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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24030/2022 del 03/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente previdenziale)

La controversia

La controversia nasce dalla richiesta dell'ente previdenziale di recuperare una parte dell'indennità di buonuscita già liquidata ad alcuni ex avvocati dipendenti, perché nel calcolo erano state computate le quote di onorari legali percepite in costanza di rapporto. I lavoratori avevano impugnato davanti al TAR una determina del 2019 e gli atti conseguenti, deducendo che l'ente avesse agito in violazione o elusione del giudicato formatosi su precedenti decisioni amministrative. L'ente, invece, ha proposto ricorso per motivi di giurisdizione contro la sentenza del Consiglio di Stato che aveva qualificato la domanda, almeno per il profilo del giudicato, come azione di ottemperanza e quindi devoluta al giudice amministrativo. I tre motivi di ricorso sostenevano, in sintesi, che: 1) non vi era stata domanda di nullità né vera azione di ottemperanza, ma solo domanda di annullamento nell'ambito della giurisdizione generale di legittimità; 2) la controversia riguardava comunque una materia di rapporto di lavoro pubblico privatizzato e trattamento di fine rapporto, attribuita al giudice ordinario dall'art. 63 d.lgs. 165/2001; 3) non esisteva alcun atto amministrativo idoneo a radicare la giurisdizione amministrativa, poiché il recupero era stato svolto con strumenti privatistici e la determina richiamata era solo applicativa o organizzativa.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo e il terzo motivo di ricorso, ha assorbito il secondo e ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. Ha ricostruito il petitum sostanziale come contestazione del diritto dell'ente a recuperare somme già erogate a titolo di indennità di buonuscita, evidenziando che l'azione di recupero era stata esercitata iure privatorum e che non risultava un vero provvedimento di macro-organizzazione idoneo a fondare la giurisdizione amministrativa. Ha inoltre rilevato che il richiamo al preteso giudicato amministrativo non mutava la natura della controversia, poiché si trattava di una lite sulle indennità di fine rapporto, comunque denominate, devoluta al giudice ordinario ai sensi dell'art. 63, comma 1, d.lgs. 165/2001. La sentenza del Consiglio di Stato è stata quindi cassata nei limiti della questione di giurisdizione, con affermazione della giurisdizione ordinaria.

Norme richiamate

  • art. 111, ottavo comma, Cost.

    Consente il ricorso per cassazione contro le sentenze del Consiglio di Stato per soli motivi inerenti alla giurisdizione.

  • art. 362 c.p.c.

    Fondamento processuale del ricorso per motivi di giurisdizione alle Sezioni Unite.

  • art. 110 c.p.a.

    Richiamato nel quadro del ricorso per motivi di giurisdizione contro le decisioni del giudice amministrativo.

  • art. 63, comma 1, d.lgs. n. 165 del 2001

    Attribuisce al giudice ordinario le controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e quelle concernenti le indennità di fine rapporto, comunque denominate e corrisposte.

  • art. 133, comma 1, lett. a), n. 5, c.p.a.

    Invocato dal Consiglio di Stato per fondare la giurisdizione amministrativa in materia di ottemperanza, ma ritenuto non decisivo nel caso concreto.

  • art. 103, comma 1, Cost.

    Richiamato come criterio generale di riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo.

  • art. 7, comma 1, c.p.a.

    Richiamato come criterio generale di riparto della giurisdizione.

  • art. 13 della legge n. 70 del 1975

    È la norma sostanziale sulla base della quale è stata fondata la richiesta di recupero delle somme e la questione relativa al trattamento di fine servizio.

  • art. 2121 c.c.

    Richiamato nella ricostruzione del precedente del Consiglio di Stato n. 120/1980, che ne ha tratto il principio di computabilità degli emolumenti continuativi.

Massime di principio

  • Ai fini del riparto di giurisdizione occorre avere riguardo al petitum sostanziale, cioè alla causa petendi e alla reale posizione giuridica dedotta in giudizio, non alla sola formula della domanda.
  • Quando la controversia ha ad oggetto la legittimità di un recupero di somme già corrisposte a titolo di indennità di fine rapporto, la lite rientra nella giurisdizione del giudice ordinario ai sensi dell'art. 63, comma 1, d.lgs. 165/2001.
  • La mera evocazione di una violazione o elusione del giudicato amministrativo non basta, di per sé, a radicare la giurisdizione del giudice amministrativo se il contenuto sostanziale della domanda resta quello di contestare un atto di gestione del rapporto di lavoro adottato con strumenti privatistici.
  • Nel sindacato delle Sezioni Unite sulle decisioni del Consiglio di Stato in sede di ottemperanza è decisivo distinguere tra limiti interni della giurisdizione, relativi al modo di esercizio del potere, e limiti esterni, relativi alla stessa possibilità di ricorrere al giudizio di ottemperanza.
  • In materia di pubblico impiego privatizzato, la giurisdizione amministrativa non si estende automaticamente alle controversie che coinvolgano un precedente giudicato amministrativo, se la domanda attuale concerne diritti patrimoniali del rapporto di lavoro devoluti al giudice ordinario.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneImpugnazioniAssegno di mantenimento e divorzileContributi previdenziali
RamiProcesso civileLavoroPrevidenzaEsecuzioni
IstitutiGiudicatoOnere della provaBuona fede e correttezza

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