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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02271/2024 del 23/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia riguarda la debenza del COSAP per l’occupazione di suolo pubblico provinciale in relazione a viadotti autostradali insistenti su strade provinciali. La società autostradale aveva agito per accertare la non debenza delle somme richieste dall’ente locale, sostenendo che l’occupazione derivasse da un titolo concessorio rilasciato da ANAS, che l’opera fosse di proprietà statale e che quindi dovesse operare l’esenzione prevista dal regolamento COSAP per le occupazioni effettuate dallo Stato. In cassazione ha dedotto: (1) nullità della sentenza per avere la Corte d’appello dichiarato inammissibile, in appello, la produzione documentale in violazione dell’art. 345 c.p.c.; (2) in subordine, violazione degli artt. 115 e 345 c.p.c. per la medesima ragione; (3) violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. per avere la Corte ritenuto soggettivamente passiva la società come occupante di fatto, nonostante fatti non contestati dai quali emergerebbe che l’occupazione era primariamente posta in essere dallo Stato; (4) violazione dell’art. 2697 c.c. per asserita inversione dell’onere della prova, avendo il giudice richiesto alla società di dimostrare di non essere occupante di fatto; (5) violazione dell’art. 63 d.lgs. 446/1997 e delle norme regolamentari COSAP provinciali in tema di oggetto, soggetti passivi ed esenzioni, per avere confermato la debenza del canone in capo alla società quale occupante di fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi centrali, osservando che il COSAP, quale corrispettivo per l’occupazione di suolo pubblico, è dovuto dall’occupante di fatto anche in assenza di formale concessione dell’ente proprietario del suolo. Ha quindi confermato che, nel caso di specie, l’occupazione del demanio provinciale da parte della società concessionaria dell’infrastruttura autostradale integra occupazione abusiva rilevante ai fini COSAP, poiché manca il titolo concessorio della Provincia e l’esenzione prevista per lo Stato non si estende alla società concessionaria che trae utilità economica dalla gestione dell’opera. I primi due motivi, relativi alle prove documentali in appello, sono stati assorbiti. Le spese sono state compensate in ragione della stabilizzazione giurisprudenziale successiva all’introduzione della lite. È stato inoltre dato atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 345 c.p.c.

    La Corte non entra nel merito della disciplina della produzione documentale in appello perché i relativi motivi risultano assorbiti dal rigetto delle censure principali sulla debenza del COSAP.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente per contestare la valutazione dei fatti e dei documenti; la Corte ritiene infondate le doglianze perché la decisione di merito è coerente con i principi consolidati sulla soggettività passiva COSAP.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato per censurare la valutazione delle prove; la Corte esclude il vizio poiché l’accertamento dell’occupazione di fatto e dell’assenza di titolo concessorio della Provincia è correttamente valorizzato.

  • art. 2697 c.c.

    Non vi è inversione dell’onere della prova: è l’occupazione di fatto del suolo pubblico, in assenza di concessione, a fondare la pretesa del canone, mentre l’esenzione deve essere provata in relazione al soggetto che occupa direttamente il bene.

  • art. 63 d.lgs. 446/1997

    "I comuni e le province possono, con regolamento... prevedere che l'occupazione... di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti... sia assoggetta... al pagamento di un canone da parte del titolare della concessione"

    Il COSAP è configurato come corrispettivo della concessione, reale o presunta, per l’occupazione di suolo pubblico; il presupposto è l’occupazione del bene pubblico e il canone è dovuto dall’occupante, anche abusivo.

  • art. 49 d.lgs. 507/1993

    Richiamato come disciplina di riferimento per le esenzioni già previste per occupazioni effettuate dallo Stato, che devono essere interpretate restrittivamente e riferite all’occupazione direttamente ascrivibile al soggetto esente.

  • art. 52 d.lgs. 446/1997

    È richiamato quale base del potere regolamentare dell’ente locale in materia di COSAP.

  • art. 822 c.c.

    Il riferimento alla proprietà demaniale statale dell’autostrada è ritenuto non decisivo ai fini della debenza del COSAP, che dipende dall’occupazione del suolo provinciale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    Viene dato atto dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Il COSAP ha natura di corrispettivo per l’occupazione di suolo pubblico e non coincide con la TOSAP: ciò che rileva è l’uso particolare del bene pubblico, non la mera capacità contributiva espressa dall’occupazione.
  • In mancanza di un titolo concessorio rilasciato dall’ente proprietario del suolo, l’occupazione di fatto integra presupposto sufficiente per l’applicazione del COSAP, anche se l’utilizzazione è connessa a un’opera pubblica o a una diversa concessione rilasciata da altro ente.
  • La soggettività passiva del COSAP spetta a chi realizza e mantiene l’occupazione del suolo pubblico, anche quando si tratti di occupazione abusiva o derivante dalla gestione economica e funzionale di un’infrastruttura.
  • Le esenzioni previste dai regolamenti locali per occupazioni effettuate dallo Stato o da altri enti vanno interpretate restrittivamente e operano solo se l’occupazione è direttamente ascrivibile al soggetto esente; non si estendono automaticamente alla società concessionaria che trae beneficio economico dall’opera.
  • Ai fini dell’assoggettamento al canone è irrilevante la proprietà formale dell’infrastruttura sovrastante se il fatto costitutivo del prelievo è l’occupazione del suolo dell’ente locale da parte del soggetto che ne dispone e ne trae utilità.
  • Quando i motivi di ricorso centrali sulla debenza del canone sono infondati, le censure processuali relative alla produzione documentale in appello possono restare assorbite.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneContenzioso tributarioProveImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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