Sentenza n. 182/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 07370/2022, resa tra le parti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. VI, che aveva respinto il ricorso contro il diniego di istanze di condono edilizio e l’ordine di demolizione delle opere abusive
Esito
Favorevole al resistente (comune e controinteressati)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La proprietaria ha impugnato l’ordinanza comunale che aveva rigettato diverse istanze di condono edilizio e ordinato la demolizione delle opere abusive, comprese ulteriori opere accertate dall’amministrazione. In appello ha dedotto, tra l’altro: violazione delle garanzie partecipative e dell’art. 10-bis della l. 241/1990; erronea applicazione dell’art. 21-octies della stessa legge; mancata acquisizione dei pareri paesaggistici; illegittimità dell’adozione di un unico provvedimento riferito a più istanze; carenza di istruttoria, travisamento e insufficienza della motivazione sulla radicale trasformazione dell’immobile; erronea qualificazione degli interventi come mutamenti di destinazione d’uso e opere ulteriori non condonabili; illegittimità derivata dell’ordine di demolizione; cumulo di sanzioni edilizie e paesaggistiche; omessa indicazione dell’area da acquisire al patrimonio comunale. Ha inoltre contestato il superamento dei limiti dimensionali della memoria depositata dai controinteressati.
La decisione
L’appello è stato rigettato e la sentenza del TAR è stata confermata. Il Consiglio di Stato ha ritenuto applicabile l’art. 10-bis della l. 241/1990 anche ai procedimenti di sanatoria e condono edilizio, ma ha escluso effetti invalidanti dalla sua omissione perché il provvedimento aveva natura vincolata e l’amministrazione non avrebbe potuto adottare un esito diverso. La relazione tecnica di parte non è stata considerata idonea a integrare una mancata contestazione dei fatti ai sensi dell’art. 64, comma 2, c.p.a., poiché le valutazioni e conclusioni tecniche non sono equiparabili a fatti non contestati. È stata ritenuta legittima l’assenza del parere paesaggistico, necessario solo ai fini del rilascio del titolo in sanatoria e non del diniego; il parere della commissione paesaggistica è stato qualificato come non obbligatorio nel procedimento speciale di condono. L’atto unitario è stato ritenuto legittimo perché formalmente unico ma contenente una motivazione riferita alle diverse istanze, senza lesione del diritto di difesa. Il diniego è stato reputato adeguatamente motivato poiché le opere avevano modificato in modo permanente e intrinseco la destinazione funzionale del piano seminterrato e del sottotetto, rendendo l’intervento complessivamente non riconducibile alle opere oggetto delle istanze di condono. La condonabilità deve essere valutata unitariamente quando gli abusi presentano una connotazione fisica unitaria e non scindibile. L’ordine di demolizione è stato confermato, non essendo configurabile alcun cumulo sanzionatorio: la demolizione era fondata sulla carenza del titolo e sugli ulteriori profili di abusività. L’omessa o imprecisa indicazione dell’area acquisibile al patrimonio comunale non determina l’illegittimità dell’ordine di demolizione, poiché tale indicazione rileva per la successiva acquisizione e non per la demolizione. Le spese di lite sono state compensate; ai controinteressati è stata applicata una sanzione pecuniaria di euro 975 per il superamento dei limiti dimensionali della memoria, non previamente autorizzato e non giustificato.
Norme richiamate
Il preavviso di rigetto si applica anche ai procedimenti di sanatoria e condono edilizio; la sua omissione non determina tuttavia l’annullabilità quando l’amministrazione non avrebbe potuto adottare un provvedimento diverso.
art. 21-octies, comma 2, primo periodo, l. 241/1990
Il vizio derivante dall’omissione del preavviso di rigetto o delle garanzie partecipative non produce effetti invalidanti quando il provvedimento è vincolato e il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso.
La mancata contestazione può riguardare i fatti, ma non si estende alle valutazioni e alle conclusioni contenute in una relazione tecnica di parte.
Il parere favorevole dell’autorità preposta alla tutela del vincolo è necessario ai fini del rilascio del titolo in sanatoria, non ai fini dell’adozione del diniego di condono.
La necessità del parere paesaggistico è riferita al rilascio della sanatoria straordinaria e non al rigetto dell’istanza.
artt. 146, 167 e 181 d.lgs. 42/2004
Le disposizioni paesaggistiche devono essere coordinate con la disciplina speciale del condono; il diniego di condono può essere adottato senza previa acquisizione del parere paesaggistico quando la sanatoria non è conseguibile.
Le commissioni per il paesaggio svolgono funzione consultiva e il relativo parere non è obbligatorio nel procedimento speciale di condono in assenza di una specifica previsione normativa.
Il completamento delle opere oggetto di condono non consente di ricondurre alla pratica di condono interventi che abbiano comportato una trasformazione funzionale permanente e sostanziale del manufatto.
L’omessa o imprecisa indicazione dell’area acquisibile al patrimonio comunale non vizia l’ordine di demolizione, poiché l’indicazione dell’area è presupposto della distinta misura dell’acquisizione.
L’autorizzazione al superamento dei limiti dimensionali deve essere richiesta prima del deposito dell’atto difensivo; il superamento non autorizzato e non giustificato comporta l’applicazione della sanzione pecuniaria, anche considerando il pregiudizio arrecato alla controparte.
art. 13-ter, comma 5, disp. att. c.p.a., come modificato dall’art. 1, comma 813, l. 207/2024
La disciplina sanzionatoria sul superamento dei limiti dimensionali si applica anche ai ricorsi depositati anteriormente al 1° gennaio 2025.
Massime di principio
- Il preavviso di rigetto si applica anche ai procedimenti di condono e sanatoria edilizia, ma la sua omissione non determina l’annullabilità del diniego quando il procedimento è vincolato e risulta che l’amministrazione non avrebbe potuto adottare un esito diverso.
- Ai fini dell’art. 64, comma 2, c.p.a., la mancata contestazione può rendere non controversi i fatti storici, ma non le valutazioni, le conclusioni o i giudizi tecnici contenuti nelle relazioni di parte.
- Nel procedimento speciale di condono edilizio, il parere favorevole dell’autorità preposta al vincolo paesaggistico è necessario per il rilascio della sanatoria, non per l’adozione del diniego; il parere della commissione paesaggistica è obbligatorio solo se previsto da una specifica disposizione.
- La condonabilità degli abusi edilizi deve essere valutata unitariamente quando le opere presentano una connotazione fisica unitaria e non scindibile; non è possibile parcellizzare l’intervento per isolare opere astrattamente sanabili quando ulteriori interventi ne abbiano alterato in modo permanente la destinazione funzionale.
- L’omessa o imprecisa indicazione dell’area da acquisire al patrimonio comunale non rende illegittimo l’ordine di demolizione, poiché tale indicazione riguarda il distinto eventuale procedimento di acquisizione e non costituisce elemento necessario della misura demolitoria.
- L’autorizzazione al superamento dei limiti dimensionali degli atti difensivi deve essere richiesta prima del deposito; la sanzione pecuniaria può essere quantificata considerando l’entità del superamento, la complessità della causa, l’utilità delle parti eccedenti e il pregiudizio arrecato alla controparte.
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