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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4930/2024 del 05/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che, pur ritenendo in parte attendibile la sua versione dei fatti, ha: 1) negato il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (art. 62bis c.p.), contestando la decisione come contraddittoria e manifestamente illogica perché l'appello avrebbe valorizzato elementi favorevoli alla versione difensiva e tuttavia non li avrebbe ritenuti idonei a concedere le generiche; 2) confermato la revoca della patente (artt. 218 e 222 Cod. Strada) invece della sua sospensione, nonostante il Greco fosse conducente professionale e avesse documentato il pregiudizio lavorativo, sostenendo che tale circostanza non fosse stata adeguatamente considerata dall'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che non sussista contraddizione nel diniego delle circostanze attenuanti generiche: l'appello ha correttamente valorizzato aspetti successivi al fatto ma ha privilegiato, ai fini della valutazione sulle generiche, la gravità della condotta di guida e l'offensività del risultato. Quanto alla revoca della patente, la Corte ha confermato la legittimità della decisione dell'appello: la sentenza territoriale ha motivato che la condotta (guida in stato di ebbrezza, velocità molto elevata in centro abitato, assenza di cintura, inosservanza della segnaletica, violento urto con effetti devastanti) giustifica la revoca e che la professionalità del conducente aggrava la valutazione. La Cassazione ha inoltre condannato il ricorrente alle spese del procedimento e alla sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 589-bis c.p.

    Riferimento alla fattispecie di omicidio stradale e alla sua lettura unitaria nei capi a) e b); la Corte territoriale ha unificato le imputazioni nella tipologia di cui all'ultimo comma dell'art. 589-bis.

  • art. 590-bis c.p.

    Richiamato in relazione alle lesioni personali stradali gravi/gravissime; la Corte di merito ha valutato le aggravanti e le circostanze concorrenti congiuntamente alle altre fattispecie.

  • art. 589-ter c.p.

    Norma aggravante citata in primo grado ma esclusa in appello; la Corte territoriale ha ritenuto insussistente l'aggravante contestata.

  • art. 186 cod. strada

    Richiamato (in particolare i commi relativi all'ebbrezza). Le violazioni connesse all'ebbrezza sono state considerate assorbite nelle fattispecie penali principali.

  • art. 189 cod. strada

    Rilevato in capo d'imputazione ma poi escluso dall'appello in relazione al comma 7; la Corte d'appello ha assolto per insussistenza del fatto rispetto a quella specifica autonomia di reato.

  • art. 62 n.6 c.p.

    Richiamato in relazione alla concorrenza di circostanze e alle aggravanti; la decisione di merito ha tenuto conto delle circostanze concorrenti ai fini della misura della pena.

  • art. 62-bis c.p.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto legittimo il diniego: il giudice può privilegiare la gravità della condotta e l'offensività del fatto come elementi decisivi per negare le generiche, anche se valorizza altri elementi a fini diversi.

  • artt. 218 e 222 cod. strada

    Norme relative alle sanzioni amministrative accessorie (revoca/sospensione patente). La Corte ha confermato la revoca della patente alla luce della gravità della condotta (in particolare guida in stato d'ebbrezza con violenze conseguenti); ha ritenuto che la professionalità del conducente aggravi la valutazione e che, per i casi aggravati dall'ebbrezza, la revoca sia la sanzione coerente.

  • sentenza Corte Costituzionale n. 88/2019

    "nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna, ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui agli artt. 589 bis ... e 590 bis ... il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa ... allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti ..."

    La Corte di Cassazione chiarisce che la sentenza costituzionale 88/2019 non è applicabile al caso in cui ricorra l'aggravante della guida in stato di ebbrezza: in tali ipotesi la revoca della patente consegue senza onere motivazionale specifico per il giudice e la possibilità di sospensione alternativa è esclusa se ricorre l'aggravante prevista.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiama il limite della motivazione del ricorso in Cassazione: il ricorrente ha dedotto i motivi nei limiti strettamente necessari, come richiesto dall'articolo.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria per i ricorsi dichiarati inammissibili; applicata dalla Corte nella sentenza impugnata.

  • sentenza Corte Costituzionale n. 183/2011

    Richiamata dal ricorrente in tema di concessione delle attenuanti; citata per sostenere principi di diritto ma la Cassazione non l'ha ritenuta idonea a mutare l'esito del rigetto delle censure.

Massime di principio

  • La mera valorizzazione di elementi favorevoli alla versione difensiva da parte del giudice d'appello non implica automaticamente il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche: il giudice può selezionare e privilegiare alcuni elementi ritenuti decisivi (es. gravità della condotta) e negare le generiche per motivi congrui.
  • È legittima la doppia valutazione dello stesso fatto per fini diversi (es. valutazione sulla riconoscibilità dell'aggravante, determinazione della pena base, e concessione/negazione delle attenuanti generiche), purché il ragionamento sia coerente e motivato.
  • In reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza, la revoca della patente costituisce una conseguenza che può essere applicata senza che il giudice debba necessariamente motivare per iscritto l'impossibilità di sostituirla con la sospensione quando ricorrono le aggravanti previste; la qualità di conducente professionale può, anzi, aggravare la valutazione della gravità della condotta.
  • Per impugnare efficacemente una decisione di merito in Cassazione occorre proporre censure nuove o dimostrare vizi di diritto: la mera riproposizione acritica di doglianze già esaminate e risolte in sede di appello rende il ricorso inammissibile.
  • Il giudice non è tenuto a considerare ogni elemento favorevole e sfavorevole emerso nel processo; è sufficiente che indichi quelli ritenuti decisivi per la decisione, purché la motivazione sia logica e coerente.

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