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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46794/2023 del 21/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza con cui il Tribunale di Campobasso, in funzione di giudice del riesame ai sensi dell'art. 324 c.p.p., ha rigettato la richiesta di revoca del decreto di sequestro preventivo relativo a un'area di 30.500 mq prospiciente il mare (Camping La Pineta). L'area era occupata da strutture turistico-ricettive in larga parte fisse; i reati contestati erano invasione di terreni (art. 633 e 639-bis c.p.), violazioni connesse al demanio marittimo (artt. 54 e 1161 cod. nav.) e reati paesaggistici/edilizi (art. 734 c.p. richiamante art. 181 d.lgs. n. 42/2004). I ricorrenti deducevano: nullità e mancanza di motivazione; travisamento della competenza del giudice del riesame (contestavano che il Tribunale si fosse pronunciato sul fumus del reato quando, a loro dire, il procedimento era già passato alla fase dibattimentale); insussistenza del fumus per l'invasione di demanio per successione nel possesso; prescrizione/ ne bis in idem per taluni reati; indeterminatezza dell'avviso di fine indagine e del capo di imputazione; e infine carenza di attualità, concretezza e proporzionalità del periculum in mora rispetto all'aggravamento del carico urbanistico.

La decisione

La Corte ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto legittimo il comportamento del Tribunale di Campobasso che, in ottemperanza alla decisione di annullamento con rinvio della Cassazione, ha puntualmente individuato e motivato l'estensione delle aree demaniali interessate e le opere insistenti. La Corte ha inoltre affermato che, anche se il procedimento era passato alla fase dibattimentale per citazione diretta, ciò non esclude la possibilità per il giudice del riesame di esaminare il fumus quando ciò sia necessario per valutare la congruità del sequestro preventivo reale; ha precisato che molte delle questioni dedotte (nullità dell'avviso di chiusura indagini, determinazione dell'editto di accusa, ne bis in idem, prescrizione) attengono al merito e al dibattimento e non sono sindacabili in questa sede cautelare di legittimità. Sotto il profilo del periculum in mora il provvedimento è stato ritenuto adeguatamente motivato: la mancanza di titoli autorizzatori, l'ampliamento nel tempo delle strutture e il concreto rischio di aggravamento del carico urbanistico esigono la conservazione dello status quo tramite sequestro. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Disciplina la funzione del Tribunale in sede di riesame; la Corte conferma che il giudice del riesame può, anche dopo la citazione diretta, trattare questioni relative al fumus quando necessarie alla valutazione della misura cautelare reale

  • art. 633 cod. pen.

    Riguarda l'invasione di terreni o edifici; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente considerato il fumus del reato in relazione all'occupazione del demanio

  • art. 639-bis cod. pen.

    Integrato nell'ambito delle ipotesi di occupazione abusiva del demanio; utilizzato per qualificare gli illeciti alla base del sequestro

  • art. 734 cod. pen.

    Richiamato in relazione a violazioni paesaggistiche/edilizie; la Corte ha considerato legittimo il richiamo all'aggravamento del carico urbanistico come profilo del periculum

  • art. 54 e art. 1161 cod. nav.

    Rilevanti per la qualificazione delle opere insistenti su demanio pubblico statale e marittimo; contribuiscono a delineare il corpus delicti e la necessita' del sequestro

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Richiamato come criterio di interpretazione: il Tribunale ha compiuto ulteriori accertamenti richiesti dalla sentenza rescindente per individuare le porzioni di demanio interessate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato di legittimità ai motivi di violazione di legge; la Corte ricorda che in sede di impugnazione cautelare non e' consentito un riesame libero della motivazione e dei fatti valutati nel merito

  • art. 181 d.lgs. n. 42/2004

    Norma sulla tutela paesaggistica richiamata in relazione a contestazioni di natura paesaggistica/edilizia; il richiamo ha supportato la valutazione dell'aggravamento urbanistico

  • d.P.R. 6 giugno 2011, n. 380

    Richiamato (nella sentenza come riferimento al testo normativo sulle leggi urbanistiche) per collegare la tutela paesaggistica alle regole urbanistiche utili a valutare l'aggravamento del carico urbanistico

Massime di principio

  • Il giudice del riesame (art. 324 c.p.p.) può esaminare anche profili relativi al fumus del reato quando ciò sia necessario per valutare la congruità e l'attualità della misura cautelare reale; la fase dibattimentale non esclude automaticamente tale sindacato cautelare.
  • In materia di sequestro preventivo reale il sindacato di legittimità è limitato: questioni di nullità dell'avviso di fine indagini, determinazione dell'editto di accusa, prescrizione o ne bis in idem sono generalmente da valutare nel dibattimento e non nelle impugnazioni cautelari di legittimità.
  • Per misure reali su aree demaniali è essenziale una precisa individuazione e motivazione circa l'estensione delle porzioni di demanio occupate; carenza di tale individuazione può comportare annullamento con rinvio.
  • La mancanza di titoli autorizzatori o abilitativi non impedisce di per sé l'applicazione del sequestro preventivo: la misura mira a preservare lo status quo e a prevenire l'aggravamento del danno (es. incremento del carico urbanistico).
  • Le doglianze meramente probatorie o fattuali sul fumus o sulla consistenza delle opere, se non attengono a palese violazione di legge, possono essere inammissibili o improcedibili in sede di cassazione cautelare ai sensi dell'art. 325 c.p.p.
  • La proporzionalità, attualità e concretezza del periculum devono essere motivate dal giudice del riesame; l'esistenza di attività protratte nel tempo non elimina automaticamente il rischio di aggravamento urbanistico né l'utilità del sequestro preventivo.

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