Cassazione Civile, Sentenza n. 24058/2022 del 03/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto il risarcimento dei danni e l'esecuzione delle opere di adeguamento del cortile comune e dei cancelli di ingresso conformemente a delibere assembleari (15/12/2000 e 19/04/2001) e al verbale di conciliazione del 19/12/2000, censurando l'esecuzione difforme dei lavori, la mancata applicazione del regolamento del parcheggio e l'omessa vigilanza/sanzione da parte degli amministratori e del Condominio.
La decisione
Il Tribunale ha rigettato le domande di Tomasich. La Corte d'appello ha confermato il rigetto ritenendo non provata la condotta illegittima degli amministratori né l'esistenza e il nesso causale del danno; ha inoltre condannato l'appellante alla rifusione delle spese di entrambi i gradi. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi diretti al merito (es.: mancata prova del fatto potenzialmente dannoso, valutazione della prova, interrogatorio formale, responsabilità ex mandato) ma ha accolto il settimo motivo relativo alle spese, ritenendo che il giudice d'appello non poteva modificare la statuizione sulle spese del primo grado in assenza di appello incidentale; perciò la sentenza d'appello è cassata senza rinvio limitatamente alla regolazione delle spese, ripristinando la compensazione disposta in primo grado. Per il resto la decisione di merito è confermata. La Cassazione ha altresì disposto la compensazione parziale delle spese di legittimità come da dispositivo.
Norme richiamate
art. 112 c.p.c.
Riferito nella censura sulla qualificazione delle domande (principio relativo alla formulazione delle conclusioni), la Corte ha ritenuto che non potesse operare la ricostruzione favorevole al ricorrente rispetto a quanto effettivamente dedotto.
art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.
Norma invocata per i motivi di cassazione relativi a violazione di legge e falsa applicazione di norme processuali; la Corte l'ha usata come parametro per valutare le censure sulla motivazione e sulla valutazione della prova.
art. 232 c.p.c.
Regola sull'interrogatorio formale: la Corte ha ricordato che la mancata risposta non produce automaticamente confessione, ma lascia al giudice la facoltà di ritenere ammessi i fatti, valutandoli in coordinamento con il resto della prova.
art. 115 c.p.c.
Principio del libero convincimento del giudice e dei limiti della sindacabilità in Cassazione della valutazione delle fonti di prova; la Corte ha richiamato che non è consentita nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità.
art. 1703 e ss. c.c.
Richiamate nel motivo sulla responsabilità del mandatario (amministratore): la Corte ha ritenuto che non fosse provata la violazione degli obblighi di mandato tali da integrare responsabilità degli amministratori.
artt. 329 e 336 c.p.c.
Norme relative alla decisione d'appello e alla competenza nella regolazione delle spese: la Corte ha applicato il principio che l'appello non legittima il giudice di merito a modificare le spese di primo grado in assenza di gravame specifico.
art. 382 c.p.c.
Richiamato per la cassazione senza rinvio: la Corte ha cassato la parte della sentenza d'appello relativa alle spese senza rinviare perché l'intervento era illegittimo e l'effetto è il ripristino della statuizione di primo grado.
art. 183, sesto comma, n. 1 c.p.c.
Richiamata perché il ricorrente aveva depositato memoria ai sensi dell'articolo; usata per ricostruire la formulazione delle domande e delle conclusioni processuali.
art. 116 c.p.c.
Richiamato indirettamente per affermare i limiti della rilevazione di fatti in sede di legittimità e la natura del convincimento del giudice di merito.
Massime di principio
- Per ottenere una condanna generica al risarcimento è necessario non solo provare l'illegittimità della condotta, ma anche, almeno sommariamente, la potenzialità dannosa e il nesso causale: la mera difformità formale dalle delibere non basta se non è provato il nocumento e il rapporto di causa-effetto.
- In contenziosi sui lavori sulle parti comuni, il condomino di norma agisce contro l'amministratore (rappresentante del condominio) per la vigilanza; l'azione diretta contro il condominio o contro l'impresa richiede specifica dimostrazione delle rispettive responsabilità.
- L'interrogatorio formale non produce automaticamente effetto confessorio se non si risponde: il giudice può considerare ammessi i fatti, ma deve valutare tale omissione in combinazione con tutte le altre prove; non è un mezzo che da solo decide la controversia.
- La documentazione tecnica (capitolati, planimetrie, progetti esecutivi, relazioni tecniche, direttore dei lavori) è cruciale: senza elementi tecnici certi il giudice può ritenere il progetto meramente indicativo e giustificare modifiche in corso d'opera.
- In appello il giudice non può modificare la statuizione sulle spese del primo grado in assenza di appello incidentale sul punto: la regolazione delle spese è autonoma e richiede impugnazione specifica per essere riformata.
- Se si contesta l'operato degli amministratori, è importante dimostrare non solo la modifica dei lavori ma anche che le modifiche non erano motivate da esigenze tecniche/verificate dal direttore lavori, e che gli amministratori non hanno adempiuto al loro dovere di informazione e vigilanza.
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