Cassazione Civile, Ordinanza n. 24008/2022 del 03/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (società immobiliare)
La controversia
La controversia riguardava un'area adibita a rampa di accesso e distacco, catastalmente individuata, sulla quale una società sosteneva di vantare una servitù prediale carrabile a favore del proprio immobile. Il giudice di primo grado aveva riconosciuto la proprietà dell'area in capo alla controparte e l'esistenza della servitù; in appello la decisione era stata riformata sul punto, escludendo che l'area fosse stata trasferita nella catena dei titoli dell'odierna ricorrente e negando sia una servitù convenzionale sia una servitù per destinazione del padre di famiglia. Con il ricorso per cassazione, la società ricorrente ha dedotto: 1) violazione o falsa applicazione dell'art. 832 c.c., assumendo che la Corte d'appello avesse erroneamente interpretato i titoli di provenienza e negato il trasferimento del distacco; 2) violazione o falsa applicazione degli artt. 1061 e 1062 c.c., sostenendo che, alla luce della sequenza dei trasferimenti e della situazione dei luoghi, avrebbe dovuto riconoscersi la costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia, essendo sussistente l'apparenza del passaggio carrabile.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i motivi. Ha ritenuto infondato il primo, osservando che il giudice di merito aveva correttamente ricostruito i titoli di acquisto e la loro successione temporale, accertando in fatto che il distacco non era stato trasferito all'odierna ricorrente ma era rimasto nella proprietà della venditrice; ha inoltre rilevato che la doglianza non investiva correttamente la disciplina dei diritti reali e i criteri interpretativi dei titoli, e che l'accertamento compiuto in appello non era sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato. Ha ritenuto infondato anche il secondo motivo perché la Corte territoriale aveva accertato l'assenza dei presupposti della servitù per destinazione del padre di famiglia, in particolare la mancanza di opere visibili e permanenti di collegamento idonee a rendere apparente la servitù carrabile; risultava al più un accesso pedonale, non contestato, ma non un passaggio veicolare. La Cassazione ha quindi confermato la condanna della ricorrente alle spese e ha dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
norma generale sul contenuto del diritto di proprietà; la censura era considerata inconferente rispetto alla reale questione, che attiene alla ricostruzione dei titoli e ai diritti reali vantati sulle aree contestate
le servitù prediali si costituiscono solo nei modi tipici previsti dalla legge; per la destinazione del padre di famiglia occorrono opere visibili e permanenti che rendano apparente il peso sul fondo servente
richiamato solo come riferimento più corretto rispetto all'art. 832 c.c. per le doglianze sulla rivendicazione e sull'accertamento della proprietà
richiamato solo come riferimento più corretto rispetto all'art. 832 c.c. per le doglianze dirette a far cessare molestie o turbative del diritto di proprietà
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
usato come parametro del motivo di ricorso per dedurre violazione di legge
richiamato per il procedimento camerale e il deposito di memorie
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
applicato per l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002
richiamato come base del contributo unificato cui si ricollega l'ulteriore importo dovuto
Massime di principio
- Ai fini dell'individuazione del bene controverso e dell'accertamento dell'esistenza o permanenza di diritti reali, il giudice deve partire dall'esame dei titoli di acquisto e della loro successione nel tempo; la valutazione sul significato dei titoli e sulla corrispondenza tra bene domandato e bene descritto integra un accertamento di fatto, sindacabile in cassazione solo per violazione dei criteri ermeneutici o per motivazione inadeguata.
- La deduzione di una violazione dell'art. 832 c.c. è inconferente quando la reale questione riguarda la rivendicazione/accertamento della proprietà o l'individuazione del bene nei titoli di provenienza, che va invece affrontata con i corretti strumenti della disciplina dei diritti reali e dell'interpretazione negoziale.
- Le servitù prediali si costituiscono soltanto nei modi tipici previsti dalla legge; il semplice riconoscimento unilaterale, da parte del proprietario del fondo servente, dell'altrui pretesa di esistenza della servitù non basta a costituirla se non si traduce in un negozio idoneo.
- Per la servitù per destinazione del padre di famiglia è necessario che risultino opere visibili e permanenti di collegamento tra i fondi, idonee a rendere oggettivamente apparente il peso; in difetto di tali elementi, e se emerge solo un accesso pedonale, non può ritenersi costituita una servitù carrabile.
- In sede di legittimità non è consentito sostituire una diversa lettura dei titoli e dei dati catastali all'apprezzamento di merito, quando quest'ultimo sia logicamente motivato e conforme ai criteri interpretativi applicabili.
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