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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23296/2026 del 15/07/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha cassato la sentenza della CTR e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito rigettando l'originario ricorso della società contro l'avviso di accertamento catastale. Le spese sono state integralmente compensate, perché l'orientamento accolto si è consolidato solo in corso di causa.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento catastale con cui l'Amministrazione finanziaria ha rettificato il classamento di un impianto di depurazione, attribuendogli la categoria D/7 in luogo della categoria E/9 proposta dalla società. In primo grado e in appello i giudici tributari hanno ritenuto corretto il classamento in categoria E/9, valorizzando la natura pubblica della società, la destinazione dell'impianto al servizio idrico integrato per soli enti pubblici, l'assenza di finalità di lucro e la non commerciabilità dell'opera. Con l'unico motivo di ricorso la Agenzia ha denunciato, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., la falsa applicazione degli artt. 4 e 10 del r.d.l. n. 652/1939, dell'art. 8 del r.d. n. 1142/1949, dell'art. 1, comma 244, della l. n. 190/2014 e dell'art. 5 del d.l. n. 262/2006, sostenendo che gli impianti di depurazione, per natura industriale e per la gestione secondo criteri di economicità e tariffa corrispettiva, devono essere classificati nel gruppo D e, in particolare, nella categoria D/7, indipendentemente dalla finalità pubblica del servizio e dalla partecipazione pubblica al capitale.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Consente di censurare in cassazione l'erronea o falsa applicazione di norme di diritto.

  • artt. 4 e 10 r.d.l. n. 652/1939

    Richiamati come norme sulla disciplina del classamento catastale e sulla corretta qualificazione delle unità immobiliari.

  • art. 8 r.d. n. 1142/1949

    Richiamato quale parametro regolamentare per la formazione del nuovo catasto edilizio urbano e per il classamento.

  • art. 1, comma 244, l. n. 190/2014

    Richiamato come norma del sistema catastale applicabile alla qualificazione degli immobili speciali e particolari.

  • art. 5 d.l. n. 262/2006

    Richiamato in relazione alla disciplina delle unità immobiliari speciali e particolari e ai criteri di classificazione catastale.

  • art. 2, comma 40, d.l. n. 262/2006 conv. in l. n. 286/2006

    nelle unità immobiliari censite nelle categorie catastali E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9 non possono essere compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale

    La Corte lo usa per affermare l'incompatibilità tra categoria E e destinazione commerciale o industriale dell'immobile dotato di autonomia funzionale e reddituale.

  • l. n. 36/1994, art. 9, comma 1

    organizzano il servizio idrico integrato ... al fine di garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicità

    È richiamato per mostrare che il servizio idrico integrato deve essere gestito secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, quindi con connotazione economica.

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 141

    il servizio idrico integrato è costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue, e deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità

    Conferma la natura economica del servizio idrico integrato e la sua gestione secondo logiche efficienti e imprenditoriali.

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 154, comma 1

    La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ... in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio "chi inquina paga". Tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato hanno natura di corrispettivo

    La tariffa è qualificata come corrispettivo e non come prelievo autoritativo, rafforzando la natura economica dell'attività.

  • art. 384 c.p.c.

    La Corte lo applica per decidere la causa nel merito dopo la cassazione, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.

  • art. 2050 c.c.

    Richiamato nel ragionamento della Corte come indice della qualificazione imprenditoriale dell'attività, in coerenza con criteri di economicità.

Massime di principio

  • Ai fini del classamento catastale rilevano le caratteristiche oggettive dell'immobile e la sua destinazione funzionale, non la sola natura pubblica del soggetto che lo gestisce.
  • Gli impianti industriali destinati al trattamento e alla depurazione delle acque reflue, se inseriti in un'attività economicamente organizzata, non sono riconducibili alla categoria E ma al gruppo D, e per i depuratori alla categoria D/7.
  • La destinazione a servizio pubblico non è incompatibile con la natura imprenditoriale dell'attività quando la gestione avviene secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità e mediante tariffa corrispettiva.
  • La categoria E è riservata a immobili con marcata caratterizzazione tipologico-funzionale, costruttiva e dimensionale tali da renderli sostanzialmente incommerciabili e estranei a logiche commerciali o produttive.
  • Quando la questione è di puro diritto e non richiede ulteriori accertamenti in fatto, la Corte di cassazione può cassare la decisione impugnata e decidere direttamente nel merito ex art. 384 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieCatastro
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

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