Cassazione Penale, Sentenza n. 22833/2025 del 17/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che confermava le condanne per truffa e reati connessi (artt. 110, 642 c.p.), deducendo, tra l'altro: tardività della querela rispetto ai termini di cui all'art. 124 c.p. (sostenendo che la conoscenza della condotta denunciabile fosse anteriore alla data assunta dal giudice), vizio di motivazione circa la responsabilità (in particolare per Daniele Giuseppe), insufficiente valutazione dell'elemento soggettivo e della concreta partecipazione di Carnevale Rosa, errata valutazione della natura e importo del risarcimento e omissione di valutazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. e delle circostanze attenuanti.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili: ha ritenuto che i motivi fossero in gran parte generici, non consentiti o manifestamente infondati, non avendo i ricorrenti confutato puntualmente la motivazione della Corte d'appello. La Cassazione ha confermato che la querela è tempestiva ove decorra dalla piena conoscenza dell'illecito comprensiva degli esiti delle indagini necessarie per individuare gli autori; ha ritenuto legittima la valutazione complessiva dei giudici di merito sulla prova, sull'organizzazione della condotta fraudolenta e sull'insussistenza delle scriminanti o della particolare tenuità. Sono state inoltre confermate le liquidazioni delle spese: condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile per euro 3.686,00 oltre accessori.
Norme richiamate
Riferimento alla partecipazione nel reato; la sentenza ha considerato la concorrenza di persone nella commissione del reato per l'imputazione collettiva
Norma sul reato di truffa; applicata alle condotte contestate e ritenuta integrata dai giudici di merito
Stabilisce il termine per la proposizione della querela in relazione alla conoscenza del fatto: la Corte ha ribadito che il dies a quo decorre dalla piena conoscenza dell'illecito, comprensiva degli accertamenti necessari per individuare l'autore
Usata come parametro per le censure sulla motivazione; i ricorrenti contestavano la motivazione del giudice di merito, ma la Cassazione ha ritenuto la motivazione complessiva adeguata
Norma sulla causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e/o esiguità del danno: esclusa dai giudici di merito in ragione della natura sistematica e organizzata delle condotte
Riguarda l'estinzione del reato per risarcimento del danno; la Corte ha ritenuto che l'offerta parziale o provvisionale non soddisfacesse i requisiti per estinguere il reato
art. 148 Codice delle assicurazioni
Richiamato in relazione agli obblighi documentali e temporali nella procedura risarcitoria: la Corte ha distinto tra termini della procedura amministrativa e il momento della conoscenza piena ai fini della querela
Richiesto per limitare l'esposizione dei motivi nel ricorso in Cassazione; procedure di motivazione sintetica
art. 606 c.p.p. (censura richiamata)
Riferimento alle ipotesi di nullità e ai motivi di ricorso; la Corte ha valutato la compatibilità delle doglianze con le previsioni di ammissibilità
Principi direttivi per la determinazione della pena: la Corte ha ribadito che la valutazione della congruità della pena è rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se non per eccesso manifesto o illogicità
Norma che regola la condanna alla cassa delle ammende: applicata per la liquidazione di euro 3.000 a carico dei ricorrenti
Massime di principio
- Il termine per proporre la querela ex art. 124 c.p. decorre dalla piena conoscenza dell'illecito, comprensiva dell'esito di indagini necessarie a individuare l'autore: sospetti non sono sufficienti per far decorrere il termine.
- In presenza di sentenze conformi di primo e secondo grado ("doppia conforme"), la Cassazione non è tenuta a riesaminare dettagliatamente ogni argomento già trattato: bastano motivazioni logiche e coerenti che dimostrino la considerazione dei fatti decisivi.
- Le censure che chiedono una diversa valutazione della prova, della credibilità o della rilevanza degli elementi probatori sono inammissibili in Cassazione quando mirano a una diversa ricostruzione del fatto riservata al giudice di merito.
- L'offerta parziale o una provvisionale non necessariamente determina l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 162-ter c.p.; per estinguere il reato è richiesta la fattispecie prevista dalla norma (risarcimento integrale ove previsto).
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) non opera se la condotta è stata ritenuta sistematica e organizzata: la valutazione della tenuità è fattuale e rimessa al giudice di merito.
- Le doglianze generiche o non confrontate specificamente con la motivazione di merito rischiano l'inammissibilità; il ricorso in Cassazione deve indicare punti precisi e confrontarsi con le ragioni poste dai giudici di merito.
- La determinazione della pena e la valutazione delle circostanze attenuanti/aggravanti restano area di discrezionalità del giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo per vizio grave, arbitrario o manifestamente illogico.
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