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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14909/2024 del 28/05/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, ha cassato la sentenza della Corte d’appello e, ritenendo non necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito rigettando le domande proposte in primo grado dalle lavoratrici. Ha inoltre compensato integralmente le spese dei gradi di merito e ha condannato le controricorrenti, in solido, alle spese del giudizio di legittimità.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

Le lavoratrici avevano chiesto l’inquadramento nell’Area III, posizione economica F1, sostenendo che, avendo partecipato a corsi-concorsi interni per il passaggio dall’Area B all’Area C ed essendo risultate idonee entro il numero dei posti utili a bando, l’amministrazione fosse tenuta a scorrere la graduatoria anche per i posti non coperti, dopo l’entrata in vigore dell’art. 62 del d.lgs. n. 150/2009 e a seguito del diniego degli organi di controllo sulla copertura dei residui posti. Il Ministero ha impugnato in cassazione la decisione della Corte d’appello che aveva confermato l’accoglimento della domanda, deducendo violazione e falsa applicazione delle norme che, dal 1° gennaio 2010, impongono per la copertura dei posti disponibili il ricorso a concorsi pubblici con sola riserva entro il 50% al personale interno, sostenendo che tale ius superveniens precludeva lo scorrimento di graduatorie formate in procedure interne riservate e non ancora approvate o consolidate in un diritto soggettivo.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    È stata dedotta la violazione di legge come vizio di legittimità del ricorso per cassazione.

  • artt. 375, secondo comma, e 380-bis.1, c.p.c.

    Indicano la trattazione in camera di consiglio del ricorso.

  • art. 118 disp. att. proc. civ.

    Consente il rinvio a precedenti conformi per la ricostruzione della vicenda e dei principi di diritto.

  • art. 24 d.lgs. n. 150/2009

    "le amministrazioni pubbliche, a decorrere dal 1° gennaio 2010, coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorsi pubblici, con riserva non superiore al cinquanta per cento a favore del personale interno"

    La norma è stata interpretata come preclusiva dello scorrimento di graduatorie di procedure interne riservate bandite prima del 2010, in assenza di disciplina transitoria favorevole.

  • art. 62 d.lgs. n. 150/2009

    Ha introdotto il nuovo art. 52, comma 1-bis, d.lgs. n. 165/2001, che disciplina la copertura dei posti tramite concorso pubblico con riserva al personale interno entro il 50%.

  • art. 52, comma 1-bis, d.lgs. n. 165/2001

    È la disposizione richiamata per affermare che le progressioni tra aree nel pubblico impiego contrattualizzato devono avvenire mediante concorso pubblico con limitata riserva per gli interni.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato come parametro che impone il rispetto del buon andamento e giustifica la limitazione delle progressioni riservate e dello scorrimento di graduatorie interne non più compatibili con il nuovo assetto normativo.

  • art. 384, secondo comma, c.p.c.

    Ha consentito alla Corte di decidere la causa nel merito dopo la cassazione, senza rinvio, perché non occorrevano ulteriori accertamenti di fatto.

  • art. 97 cod. proc. civ.

    È richiamato per la condanna in solido alle spese delle controricorrenti, in ragione della comunanza di interessi.

  • art. 15, comma 1, lett. a), CCNL Comparti Ministeri 1998-2001

    Costituiva la base contrattuale invocata dalle lavoratrici per la progressione interna oggetto della controversia.

  • art. 27, comma 1, n. 7), L. n. 93/1983

    Richiamato nel ricorso come norma violata, senza ulteriore specificazione nel testo della decisione.

  • art. 35 d.lgs. n. 165/2001

    Richiamato nel ricorso come norma violata in tema di accesso e reclutamento nel pubblico impiego.

  • art. 1, commi 342 e 362, L. n. 145/2018

    Richiamati nel ricorso come disposizioni rilevanti, senza ulteriore sviluppo argomentativo nel testo.

  • art. 24 e 62 d.lgs. n. 150/2009

    Nel loro complesso sono stati interpretati come introduzione di un nuovo regime, applicabile dal 1° gennaio 2010, che rende non più praticabile il meccanismo di scorrimento di graduatorie interne riservate per coprire posti ulteriori.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato, lo scorrimento delle graduatorie non costituisce un diritto soggettivo automatico degli idonei, ma presuppone una scelta discrezionale dell’amministrazione, salvo che un obbligo sia previsto dalla contrattazione collettiva o dal bando.
  • La disciplina sopravvenuta che impone, dal momento della sua efficacia, la copertura dei posti disponibili mediante concorso pubblico con sola riserva limitata al personale interno prevale sulle pregresse procedure interne riservate, impedendo lo scorrimento di graduatorie formate in base al previgente regime.
  • In materia di progressioni verticali o selezioni interne, l’idoneità in graduatoria non consolida di per sé un diritto quesito all’assunzione o all’inquadramento, se al momento dell’entrata in vigore dello ius superveniens mancano ancora i presupposti necessari per la nomina o l’autorizzazione all’assunzione.
  • Il diritto del candidato, anche quando vincitore, resta condizionato alla permanenza del quadro normativo e organizzativo che ha giustificato il bando; se tale quadro muta per effetto di norme sopravvenute, l’amministrazione deve adeguare la copertura dei posti al nuovo assetto.
  • Quando la decisione di coprire posti tramite scorrimento interviene dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina, la legittimità dell’operazione va valutata secondo la normativa vigente al momento in cui lo scorrimento viene disposto.

Come è indicizzato

MaterieAppalto e somministrazione
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