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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32268/2024 del 08/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione basato su due motivi: (1) censura della motivazione della Corte di appello e del Tribunale rispetto alla responsabilità per la combustione di rifiuti (art. 256, comma 3, d.lgs. n. 152/2006 e art. 256-bis d.lgs. n. 152/2006) e rispetto al porto del coltello (art. 4 L. n. 110/1975): il ricorrente sostiene che la combustione era già in corso all'arrivo, non aveva strumenti per appiccare il fuoco e che il coltello era strumento di lavoro (giardiniere); (2) richiesta di restituzione del terreno e della motoape in sequestro in relazione all'assoluzione dal reato di combustione, lamentando omissione della Corte di appello sulla sorte dei beni.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto le censure manifestamente infondate: le critiche erano essenzialmente di natura fattuale e non superavano i limiti del sindacato di legittimità; la decisione di merito (tribunale e corte d'appello, in 'doppia conforme') aveva dato congrua motivazione ritenendo il ricorrente responsabile per aver deciso di pulire il terreno tramite combustione e per aver detenuto il coltello senza giustificazioni credibili. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto la doglianza inedita (non proposta in appello) e infondata: il ricorrente non ha comprovato la legittimazione a chiedere restituzione del terreno (era solo incaricato della pulizia) né ha provato di essere proprietario della motoape; inoltre è plausibile che la confisca sia stata motivata con il reato per il quale vi è condanna (art. 256-bis, comma 5, d.lgs. n. 152/2006). Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 256, comma 3, d.lgs. n. 152/2006

    Norma relativa ai reati ambientali connessi agli sversamenti/gestione illecita di rifiuti; nel caso la Corte di appello aveva assolto l'imputato da questa specifica imputazione e la Cassazione ha ritenuto non fondata la censura sulla mancata prova della combustione addebitata.

  • art. 256-bis, d.lgs. n. 152/2006 (comma 5 menzionato)

    Prevede ipotesi di responsabilità per trasporto/gestione illecita di rifiuti e la confisca obbligatoria dei mezzi utilizzati per il trasporto; la Corte ha ritenuto plausibile che la confisca della motoape possa essere stata disposta in relazione a questa disposizione rispetto alla condanna rimasta valida.

  • art. 4 L. n. 110/1975

    Norma sul porto e detenzione di armi/strumenti atti ad offendere; la Corte territoriale ha ritenuto che il ricorrente non abbia fornito prova sufficiente che il coltello fosse strumento di lavoro, sicché la valutazione è di merito e non sindacabile in cassazione.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma sul contenuto e forma della motivazione: il ricorrente ha lamentato violazione ma la Cassazione ha ricordato che le doglianze di fatto sulla valutazione probatoria non sono ammissibili in cassazione se non ricondotte ai limiti di legge.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca per effetto della sentenza; la sentenza di primo grado aveva disposto confisca di quanto in sequestro ai sensi di questa norma, ma non aveva motivato dettagliatamente la confisca; la Cassazione ha osservato l'assenza di deduzioni di merito e la possibile diversa base di confisca rispetto ai reati per cui sussiste condanna.

  • art. 606, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Limiti all'ammissibilità dei motivi di cassazione: lettera b) riguarda la specificazione dei motivi; lettera e) limita il sindacato sulla motivazione quando si tratta di valutazioni di merito. La Corte ha rilevato che molte censure erano valutazioni fattuali precluse alla cassazione.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma sulla gestione e destinazione dei beni sequestrati/confiscati; richiamata nella censura del ricorrente sulla mancata restituzione, ma la Corte ha rilevato la novità della doglianza e la mancanza di legittimazione del ricorrente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che regola le spese processuali in caso di ricorso dichiarato inammissibile: la Corte ha condannato il ricorrente alle spese e, in via equitativa, al pagamento per la Cassa delle ammende.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione alla valutazione sulla colpa nella presentazione del ricorso e alla determinazione equitativa della somma dovuta alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La Cassazione non è sede per rivalutare i fatti e le prove: le censure che si riducono a una diversa lettura del compendio probatorio sono inammissibili o manifestamente infondate.
  • La motivazione del giudice di merito è valutabile in cassazione solo se vi è una manifesta illogicità, contraddittorietà o violazione di norme di diritto; semplici contestazioni fattuali non bastano.
  • Le doglianze sulla destinazione o restituzione di beni sequestrati o confiscati devono essere tempestivamente dedotte nei gradi di merito; sollevare per la prima volta tali questioni in cassazione rende il motivo inedito e inammissibile.
  • Per ottenere la restituzione di beni occorre dimostrare la legittimazione (proprietà o altro diritto reale); la mera detenzione o incarico d'uso non dà automaticamente diritto alla restituzione.
  • Quando la confisca può essere collegata a più reati, la revoca della responsabilità per uno solo non comporta necessariamente la restituzione dei beni se per altri reati la confisca è prevista o plausibile.
  • In contestazioni sul porto di strumenti (es. coltello), l'onere probatorio sulla funzione lavorativa o uso legittimo grava sul detentore: senza elementi probatori la valutazione rimane di merito.

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