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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06959/2025 del 16/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (azienda sanitaria)

La controversia

Una società che gestiva una casa di cura aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per il saldo del corrispettivo di prestazioni di ricovero rese nel 1995 a favore di assistiti del servizio sanitario. L'azienda sanitaria aveva proposto opposizione sostenendo, tra l'altro, che il debito facesse capo alla Regione e che fossero dovute solo le somme calcolate secondo tariffe regionali applicate retroattivamente e per prestazioni erogate nel rispetto della disciplina sanitaria, in particolare con prescrizione del medico di fiducia. Dopo varie questioni di giurisdizione, il giudizio era stato deciso nel merito con rigetto della pretesa principale e della domanda subordinata di indebito arricchimento. In cassazione la società ricorrente ha dedotto la violazione dell'art. 2041 c.c., sostenendo che il rigetto della domanda principale non escludesse la proponibilità dell'azione di arricchimento, che la struttura aveva provato l'esecuzione delle prestazioni e che l'azienda sanitaria non aveva mai contestato il servizio né manifestato volontà di rifiutare l'arricchimento; ha inoltre invocato correttezza e buona fede, certezza dei rapporti giuridici e l'art. 8-quinquies del d.lgs. 502/1992.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la decisione impugnata nel negare l'indennizzo ex art. 2041 c.c., osservando che la domanda di arricchimento può essere esperita solo in mancanza ab origine di altro titolo azionabile e che, nei confronti della pubblica amministrazione, il depauperato deve provare l'arricchimento, mentre l'ente può opporre e dimostrare il rifiuto dell'arricchimento o l'impossibilità di rifiutarlo per inconsapevolezza. Nel caso concreto, la società non aveva dimostrato che i ricoveri fossero stati effettuati sulla base delle prescrizioni del medico di fiducia, requisito indispensabile per ritenere utili e remunerabili le prestazioni; pertanto erano irrilevanti sia l'esecuzione materiale delle prestazioni, sia i controlli amministrativi, sia il pagamento di acconti, sia il mancato rilievo tempestivo dell'azienda sanitaria. La Corte ha anche escluso che il mancato pagamento potesse fondare l'indennizzo per arricchimento, potendo al più integrare una diversa pretesa risarcitoria, e ha ritenuto inconferente il richiamo all'art. 8-quinquies del d.lgs. 502/1992 e all'irretroattività dei provvedimenti amministrativi. Le spese sono state poste a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 2041 c.c.

    L'azione generale di arricchimento è ammessa solo in via sussidiaria e richiede la prova dell'arricchimento e dell'utilità della prestazione; non è dovuta quando le prestazioni sono state rese in violazione delle regole che ne condizionano la remunerabilità e l'utilità non è dimostrata.

  • art. 2042 c.c.

    La sussidiarietà impedisce l'azione di arricchimento quando il soggetto disponga ab origine di altro titolo azionabile, anche se poi non sia stato utilmente esperito per prescrizione, decadenza, carenza di prova o nullità del titolo.

  • art. 8, comma quinto, d.lgs. n. 502 del 1992

    La scelta libera della struttura accreditata da parte dell'assistito non esclude la necessità della prescrizione del medico di fiducia quale presupposto per l'erogazione e la remunerazione delle prestazioni sanitarie.

  • art. 41, comma sesto, L. 23 dicembre 1994, n. 724

    La norma è richiamata come conferma della perdurante necessità dei presupposti e dei controlli pubblici sulle prestazioni sanitarie rese in regime convenzionato.

  • art. 2, comma ottavo, L. 28 dicembre 1995, n. 549

    È richiamata quale ulteriore conferma legislativa del sistema di controllo e della subordinazione della remunerazione ai requisiti previsti.

  • art. 8-quinquies, comma primo, lett. d), d.lgs. n. 502 del 1992

    La disposizione, relativa ai criteri di remunerazione per prestazioni eccedenti il programma preventivo concordato, è ritenuta inconferente rispetto alla fattispecie, perché qui si discute di prestazioni eseguite in violazione delle regole che ne condizionano in radice la remunerabilità.

  • art. 8-quinquies, comma secondo, lett. b), d.lgs. n. 502 del 1992

    È menzionato per distinguere le prestazioni oltre budget rese nel rispetto della disciplina da quelle eseguite in violazione delle regole di accesso e remunerazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Richiamato ai fini del contributo unificato aggiuntivo conseguente al rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • L'azione di indebito arricchimento ha natura sussidiaria: non è proponibile quando il preteso creditore disponga originariamente di un diverso titolo, anche se tale azione risulti poi inutilizzabile per ragioni processuali o per carenze probatorie.
  • Nei confronti della pubblica amministrazione il depauperato che agisca ex art. 2041 c.c. deve provare l'arricchimento e l'utilità della prestazione; l'ente può paralizzare la domanda dimostrando che l'arricchimento è stato rifiutato o non poteva essere rifiutato per inconsapevolezza.
  • Le prestazioni sanitarie rese da strutture private sono remunerabili solo se eseguite nel rispetto dei presupposti normativi e amministrativi che ne regolano l'accesso; l'effettiva esecuzione del servizio, i controlli contabili o il pagamento di acconti non bastano, da soli, a fondare il diritto al corrispettivo o all'indennizzo.
  • La mancata contestazione immediata da parte dell'amministrazione non è sufficiente a creare un legittimo affidamento o a sanare l'assenza dei requisiti legali di remunerabilità, specie quando l'operatore era o doveva essere a conoscenza della disciplina applicabile.
  • Il mancato pagamento di prestazioni eseguite in violazione delle regole di settore può, al più, rilevare sul piano di eventuali responsabilità risarcitorie per violazione di correttezza e buona fede, ma non integra di per sé il presupposto dell'azione generale di arricchimento.

Come è indicizzato

MaterieInadempimentoProveSpese di lite
RamiContrattiObbligazioniProcesso civile
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaArricchimento senza causaRisoluzione del contrattoPrescrizioneDecadenza

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