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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12338/2023 del 09/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

Una società concessionaria di autostrade ha impugnato la pretesa di una provincia di assoggettare a COSAP l'occupazione del suolo pubblico provinciale realizzata mediante un cavalcavia autostradale sovrastante una strada provinciale. La società sosteneva: (1) che dovesse applicarsi l'esenzione prevista dal regolamento provinciale per le occupazioni effettuate dallo Stato, poiché l'infrastruttura era inserita in una pianificazione pubblica, apparteneva al demanio e la concessionaria agiva in funzione pubblicistica e sotto vincoli imposti dall'ente concedente; (2) che mancasse un titolo di occupazione nei confronti della provincia, essendo l'opera autorizzata da altro ente (ANAS) e quindi non configurabile come occupazione abusiva o sine titulo; (3) che comunque non vi fosse una reale sottrazione del suolo provinciale all'uso pubblico, perché il cavalcavia non impediva la circolazione sulla strada sottostante. La provincia ha resistito chiedendo il rigetto del ricorso e, in appello, aveva anche proposto gravame incidentale sulle sanzioni.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché l'esenzione regolamentare era testualmente riferita allo Stato e non era estensibile alla concessionaria, anche se operante per finalità pubbliche e in un contesto di vincoli pubblicistici. Ha respinto il secondo motivo affermando che, ai fini del COSAP, conta il mancato titolo concessorio rilasciato dall'ente titolare del prelievo; la concessione/autorizzazione di altro ente non esclude il presupposto impositivo verso la provincia, e l'occupazione deve considerarsi abusiva se manca uno specifico titolo della provincia stessa. Ha infine respinto il terzo motivo chiarendo che il canone è dovuto anche per l'occupazione di soprasuolo e sottosuolo, sicché non rileva che la struttura non impedisca la circolazione sulla strada sottostante. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità ed è stato disposto l'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 63, comma 1, D.Lgs. n. 446/1997

    norma base richiamata per il presupposto del COSAP; il canone è dovuto in relazione all'occupazione e allo sfruttamento economico delle aree, salvo esenzioni espressamente previste.

  • art. 30 Regolamento COSAP Provincia di Teramo

    l'esenzione si applica solo alle occupazioni effettuate dallo Stato e ad altri soggetti espressamente indicati; non è estensibile alla concessionaria autostradale.

  • art. 1 Regolamento COSAP Provincia di Teramo

    prevede l'applicazione del canone alle occupazioni stabili con manufatti e, in assenza di titolo costitutivo, alle occupazioni abusive o di fatto.

  • art. 2 Regolamento COSAP Provincia di Teramo

    richiamato dalla ricorrente insieme alle altre norme regolamentari, senza che la Corte ne ricavi una regola diversa da quella del presupposto occupazionale.

  • art. 12 Regolamento COSAP Provincia di Teramo

    richiamato dalla ricorrente; non risulta decisivo nel ragionamento della Corte.

  • art. 29 Regolamento COSAP Provincia di Teramo

    richiamato dalla ricorrente; non risulta decisivo nel ragionamento della Corte.

  • art. 49 Regolamento COSAP Provincia di Teramo

    richiamato dalla ricorrente; non risulta decisivo nel ragionamento della Corte.

  • legge n. 421/1992, art. 4, comma 4, lett. b), n. 1

    la normativa sul canone va letta alla luce della delega che valorizza il beneficio economico ritraibile dall'occupazione come criterio di determinazione del prelievo.

  • art. 822 c.c.

    richiamato dalla ricorrente per sostenere la natura demaniale dell'infrastruttura; la Corte ritiene però che tale dato non basti a escludere il canone.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    consente il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione, se dovuto.

  • art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.

    utilizzato come parametro formale dei motivi di ricorso per violazione di legge.

Massime di principio

  • L'esenzione dal canone di occupazione di spazi e aree pubbliche, quando prevista in favore dello Stato, non può essere estesa in via analogica o interpretativa ai soggetti concessionari privati, anche se svolgano attività funzionali a interessi pubblici e operino in regime di vincoli pubblicistici.
  • Ai fini del COSAP, il presupposto impositivo non dipende dalla sola natura pubblicistica dell'opera o dalla sua appartenenza demaniale, ma dal fatto che il soggetto occupante sia quello indicato dalla norma o dal regolamento e, in mancanza, dal beneficio economico tratto dall'occupazione.
  • L'assenza di un titolo concessorio rilasciato dall'ente titolare del canone rende l'occupazione abusiva o comunque assoggettabile al prelievo, anche se l'opera è stata autorizzata o concessa da altro ente pubblico.
  • Il canone per occupazione di spazi e aree pubbliche può riguardare anche soprasuolo e sottosuolo; non è necessario che l'occupazione comporti un impedimento materiale della circolazione sulla strada sottostante, essendo sufficiente la sottrazione o l'utilizzazione particolare dello spazio pubblico.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossione
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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