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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23191/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società per l’anno d’imposta 2006, fondato su processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza. L’Ufficio aveva recuperato a tassazione, per omessa/tardiva dichiarazione, reddito d’impresa, valore della produzione netta IRAP e volume d’affari IVA, ricostruendo i dati contabili sulla base della documentazione acquisita in verifica. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto solo in parte il ricorso della società, rideterminando al ribasso il reddito imponibile in ragione del riconoscimento di quote di ammortamento, oneri finanziari/straordinari e della diversa collocazione della variazione delle rimanenze. La Commissione tributaria regionale aveva confermato tale decisione. In cassazione l’Agenzia delle Entrate ha dedotto due motivi: 1) violazione degli artt. 102 e 109 T.U.I.R. e dell’art. 16 d.P.R. n. 600/1973, per avere la CTR ammesso la deducibilità delle quote di ammortamento in assenza del registro dei beni ammortizzabili e quindi senza prova dei presupposti di deducibilità; 2) violazione dell’art. 109 T.U.I.R. e dell’art. 2697 c.c., per avere la CTR riconosciuto la deducibilità di generici oneri di gestione e oneri straordinari senza specifica prova di passività certe e precise, oltre ad aver rideterminato il reddito finale in modo non coerente con i dati contabili accertati dall’Ufficio.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati entrambi i motivi del ricorso. Ha affermato che la sola indicazione in bilancio non basta a provare la deducibilità delle quote di ammortamento in mancanza del registro dei beni ammortizzabili, necessario per verificare beni, valori, entrata in funzione e coefficienti applicati. Ha inoltre rilevato che la deduzione di costi ex art. 109, comma 5, T.U.I.R. richiede elementi certi e precisi e non può essere riconosciuta in base a generici oneri non specificamente provati. Poiché la CTR aveva attribuito ulteriori costi deducibili senza adeguata prova, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia tributaria, la deducibilità delle quote di ammortamento presuppone la disponibilità della documentazione contabile obbligatoria, in particolare del registro dei beni ammortizzabili; la mera indicazione del costo nel bilancio non è sufficiente a provarne la deduzione.
  • La deduzione dei componenti negativi di reddito richiede la prova di elementi certi e precisi riferiti a specifiche passività di esercizio; non è consentito riconoscere in via generica la deducibilità di "oneri" non meglio individuati.
  • Quando l'accertamento fiscale è fondato sulla ricostruzione dei ricavi e dei costi, il giudice di merito deve verificare puntualmente la prova dei singoli componenti negativi prima di rideterminare il reddito imponibile.
  • L'onere di dimostrare i presupposti della deduzione fiscale incombe sul contribuente che intenda opporsi all'accertamento dell'Ufficio.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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