Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1970/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania sezione di Salerno, sezione seconda, n. 791 del 28 aprile 2025.

Giustizia amministrativa202503509

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Delibera comunale di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 di un terreno privato occupato per la realizzazione di opere nell’ambito di un piano per insediamenti produttivi, con relativa relazione tecnica e atti presupposti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I proprietari hanno impugnato la delibera comunale di acquisizione sanante, deducendo, tra l’altro, la mancata contestualità tra acquisizione e liquidazione delle somme dovute, il difetto di istruttoria e motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale, l’omessa indicazione delle circostanze dell’indebita utilizzazione dell’area, l’insufficienza del richiamo all’irreversibile trasformazione del fondo, l’assenza di una reale comparazione tra interesse pubblico e privato, l’erroneità dei calcoli indennitari, la mancata considerazione del fatto che una parte del lotto non era stata trasformata, l’assenza di interesse pubblico in quanto il bene era stato inserito in un piano di alienazione e aggiudicato a un terzo, i vizi formali della relazione tecnica, l’acquisizione di un’area più ampia di quella utilizzata e la partecipazione procedimentale solo apparente. Il TAR aveva dichiarato inammissibili per difetto di giurisdizione le contestazioni patrimoniali e respinto le ulteriori censure. In appello, i proprietari hanno contestato tale statuizione, sostenendo che il riferimento agli errori di calcolo era stato prospettato quale elemento sintomatico dell’illegittimità della decisione acquisitiva e non come domanda relativa alla determinazione dell’indennizzo, nonché lamentato l’omessa pronuncia e il difetto di motivazione sulla concreta insussistenza dell’interesse pubblico all’acquisizione, considerato il piano di dismissione e l’aggiudicazione del bene a un terzo.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’eccezione comunale di sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che l’alienazione a un terzo era intervenuta dopo il provvedimento di acquisizione impugnato e non eliminava l’interesse all’annullamento. Ha accolto il primo motivo d’appello, chiarendo che i ricorrenti non avevano chiesto al giudice amministrativo la determinazione dell’indennizzo, ma avevano richiamato l’errore di calcolo quale elemento incidente sulla legittimità complessiva dell’operazione acquisitiva; resta devoluta al giudice ordinario ogni controversia sul quantum dell’indennità. Esaminando congiuntamente i motivi relativi all’omessa pronuncia e al difetto di motivazione, il Collegio ha ritenuto illegittima la delibera perché la relazione tecnica si limitava a richiamare l’irreversibile trasformazione, l’impossibilità o non convenienza della restituzione e la prevalenza dell’interesse pubblico alla conservazione dell’opera, senza confrontarsi con il piano di dismissione del bene e con la sua aggiudicazione a un terzo. L’amministrazione avrebbe dovuto esplicitare le ragioni reali e integrali della scelta, compresa la funzionalizzazione dell’acquisizione alla successiva alienazione e la relativa economicità, effettuando un concreto bilanciamento tra interesse pubblico e interesse privato con riguardo allo specifico immobile. La giustificazione fondata sul piano di riequilibrio finanziario, prospettata soltanto dalla difesa in giudizio, costituisce motivazione postuma non ammissibile. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti, in quanto suscettibili di eventuale emenda nell’esercizio rinnovato del potere. L’appello è stato accolto, la sentenza del TAR è stata riformata e il ricorso di primo grado è stato accolto, con condanna del Comune al pagamento di 5.000 euro per le spese del doppio grado, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    L’acquisizione sanante richiede una valutazione concreta, attuale ed eccezionale della prevalenza dell’interesse pubblico sul diritto del proprietario, riferita allo specifico immobile; non è sufficiente il generico interesse alla regolarizzazione dell’occupazione sine titulo o la mera irreversibile trasformazione del fondo. La motivazione deve rappresentare le ragioni reali e integrali della scelta acquisitiva.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    La motivazione deve dare conto degli elementi istruttori e delle ragioni della decisione, inclusi il piano di dismissione del bene, la successiva alienazione a terzi e la convenienza economica della scelta, ove tali circostanze incidano sulla ponderazione dell’interesse pubblico.

  • art. 194, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 267/2000

    La disposizione è richiamata nella delibera comunale per il riconoscimento del debito fuori bilancio relativo alle spese di giudizio; il Consiglio di Stato non la pone a fondamento diretto della decisione di annullamento.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato in relazione al deposito della memoria dell’amministrazione; non costituisce norma decisiva della statuizione di merito.

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato dagli appellanti in relazione all’omessa pronuncia del TAR; la decisione accoglie la censura di omessa considerazione dei profili relativi all’interesse pubblico concreto all’acquisizione.

  • art. 74 c.p.a.

    Invocato dagli appellanti in relazione alla motivazione della sentenza di primo grado; non è oggetto di autonoma interpretazione nella decisione.

Massime di principio

  • L’interesse ad annullare un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 non viene meno per la successiva alienazione del bene a un terzo, quando tale alienazione intervenga dopo il provvedimento impugnato e permanga l’utilità dell’annullamento.
  • Nel procedimento di acquisizione sanante, l’amministrazione deve motivare in modo concreto, attuale e riferito allo specifico immobile la prevalenza dell’interesse pubblico sul diritto del proprietario; il mero richiamo all’occupazione sine titulo, all’irreversibile trasformazione del fondo, alla difficoltà della restituzione o ai costi della demolizione non è sufficiente.
  • La motivazione dell’acquisizione sanante deve considerare tutte le circostanze realmente incidenti sulla scelta, compresi un eventuale piano di dismissione del bene, l’aggiudicazione a terzi e la convenienza economica dell’operazione, attraverso un effettivo bilanciamento tra interesse pubblico e interesse privato.
  • È inammissibile la motivazione postuma con cui l’amministrazione, soltanto nel processo, introduca ragioni non esplicitate nel provvedimento di acquisizione; le ragioni reali e integrali della scelta devono risultare dalla sede procedimentale.
  • La contestazione dell’erroneità dei calcoli indennitari, quando sia dedotta quale elemento sintomatico dell’illegittimità del provvedimento acquisitivo e non come domanda di determinazione dell’indennizzo, resta devoluta alla giurisdizione amministrativa; le controversie sul quantum dell’indennità spettano invece al giudice ordinario.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteMotivazione del provvedimentoLegittimazione e interesse a ricorrereAppello
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoRiparto di giurisdizione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.