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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31930/2021 del 05/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

A seguito di processo verbale di constatazione, l'Amministrazione finanziaria emetteva avviso di accertamento contestando alla società, per l'anno d'imposta 2007, l'indeducibilità di costi per euro 11.000.000 contabilizzati come "Ansaldo Energia S.p.A.". La spesa derivava da un accordo transattivo stipulato tra la società e Ansaldo Energia S.p.A. per fronteggiare pretese risarcitorie avanzate da ex lavoratori di un sito siderurgico ceduto da una controllata, i quali avevano agito per danno biologico da esposizione all'amianto. La società impugnava l'atto e otteneva accoglimento in primo e secondo grado. L'Agenzia ricorreva per cassazione con due motivi: 1) violazione e falsa applicazione dell'art. 109 TUIR e del principio di inerenza, assumendo che i costi per risarcimenti e transazioni relative a responsabilità extracontrattuale per danni ai lavoratori sono estranei all'attività produttiva e quindi non deducibili; 2) erronea applicazione dell'art. 8 d.l. 16/2012 conv. in l. 44/2012, sostenendo che la fattispecie non rientrava nella norma invocata dai giudici di merito.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha affermato che il principio di inerenza richiede un nesso qualitativo tra costo e attività d'impresa e che, nella specie, la spesa per la transazione/risarcimento relativa a danni da illecito verso i lavoratori non era funzionale alla produzione del reddito né riconducibile alla sfera aziendale in senso fiscale. Ha quindi cassato la sentenza della CTR e, non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito rigettando l'originario ricorso della società contribuente. Ha inoltre compensato integralmente le spese dei gradi di merito e condannato la società alle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 109 TUIR

    Il requisito dell'inerenza esprime la necessità di riferire i costi all'esercizio dell'impresa; il giudizio è qualitativo e non richiede valutazioni di utilità o congruità. I costi non funzionali alla produzione del reddito o estranei alla sfera aziendale non sono deducibili.

  • art. 101 TUIR

    Richiamato nell'avviso di accertamento insieme all'art. 109 TUIR quale base della contestazione sull'indeducibilità dei costi.

  • art. 14, comma 4-bis, L. 537/1993

    La norma, come modificata dal d.l. 16/2012, riguarda solo le spese direttamente utilizzate per il compimento di atti o attività costituenti reato; fuori da tale ipotesi resta fermo il regime ordinario di deducibilità previsto dal TUIR.

  • art. 8, comma 1, d.l. 16/2012 conv. in L. 44/2012

    È il testo che ha introdotto la formulazione retroattiva in bonam partem dell'art. 14, comma 4-bis, L. 537/1993.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro formale dei motivi di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 384, secondo comma, ultima parte, c.p.c.

    Consente alla Corte, in assenza di ulteriori accertamenti di fatto, di decidere la causa nel merito dopo la cassazione della sentenza impugnata.

  • art. 2043 c.c.

    Richiamato per qualificare la responsabilità extracontrattuale da illecito verso i lavoratori; tuttavia tale qualificazione è ritenuta irrilevante ai fini fiscali dell'inerenza.

  • art. 2087 c.c.

    Richiamato per evidenziare il possibile profilo di responsabilità contrattuale datoriale verso i lavoratori, anch'esso ritenuto irrilevante nel giudizio fiscale sull'inerenza.

  • art. 1218 c.c.

    Richiamato come riferimento alla responsabilità contrattuale; la Corte precisa che, ai fini della deducibilità, conta il collegamento con l'attività d'impresa, non il titolo di responsabilità.

  • art. 41, comma 2, Cost.

    Richiamato per sottolineare che l'attività d'impresa deve svolgersi in modo da non ledere l'utilità sociale e la sicurezza/ libertà/dignità umana; le condotte contra ius restano esterne alla sfera aziendale rilevante fiscalmente.

Massime di principio

  • Il principio di inerenza dei costi deducibili richiede un collegamento qualitativo tra la spesa e l'attività d'impresa: sono deducibili solo gli oneri sostenuti in funzione dell'esercizio dell'impresa o della produzione del reddito, mentre restano indeducibili quelli estranei alla sfera aziendale.
  • Ai fini fiscali, non rileva il titolo della responsabilità da cui deriva la spesa (contrattuale o extracontrattuale): ciò che conta è se l'evento generatore del costo appartenga o meno all'attività produttiva dell'impresa.
  • Le spese sostenute per risarcire danni derivanti da condotte illecite dell'impresa verso i lavoratori non sono automaticamente inerenti solo perché originano da fatti occorsi nell'ambito aziendale; occorre verificare se siano funzionali alla produzione del reddito o, al contrario, conseguano a fatti contra ius esterni alla normale vita d'impresa.
  • La disciplina speciale introdotta dall'art. 14, comma 4-bis, L. 537/1993, come modificata nel 2012, incide solo sulle spese direttamente utilizzate per il compimento di reati; fuori da tale perimetro resta applicabile il regime generale di deducibilità del TUIR.
  • Se la causa è decisa in cassazione senza rinvio per assenza di ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può definire il merito rigettando l'originario ricorso introduttivo del contribuente.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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