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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29049/2024 del 18/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo con due motivi: 1) incompetenza per territorio del Tribunale di Trapani in relazione ai reati di sostituzione di persona (capo A) e truffa (capo B), deducendo la necessità di applicare le regole suppletive di determinazione della competenza ex art. 9 c.p.p.; 2) vizi di motivazione e violazione delle norme procedurali (art. 90 e 336 c.p.p.) in ordine all'individuazione della persona offesa dal reato di truffa e alla legittimazione di Giuseppa Matranga a presentare querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che il primo motivo non fosse manifestamente infondato, poiché la Corte d'appello aveva fornito una motivazione meramente assertiva sull'esercizio territoriale dei reati (consumati ad Alcamo). Tuttavia, nella pendenza del giudizio di legittimità i reati contestati (art. 494 c.p. e art. 640 c.p., consumati il 13/05/2016) si sono estinti per prescrizione (termine di sette anni e mezzo, con sospensione di 124 giorni). Per tale ragione la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    Norma sulle ipotesi di ricorso per cassazione; richiamata quale parametro per valutare i motivi dedotti (lett. b ed e) e per qualificare i profili di inosservanza di legge e motivazione.

  • art. 8 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla determinazione della competenza; la Corte di Cassazione sottolinea l'obbligo di motivazione sulla competenza territoriale quando dedotta.

  • art. 9 c.p.p.

    Norma sulle regole suppletive per la determinazione della competenza per territorio; il ricorrente ha fatto valere la sua applicazione, e la Cassazione ha osservato che la Corte d'appello ha dato valutazioni meramente assertive anziché un'adeguata applicazione di tali criteri.

  • art. 90 c.p.p.

    Riguarda la capacità processuale delle persone offese e la legittimazione a presentare querela; implicato nel secondo motivo relativo all'individuazione della persona offesa nella truffa.

  • art. 336 c.p.p.

    Norma relativa ai vizi di motivazione delle sentenze; richiamata dal ricorrente per censurare la motivazione della Corte d'appello sull'identificazione della persona offesa e sulla legittimazione a querelare.

  • art. 494 c.p.

    Delitto di sostituzione di persona; indicato come uno dei reati contestati e dichiarato estinto per prescrizione nel giudizio di legittimità.

  • art. 640 c.p.

    Delitto di truffa; indicato come reato contestato (anche riqualificato dalla Corte d'appello in tentativo in parte) e dichiarato estinto per prescrizione nel giudizio di legittimità.

Massime di principio

  • La determinazione della competenza per territorio deve essere adeguatamente motivata: valutazioni meramente assertive della sede di consumazione non sono sufficienti e possono costituire motivo di cassazione.
  • Quando la questione di competenza territoriale è fondata (anche solo non manifestamente infondata), la Cassazione può rilevarla; tuttavia, se nel frattempo è intervenuta l'estinzione del reato per prescrizione, la sentenza impugnata può essere annullata senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato.
  • La legittimazione della persona offesa a proporre querela e l'individuazione della vittima devono essere trattate con motivazione chiara e non contraddittoria; vizi in tali punti possono costituire motivo di annullamento o di censura della decisione di merito.
  • La prescrizione può essere efficacemente opponibile d'ufficio dalla Corte di Cassazione quando emerge dagli atti che il decorso dei termini ha determinato l'estinzione prima della definizione del giudizio di legittimità.
  • In ipotesi di reato procedibile a querela di parte, l'assenza di querela ostacola l'esercizio dell'azione penale nei confronti di soggetti diversi da chi ha effettivamente querelato; tale elemento deve essere chiaramente valutato e motivato dai giudici di merito.

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