Cassazione Penale, Sentenza n. 29068/2024 del 18/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d’appello di Roma del 16/01/2023 che confermava la condanna, pronunciata con rito abbreviato dal G.I.P. di Civitavecchia (14/04/2022), per detenzione di sostanze stupefacenti (artt.110 c.p., 73, comma 4, d.P.R. n.309/1990). In particolare Daniele Masia deduce la nullità della sentenza di appello per averla pronunciata con rito cartolare (senza trattazione orale) nonostante il difensore avesse tempestivamente richiesto la trattazione orale con PEC il 19/12/2022. I coimputati Iannotta, Ruiu e Arrica sollevano analoghe doglianze in relazione al mancato rinvio per legittimo impedimento del difensore in primo grado e contestano l'insufficienza delle prove ai fini della condanna.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato e assorbente il ricorso di Daniele Masia. Ha accertato documentalmente la tempestiva richiesta di trattazione orale trasmessa via PEC il 19/12/2022 al recapito ufficiale della Corte d'appello di Roma e ha richiamato la normativa e la giurisprudenza che impongono la trattazione orale quando la richiesta è tempestiva. Considerata la deduzione in cassazione, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello affinché proceda "in presenza" nei confronti di tutti gli imputati. L'annullamento della sentenza impugnata ha reso superfluo l'esame nel merito dei motivi proposti dagli altri ricorrenti.
Norme richiamate
Norma richiamata per la concorso nel reato; utilizzata per qualificare il reato cui i ricorrenti sono stati ritenuti partecipi.
D.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 4
Norma sostanziale sugli stupefacenti che regola la fattispecie contestata (detenzione ai fini di spaccio); applicata per la determinazione della responsabilità penale.
Decreto-legge n. 137 del 2020, art. 23-bis, comma 4
Previsione normativa sulla facoltà di richiedere la trattazione orale dell'appello mediante comunicazione telematica; la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina per valutare la tempestività e l'efficacia della richiesta inoltrata via PEC.
Decreto-legge n. 137 del 2020, art. 24, comma 4
Riferimento operativo relativo agli indirizzi PEC indicati dal Direttore Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati; utile per verificare la correttezza dell'invio telematico della richiesta.
Codice di procedura penale, art. 179, comma 1
Richiamato nel dibattito giurisprudenziale come possibile fondamento della nullità assoluta quando il processo si svolge senza la presenza del difensore in casi di necessaria partecipazione; la Corte ne considera la rilevanza nell'ambito della divisione giurisprudenziale sul carattere della nullità.
Decreto legislativo n. 150 del 2022, art. 94, comma 2
Richiamo sulla disciplina transitoria che estende l'applicabilità delle norme (come l'art. 23-bis) alle impugnazioni proposte entro termini specifici; utilizzato per stabilire che la norma fosse applicabile al caso concreto.
Decreto-legge n. 215 del 2023, art. 11, comma 7 (convertito dalla legge n. 18 del 2024)
Ulteriore intervento normativo richiamato per la determinazione del periodo di applicabilità delle disposizioni che regolano le impugnazioni e le richieste di trattazione orale.
Decreto-legge n. 162 del 31/10/2022, art. 5-duodecies (convertito dalla legge n.199/2022)
Norma transitoria richiamata per la decorrenza delle disposizioni sulle impugnazioni; utile a stabilire che la disciplina invocata si applicava all'appello in questione.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 3, n. 38164 del 15/06/2022; Sez. 5, n. 44646 del 14/10/2021; Sez. 6, n. 16080 del 20/03/2024)
Citate per illustrare il contrasto dottrinale e giurisprudenziale: un orientamento qualifica la mancata trattazione orale nonostante la richiesta come nullità rilevabile in cassazione a regime intermedio; un altro orientamento ritiene la nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p. La Corte ha comunque ritenuto fondata la doglianza e ha annullato la sentenza.
Massime di principio
- La richiesta tempestiva di trattazione orale dell'appello, adeguatamente inviata al recapito ufficiale indicato (es. PEC della Corte), impone la celebrazione dell'udienza in presenza: la mancata effettuazione della trattazione orale può determinare la nullità della sentenza di appello favorevole o sfavorevole all'imputato.
- La tempestività e la correttezza formale dell'invio (PEC al recapito istituzionale) sono decisive: se documentabile, la richiesta tutela il diritto al contraddittorio e può prosperare in cassazione anche se la giurisprudenza è divisa sul carattere e sugli effetti della nullità.
- La violazione del diritto alla trattazione orale di uno degli imputati si estende a tutti i coimputati nel processo di appello: la trattazione orale richiesta da un difensore impone che l'intero procedimento sia svolto 'in presenza' per tutti.
- In caso di controversia interpretativa della giurisprudenza (nullità relativa vs assoluta), è corretto dedurre la nullità in cassazione; se accolta, la Corte può annullare la sentenza e disporre che il giudice di merito proceda nuovamente in presenza.
- Nel pianificare la difesa, è consigliabile inviare tempestivamente e per iscritto (PEC) qualsiasi istanza procesale rilevante, annotando la prova dell'invio e l'indirizzo PEC ufficiale della sede giudicante, poiché la mancata attenzione a tali aspetti formali può compromettere il diritto alla trattazione orale e il contraddittorio.
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