Questioni relative alla qualificazione demaniale o ai vincoli (storico-artistici) possono essere irrilevanti se viene meno il presupposto possessorio necessario per l'usucapione; tuttavia, la natura del bene incide sul rimedio e sulla titolarità e va opportunamente valutata se il possesso è provato.
- L'occupazione senza titolo di un bene altrui può determinare un'obbligazione risarcitoria/indennitaria a favore del proprietario legittimo, anche quando il bene è in gestione statale.
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