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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20405/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla liquidazione, da parte del giudice penale, del compenso spettante a una società per la custodia di un container sequestrato nell'ambito di un procedimento penale. La società aveva chiesto una liquidazione molto più elevata, calcolata sulla base della tariffa giornaliera da essa applicata nel terminal e sostenendo che tale tariffario fosse stato già considerato in altri giudizi come uso locale; in subordine, prospettava l'applicazione dei criteri degli artt. 2225 o 2233 c.c. perché mancava una tariffa specifica per i container. Il tribunale civile, in sede di opposizione, aveva invece ritenuto non provata l'esistenza di usi locali e aveva liquidato il compenso applicando analogicamente la tariffa prevista dal D.M. n. 265/2006 per gli autocarri in area recintata e scoperta. Con il ricorso per cassazione la società denunciava: 1) violazione degli artt. 58 e 59 D.P.R. n. 115/2002 e dell'art. 5 D.M. n. 265/2006, assumendo che, per i beni diversi da veicoli e natanti, la liquidazione dovesse avvenire secondo gli usi locali e, in difetto, secondo gli artt. 2225 o 2233 c.c., non per analogia con la tariffa degli autocarri; 2) violazione dell'art. 23 Cost., perché il compenso riconosciuto sarebbe stato inferiore ai costi vivi sostenuti per la custodia e dunque lesivo del principio di riserva di legge sulle prestazioni patrimoniali imposte.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso. Ha ritenuto infondati entrambi i motivi, confermando l'orientamento secondo cui, per la custodia di container sequestrati in procedimento penale, in assenza di prova di usi locali, è legittima l'applicazione analogica della tariffa prevista dal D.M. n. 265/2006 per gli autocarri in area recintata e scoperta, attesa la similitudine fisica e funzionale tra le categorie di beni quanto a ingombro e oneri di conservazione. La Corte ha inoltre escluso che, in tale materia, possa farsi ricorso residuale agli artt. 2225 o 2233 c.c., perché tali norme riguardano prestazioni professionali intellettuali e non attività di custodia materiale. Quanto alla dedotta violazione dell'art. 23 Cost., la Corte ha osservato che non era richiesta una verifica in fatto dei costi concretamente sostenuti e che il compenso era stato parametrato a tariffe ministeriali, non a una prestazione autoritativamente imposta. Nessuna statuizione sulle spese di legittimità è stata adottata, mentre è stato dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Per la liquidazione dell'indennità di custodia di beni sequestrati in procedimento penale, quando non esista una tariffa specifica applicabile alla categoria del bene, il giudice deve fare riferimento agli usi locali se provati; in difetto di prova degli usi, può ricorrere all'applicazione analogica della tariffa prevista per beni fisicamente e funzionalmente assimilabili.
  • La valutazione dell'analogia tra beni ai fini della tariffa di custodia può fondarsi sulla similitudine dell'ingombro e degli oneri di conservazione, non essendo decisiva la diversa natura giuridica del bene custodito.
  • I criteri degli artt. 2225 e 2233 c.c. non costituiscono parametro residuale generale per ogni compenso dovuto al custode, perché attengono alle prestazioni professionali/intellettuali e non alla mera attività di custodia materiale.
  • La dedotta violazione dell'art. 23 Cost. non può essere affermata solo perché il compenso liquidato risulti inferiore ai costi sostenuti dal custode, se la domanda riguarda un'indennità calcolata secondo tariffe approvate e non il rimborso analitico delle spese vive.
  • In sede di legittimità, la contestazione della prova degli usi locali o dei costi effettivi non può trasformarsi in una richiesta di rivalutazione del fatto, preclusa alla Corte di cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOpposizioni esecutive
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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