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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46689/2023 del 21/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cavaliere era stato condannato dal Tribunale di Napoli Nord il 6.10.2022 per il reato previsto dall'art. 137, quinto comma, d.lgs. 152/2006 (superamento dei limiti di scarico delle acque reflue accertato dall'ARPAC). In cassazione ha denunciato: (1) indeterminatezza del capo di imputazione per mancata indicazione della tabella/parametri di riferimento e per discrepanze sulle date dei prelievi; (2) errata applicazione della pena (irrogata solo l'ammenda e non anche l'arresto), con conseguente interesse ad impugnare per tutelare il diritto di appellare e effetto sulla prescrizione; (3) erronea affermazione di responsabilità a suo carico nonostante l'esistenza di un contratto di manutenzione con società esterna e di una delega a dipendente, sicché l'evento sarebbe stato imprevedibile o imputabile ad altri; (4) irregolarità nelle analisi dei campioni (prelievo in arco temporale più breve di quello legale e acquisizione senza contraddittorio).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nel dettaglio: sul primo motivo ha ritenuto infondato il vizio di indeterminatezza perché l'atto di accusa, unitamente agli atti di indagine e alla partecipazione dell'imputato alle operazioni di campionamento, consentiva adeguata conoscenza dell'addebito; sul secondo motivo ha escluso l'interesse ad impugnare poiché l'irrogazione della sola ammenda è favorevole all'imputato e non procura un pregiudizio concreto e attuale valutabile al momento della sentenza; il terzo motivo è stato ritenuto inammissibile perché sostanzialmente di merito (eventuale caso fortuito, delega di funzioni) e privo di prove idonee a dimostrare imprevedibilità o efficace delega; sul quarto motivo la Corte ha rilevato che non risultano contestazioni formali sul procedimento di campionamento e che l'operatore era stato escusso in dibattimento. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; condanna alle spese e pagamento di euro 3 a favore della Cassa delle ammende per colpevole determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • d.lgs. 152/2006, art. 137

    art. 137, quinto comma, d.lgs. 152/2006

    Norma sanzionatoria sui limiti di scarico delle acque reflue; la Corte ha ritenuto che l'indicazione del comma contestato, integrata dagli atti di indagine e dalla conoscenza dello scarico, fosse sufficiente a individuare la tabella/parametri rilevanti per l'imputazione

  • cod. proc. pen., art. 552, comma 2

    art. 552, secondo comma, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'indeterminatezza dell'imputazione; la Corte ha applicato il principio secondo cui l'imputazione si valuta anche con riferimento agli atti del fascicolo, purché intelligibili e conoscibili dall'imputato

  • cod. proc. pen., art. 593, comma 3

    art. 593, terzo comma, cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata in relazione alla pena; la Corte ha valutato l'assenza di pregiudizio concreto all'interesse a proporre impugnazione qualora sia stata inflitta una pena più favorevole

  • cod. pen., artt. 42 e 45

    art. 42 e art. 45 cod. pen.

    Art. 42 (concorso di persone) e art. 45 (caso fortuito/forza maggiore). La Corte ha affermato che, nei reati ambientali, i malfunzionamenti tecnici non costituiscono di norma caso fortuito esimente e che la responsabilità del titolare non è automaticamente esclusa da deleghe o contratti di manutenzione esterni

  • d.lgs. 152/2006, art. 73

    Richiama i doveri di prevenzione dell'inquinamento; la Corte ha usato la ratio dell'art. 73 per escludere che guasti tecnici imprevedibili giustifichino automaticamente l'esclusione di responsabilità

  • cod. proc. pen., art. 568, comma 4

    art. 568, quarto comma, cod. proc. pen.

    Criteri di ammissibilità dell'impugnazione: la Corte ha richiamato il requisito dell'attualità e concretezza dell'interesse negativo o positivo a impugnare, escludendo interesse quando la sentenza è favorevole e non produce danno concreto

  • cod. pen., art. 129

    Cause di non punibilità; la Corte ha precisato che, essendo il ricorso inammissibile, il ricorrente perde la possibilità di far valere in cassazione cause di estinzione del reato sopravvenute (es. prescrizione)

Massime di principio

  • L'indeterminatezza del capo di imputazione può essere superata se l'atto di accusa, corredato dagli atti del fascicolo, consente all'imputato di conoscere con adeguata specificità l'addebito: non è decisiva la sola formulazione testuale del capo di imputazione
  • Se la decisione di merito irroga una pena più favorevole (es. sola ammenda anziché ammenda e arresto), il ricorrente può essere privo di interesse concreto e attuale a proporre impugnazione in cassazione quando non ne derivi un pregiudizio valutabile al momento della sentenza
  • Nei reati ambientali i guasti tecnici o i malfunzionamenti dell'impianto difficilmente configurano il caso fortuito esimente: il titolare dell'impianto ha l'onere di adottare misure preventive, di vigilanza e manutenzione
  • La delega di funzioni non esonera automaticamente il delegante: deve essere provata la concreta competenza tecnica del delegato, l'autonomia di intervento, l'effettiva attribuzione dei poteri e l'adozione di modelli organizzativi idonei; in mancanza, permane la responsabilità per culpa in vigilando
  • Le contestazioni processuali relative alle modalità di campionamento o all'acquisizione delle analisi devono essere sollevate tempestivamente in dibattimento; se non vengono adeguatamente impugnate e l'operatore è escusso, la Corte potrà ritenere utilizzabili i risultati
  • La Corte di cassazione esamina principalmente questioni di diritto e ammette limitatamente i profili di merito: doglianze meramente probatorie o di fatto possono risultare inammissibili se mascherano un riesame del merito
  • Se un ricorso viene dichiarato inammissibile, il ricorrente perde la possibilità di far valere in cassazione cause sopravvenute di estinzione del reato (es. prescrizione) che si siano verificate dopo la sentenza impugnata

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